Abstract
Il Messia nell’ebraismo
Il termine “Messia” (Mashìach) significa “Unto” e nella Bibbia indicava sacerdoti, re e profeti consacrati con olio. L’idea messianica rappresenta la speranza di tempi migliori e comprende diverse dimensioni: liberazione politica dall’oppressione straniera (modello della schiavitù egiziana), giustizia sociale, raccolta degli esiliati, fine dell’idolatria e delle guerre.
Le profezie bibliche (come Isaia 2) immaginano un’epoca di pace universale quando tutti i popoli riconosceranno Dio e “trasformeranno le spade in aratri”. Nella tradizione rabbinica post-biblica si discute se l’arrivo del Messia dipenda dal pentimento del popolo o da tempi prestabiliti. Il Talmud condanna chi calcola date precise per evitare delusioni, ma mantiene viva l’attesa messianica come dimensione fondamentale della fede ebraica.
Bibliografia e materiale
D. Banon, Il messianismo, Firenze 2000
I. Bahbout, D. Gentili, T. Tagliacozzo, (a cura di) Il messianismo ebraico, Firenze 2009.
R. Di Segni, La pace messianica in La pace sfida del regno, Atti della XX sessione di formazione ecumenica organizzata dal S.A.E., Torino 1983, pp. 148-158.
M. Idel, Mistici messianici, Milano 2004
D. Jaffè, Croyances et conceptions messianiques dans la littérature talmudique: entre rationalisme et utopie in D. Hamidovic (a cura di) Aux origines des messianismes Juifs, Leiden-Boston 2013
M. Morselli, I passi del Messia, Genova 2007
Note Biografiche
Nato a Roma nel 1949. Proseguendo un’antica tradizione associa l’esercizio della professione di medico (come radiologo, direttore di un reparto di un grande ospedale pubblico romano) all’attività rabbinica.
Ha conseguito il titolo rabbinico presso il Collegio Rabbino Italiano nel 1973, dove ha continuato a insegnare e che dirige dal 1999.
Oltre all’insegnamento è stato attivo nell’ambito delle ricerche, pubblicando numerosi studi filologici e tre libri (l’ultimo in ebraico, Noten ta’am leshevach sul significato delle regole alimentari) e nelle attività di divulgazione della cultura ebraica tradizionale (tra l’altro con tre edizioni di una Guida alle regole alimentari ebraiche).
Nominato Rabbino Capo di Roma nel novembre 2001.
Abstract
Le donne nella Bibbia
La tradizione biblica ebraica si distingue nel panorama delle culture antiche per il riconoscimento di una funzione centrale alla figura femminile, superando la marginalizzazione che caratterizzava le società coeve. Il Tanach offre una galleria di protagoniste – da Sara e Rebecca a Miriam ed Ester – che trascendono i ruoli domestici per divenire artefici decisive della storia collettiva, custodi dell’Alleanza e difensori del popolo.
Questo intervento esplora il paradigma biblico della donna come fondamento della continuità identitaria, evidenziando come la trasmissione matrilineare dell’appartenenza ebraica costituisca un riconoscimento teologico e sociale della dimensione femminile senza precedenti nell’antichità.
Nella contemporaneità, segnata da profonde trasformazioni nei rapporti di genere e dal drammatico fenomeno della violenza contro le donne, il modello biblico si rivela di sorprendente attualità: la donna come custode dell’identità, capace di integrare vita familiare, dimensione spirituale e impegno comunitario, offre una prospettiva critica per ripensare il ruolo femminile oltre le polarizzazioni della modernità.
Bibliografia essenziale
Artom, E. S. (1966). La nuova vita di Israele, Comitato Italiano Onoranze
Di Porto, A. (2020). Pirkè Avot. e-brei.net edizioni
Di Segni, D. (2020). Bibbia ebraica. Pentateuco e Haftarot. Giuntina.
Lattes, D. (2011). Apologia dell’ebraismo. La Zisa. (nuova edizione) -1
Lattes, D. (1990). Apologia dell’ebraismo. Carucci editore – 2 .
