L’incontro con i detenuti della Casa di reclusione “Giuseppe Passerini” di Civitavecchia

Il 14 novembre 2018, Piero Terracina ha incontrato i detenuti della Casa di reclusione “Giuseppe Passerini” di Civitavecchia, su invito della direttrice Patrizia Bravetti e del cappellano Sandro Mambrini. Un pomeriggio molto intenso, che ha visto la partecipazione anche di vari esponenti di associazioni e istituzioni del territorio e della consigliera comunale, Paola Rita Stella (già Assessore alle Politiche della Scuola della Provincia di Roma e con la quale Progetto Memoria, insieme alla Fnism di Roma e Lazio, ha a lungo collaborato). Si è trattato del secondo incontro nello stesso carcere, dopo quello del 13 giugno 2017. Al termine, Piero Terracina ha ricevuto un dono creato da alcuni detenuti e uno di essi ha letto il seguente messaggio di ringraziamento e di speranza:

Buonasera da parte di tutti noi. benvenuto! Soltanto poche righe per ringraziarla di essere qui. Le diciamo grazie per due motivi: primo, perché il fatto che lei sia qui significa che c’è sempre ancora speranza, ancora un domani, ancora un futuro. L’altro motivo per cui la ringraziamo è che la sua testimonianza, la sua presenza devono spronarci ad impegnarci perché ciò che è capitato a lei e ad altri milioni di persone non accada mai più. Quel che le è capitato ci deve insegnare a non disprezzare ciò che è “diverso”, ma anzi, a volerlo conoscere meglio, perchè la conoscenza porta alla comprensione e la comprensione a quella cosa bellissima che è l’integrazione. Speriamo che anche per noi presto finisca, che anche per noi ci sia un “mai più”. Lei è qui, ce l’ha fatta. E non aveva colpa alcuna. Vuol dire che ce la possiamo fare anche noi. Grazie e auguri!

I detenuti della Casa di reclusione Passerini                           

leggi di più sull’incontro del 14 novembre 2018

leggi di più sull’incontro del 13 giugno 2017

 

Zikaron BaSalon “La Memoria contro l’indifferenza”

Zikaron BaSalon è un’iniziativa nata in Israele nel 2010, che consiste nell’ascoltare i racconti dei testimoni della Shoah nei salotti di case private che si aprono per l’occasione.
Per la seconda volta (la prima nel 2016), l’11 aprile 2018, l’appuntamento è tornato a Roma, alla vigilia di Yom Ha Shoah, il 27 del mese ebraico di Nissan. L’iniziativa è stata promossa a Roma dall’UCEI, grazie al progetto della Commissione antisemitismo, negazionismo e memoria e dal Centro di Cultura ebraica.
Cinque case hanno ospitato Piero Terracina, Sami Modiano, Edith Bruck, Alberto Sed e Marika Venezia, moglie di Shlomo Z’L, che con lui ha condiviso anni di impegno per la memoria.
Progetto Memoria ha collaborato, coinvolgendo varie scuole, che si sono suddivise nei vari salotti: Il liceo Montale, il liceo artistico di via Ripetta, l’ITIS Giovanni XXIII, il liceo Russel, l’IIS di via Silvestri e la scuola media Anna Celli di Roma, Il liceo Volterra di Ciampino.

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Un anno insieme: la scuola secondaria di I grado dell’IC Anna Fraentzel Celli e Progetto Memoria

INSEGNARE A RICORDARE – Liceo Touschek, Grottaferrata (RM)

Giornata_della_memoria

Il 18 dicembre 2017 si è svolto l’incontro degli studenti delle classi V con Piero Terracina. L’iniziativa è stata curata dalle docenti Brunella Presbiteri e Anna Esposito.

Si è svolto a Grottaferrata, il giorno 18 dicembre 2017, presso il Liceo Touschek, l’emozionante incontro con il sopravvissuto alla Shoah Piero Terracina, accompagnato da Sandra Terracina, responsabile dell’associazione “Progetto Memoria”, con la quale il nostro Istituto sta collaborando da anni. Vi hanno partecipato studenti e docenti in un’atmosfera quasi surreale, sospesi ad ascoltare quel nobile racconto di chi, dal “silenzio” di Auschwitz, dall’“inferno” della violenza, ha trovato il coraggio di reagire, di testimoniare, di sostenere, oltre al peso degli anni, la fatica del ricordo insieme alle giovani generazioni, all’insegna della solidarietà, dell’impegno civile, del rispetto della dignità delle persone. Studenti, docenti, il Dirigente scolastico – che ha coordinato l’incontro – hanno rievocato saggi e letteratura, da Levi ad Arendt a De Benedetti a Wiesel e riflettuto sul “male assoluto”, sulla responsabilità individuale e personale in un’aula conferenze gremita, in un silenzio rigoroso, rotto solo dalla commozione dei momenti più sofferti e toccanti, di chi la storia l’ha vissuta sulla propria pelle.
Piero Terracina, sotto il peso dell’età e della solitudine, fa parlare la storia: il racconto delle spietate leggi razziali in Italia, del terrore dei rastrellamenti degli ebrei italiani, dell’angoscia della deportazione e poi della soluzione finale, lo sterminio sistematico degli ebrei e di altre minoranze etniche, si è tradotto in un accorato appello per i giovani alla pace e alla difesa dai pregiudizi e dall’intolleranza verso gli immigrati, dalla xenofobia, dagli estremismi, dal negazionismo, dalla superficialità e dall’ignoranza. Ed è proprio all’insostituibile valore della conoscenza, strumento di autentica libertà per l’individuo, che Piero Terracina ha rivolto il suo accorato appello, richiamandosi così a Primo Levi, perché “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. (Se questo è un uomo).
Ora tocca a voi, ragazzi: farete giusta memoria!

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Un incontro significativo

Ricordiamo Insieme – 16 ottobre 1943 – Deportazione degli ebrei di Roma

Due momenti per ricordare:

– domenica 15 ottobre 2017

ore 10.00

Convegno, Auditorium Sala Superiore Maestre Pie Filippini

Via delle Fornaci 161 (Zona San Pietro)

– lunedì 16 ottobre 2017

Ore 16.00

Momento di memoria, da Piazza San Pietro al Collegio Militare

L’evento organizzato, come da alcuni anni a questa parte, da Friederike e Tobias Wallbrecher e da Sara, Rivka e Grazia Spizzichino, si articola quest’anno in due giorni: domenica 15 ottobre, con un convegno presso l’Auditorium Sala Superiore Maestre Pie Filippini; lunedì 16 ottobre, con appuntamento alle ore 16.00, in piazza San Pietro, per raggiungere, alle ore 17.00, l’ex Collegio militare a Piazza della Rovere.

 

Per la prima volta di 16 ottobre, si entrerà nel luogo in cui gli ebrei catturati trascorsero due giorni prima di essere trasportati alla Stazione Tiburtina e stipati sui carri bestiame che li condussero a Auschwitz- Birkenau.
Lì giunsero il 23 ottobre e vennero in maggioranza sterminati all’arrivo. Solo 16 di essi tornarono, solo una donna, Settimia Spizzichino z’’l.

Siano i loro nomi e il loro ricordo di benedizione.

 

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Labirinto della memoria

Il “Labirinto della Memoria” è un’installazione interattiva realizzata con un vagone ferroviario-carro merci del 1935 in legno e metallo, simile a quelli utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale per le deportazioni verso i campi di sterminio nazisti…

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Il mondo non vi crederà mai

Un documentario realizzato da alcuni studenti del Liceo Vittoria Colonna di Roma, con la partecipazione di Piero Terracina e Laura Supino e la collaborazione di Progetto Memoria.

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