Lattes, D. (1 9 2 3) . Apologia dell’ebraismo. Roma: A. F. Formiggini Editore)
Lattes, D. (1978). Nuovo commento alla Torah. Carucci
Ravenna, A. (1958) L’ebraismo post-biblico. Tipografia Editrice Morcelliana
Segre, A. (1982). Abramo nostro padre. Carucci
Steinsaltz, A. (2020).Megfiillàt Estèr – Il libro di Ester. Giuntina
Note biografiche
Ada Di Porto nasce a Roma nel 1954 e si forma nella Capitale tanto nelle scuole ebraiche che statali conseguendo nel 1973 il diploma al Liceo Classico Torquato Tasso e il titolo di Maskil al Collegio Rabbinico di Roma, sotto la guida del professor Rav Elio Toaff.
Dopo un approfondimento formativo in Israele, torna in Italia e si laurea in Giurisprudenza presso L’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1978.
Sarà su incarico dello stesso Rav Elio Toaff che verrà chiamata nel 1979 ad insegnare al Liceo Renzo Levi dove rimarrà per quaranta anni, guidando i ragazzi nello studio dei principi della tradizione ortodossa e nel confronto con l’attualità culturale ebraica italiana.
In particolare, saranno sue materie preferite il Tanach, la storia, la morale e il pensiero ebraico e le insegnerà sempre, trasmettendo così alle nuove generazioni gli insegnamenti dei maestri Rav Elio Toaff, il Prof. Augusto Segre, Rav Isidoro Khan, il morè Moshè Sed e Rav Chaim Vittorio Della Rocca.
Il collocamento in quiescenza è l’occasione per approfondire i propri studi in terra d’Israele, proseguendo nel percorso di formazione personale. Attualmente si occupa di trasmettere le tradizioni ebraiche italiane svolgendo corsi, lezioni e seminari indirizzati ai docenti attuali e di prossima generazione.
Abstract
Dal Santuario al Santuario in miniatura
Nella tradizione ebraica il Tempio di Gerusalemme non era soltanto un luogo di culto, ma il centro spirituale e simbolico della vita del popolo. Dopo la sua distruzione, la visione del profeta Ezechiele e l’interpretazione dei Maestri del Talmud portarono a considerare la sinagoga come mikdash me‘at, “un piccolo Santuario”: lo spazio in cui la comunità ebraica continua a incontrare Dio attraverso la preghiera, lo studio e la vita collettiva.
Questa lezione offrirà ai docenti una chiave di lettura di questa trasformazione, illustrando come la sinagoga sia diventata nel tempo non solo un luogo di liturgia, ma anche un riferimento culturale ed educativo fondamentale. Verranno presentati i principali elementi simbolici ereditati dal Tempio — la centralità dello spazio sacro, l’orientamento verso Gerusalemme, il ruolo del testo biblico e della preghiera comunitaria — e il modo in cui questi aspetti plasmano la vita ebraica contemporanea.
L’obiettivo è fornire ai docenti strumenti di comprensione utili per il dialogo interculturale e per una migliore interpretazione delle pratiche. Attraverso questa prospettiva, la sinagoga appare come ponte tra memoria antica e vita moderna, tra identità collettiva e formazione personale.
Bibliografia essenziale
– Adin STEINSALTZ, Cos’è il Talmud, La Giuntina, Firenze, 2004.
– Synagogue, in “Encyclopaedia Judaica”, Jerusalem 1973-1982.
– Shelomoh GANTZFRIED, Kitzùr Shulchan Aruch, testo ebraico vocalizzato con traduzione a fronte in italiano, trad. Moise Levy, Lamed, Roma, 2001.
– Chajim David HA-LEVI’, Meqòr Chajim, Compendio dello “Shulchan ‘Arukh”, Trad. Italiana di Menachem Emanuel Artom, 2 voll. Kefar Chasidim/Rekhasim, 1992.
– Issakhar JACOBSON, Netiv Binah (5 voll.), Sinai, Tel Aviv, 1987 sgg.
Note biografiche
Nato a Roma nel 1978, sposato con due figli. Laureato in filosofia, ha conseguito il titolo Rabbinico superiore nel 2008. E’ stato officiante, insegnante e direttore dell’Ufficio Rabbinico presso la comunità di Roma sino al 2014. Dal 2014 al 2022 è stato rabbino capo di Torino. Dal 2022 dirige la sinagoga Bet shalom di Roma, Insegna cultura ebraica presso il liceo Renzo Levi e fa parte del tribunale Rabbinico. Inoltre è membro del Consiglio dell’Assemblea rabbinica italiana e della Consulta rabbinica dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. È coautore di alcuni volumi di introduzione all’ebraismo e autore di numerosi articoli scientifici e divulgativi su vari aspetti della cultura ebraica, oltre ad essere attivo nell’ambito del dialogo interreligioso.
Abstract
Il ciclo delle preghiere
La preghiera ebraica non è solo un insieme di testi, ma un vero e proprio percorso che scandisce la giornata, la settimana e l’anno, intrecciando memoria, identità e vita spirituale. Questa lezione introduce i docenti alla struttura fondamentale del ciclo delle preghiere ebraiche — quotidiane, dello Shabbat e delle festività — offrendo una panoramica delle sue radici bibliche e rabbiniche.
Verranno illustrati i tre momenti quotidiani di preghiera (mattina, pomeriggio e sera), la centralità dello Shabbat come “cuore del tempo ebraico”, e il ruolo delle grandi festività come punti di incontro tra storia, fede e comunità. Attraverso esempi concreti verranno spiegati gli elementi salienti della liturgia: il valore del testo, il uso dell’ebraico, la dimensione comunitaria, il canto e il rapporto tra preghiera e educazione morale.
Bibliografia
-Elie MUNK, Le monde des prières, Keren ha-Sefer ve-ha-limoud, Parigi, 1970 (della prima parte esiste una traduzione italiana, Il mondo delle Preghiere, D.A.C.-U.C.E.I., Roma, 1992).
-Issakhar JACOBSON, Netiv Binah (5 voll.), Sinai, Tel Aviv, 1987 sgg.
-Alberto SOMEKH, Aspetti peculiari del Nusach Italiano, in “Segulat Israel” 5, p. 6-32.
-David Gianfranco DI SEGNI (ed.), Mishnà Berakhot, nuova edizione con testo ebraico, traduzione e note, Lamed, Roma – Morashà, Milano, 1999.
Note biografiche
Nato a Roma il 19 marzo 1953, ha conseguito la Semikhà presso il Collegio Rabbinico Italiano nel 1979. Professore di Ebraismo presso la scuola secondaria di I grado “Angelo Sacerdoti” e di II grado “Renzo Levi” della Comunità Ebraica di Roma. Docente presso il Collegio Rabbinico Italiano e il Corso di Laurea in Studi Ebraici. Direttore del Talmud Torà per alunni di scuola primaria. Membro del Tribunale rabbinico di Roma in qualità di Giudice. Collaboratore dell’Ecc.mo Rabbino Capo Prof. Elio Toaff fin dal 1976. Direttore dell’Ufficio Rabbinico della Comunità Ebraica di Roma dal 2002 al 2011. Cantore del Tempio Maggiore e del Tempio Spagnolo. Autore di dischi, cassette audio e CD sulla liturgia ebraica romana di rito italiano e sefardita. Già vicepresidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana. Partecipa attivamente ad attività comunitarie, convegni nazionali ed internazionali. È il manhig del Tempio Maggiore di Roma.
Abstract
Dalla visione della Merkavah alla rappresentazione del viaggio nel Pardes negli alberi sefirotici rinascimentali
Il mio intervento intende presentare alcune testimonianze della tradizione esoterica ebraica medievale e rinascimentale, con un interesse sul tema visionario dell’ascensione mistica. A partire dalle descrizioni dell’ascesa ai palazzi celesti (Hekhalot) e della visione del Carro divino (Merkavah) nella letteratura mistica dei primi secoli dell’era volgare, si analizzerà lo sviluppo di questo motivo dal Talmud, alle fonti medievali, alla rappresentazione del viaggio nel Pardes nei rotoli cabbalistici del Rinascimento. L’obiettivo è mostrare continuità e trasformazioni delle immagini della visione mistica nel dispiegarsi figurativo dell’iconografia tra Medioevo e Rinascimento.
Materiale
Lezione sul Pardes – Hekhalot e Merkavah, Shiur Qomah
Bibliografia
Emma Abate, Maurizio Mottolese, “La qabbalah in volgare: manoscritti dall’atelier di Egidio da Viterbo”, in Stefano U. Baldassarri, Fabrizio Lelli (a cura di), Umanesimo e cultura ebraica nel Rinascimento italiano, Angelo Pontecorboli editore 2016
J.H. Chajes, “Alberi cabbalistici (ilanot) in Italia: visualizzare la gerarchia del cielo”, in Giulio Busi, Silvana Greco (a cura di), Il Rinascimento parla ebraico, Silvana editoriale 2019.
Giulio Busi, Qabbalah Visiva, Einaudi 2005 (le parti sulla visione della Merkavah e sui Rotoli rinascimentali)
Note biografiche
Emma Abate è Professoressa Associata di cultura ebraica, Dipartimento di Beni Culturali, Università di Bologna, insegna Ebraico e storia dell’ebraismo, Jewish Culture e Storia del libro ebraico. Esperta di manoscritti ebraici, si occupa in particolare dello studio della tradizione magica e cabbalistica. Presso l’Institut de recherche et d’histoire des textes (IRHT, CNRS) a Parigi, è la responsabile scientifica del progetto di studio e catalogo di manoscritti ebraici BiNaH: Bibliothèque nationale “Hebraica”,
Abstract
“L’albero del campo” e l’umanità. Prospettive ebraiche su natura e ambiente
Nell’incontro verranno presentati alcuni brani della Torà attraverso i quali si potrà riflettere, anche grazie ai commenti che i maestri hanno elaborato nelle epoche, in che misura può essere tratteggiato un pensiero delle scritture rispetto al rispetto dell’Universo. Successivamente si affronteranno una selezione di passi della letteratura rabbinica dai quali è possibile rintracciare spunti e indirizzi sul rapporto fra mondo ebraico e ambiente. In conclusione verranno presentate le linee che contraddistinguono l’opinione di esponenti dell’ebraismo contemporaneo.
Bibliografia
Ellen Bernstein, Ecologia e ebrasimo. Dove natura e sacro si incontrano, Firenze, 2000
Amedeo Spagnoletto, Devar Torà. Ecologia, la prospettiva ebraica. Spunti di riflessione, RMI vol. LXIX, sett-dic. 2003, pag. VII-XII.
Hava Tirosh, Nature in the sources of Judaism, in Dedalus v. 130 n. 4, 2001, pp. 99-124, (disponibile su jstor)
Note Biografiche
N/A
Abstract
La Shoah nel cinema
La lezione si concentrerà sul modo in cui il cinema documentario, in particolare, ma con una riflessione anche sul cinema di finzione, ha rappresentato quello che è da sempre stato considerato l’evento più irrappresentabile della Storia: la Shoah. Partendo dal film di Claude Lanzmann (Shoah) sino al contemporaneo indagheremo teorie, percorsi e autori e il loro sguardo.
Bibliografia
A Minuz, La Shoah e la cultura visuale-Cinema, memoria e spazio pubblico, Roma, Bulzoni, 2010.
M.Guerra, Il limite dello sguardo. Oltre i confini delle immagini, Milano, Raffaello Cortina, 2020.
C.G. Hassan-G.Spagnoletti, Cinema e Post-Shoah. Stati Uniti, Europa e Israle, Roma, Viella, 2025.
Note Biografiche
Ivelise Perniola è professoressa ordinaria di Storia del Cinema e Cinematografia Documentaria presso l’Università degli Studi Roma Tre. È co-direttrice dal 2018 della rivista di fascia A: “Agalma. Rivista di studi culturali” (Mimesis). Ha pubblicato le seguenti monografie: Godard, Fino all’ultimo respiro (2022), Gillo Pontecorvo o del cinema necessario (ETS, 2016), L’era postdocumentaria ( 2014), L’immagine spezzata- Il cinema di Claude Lanzmann (2007), Oltre il Neorealismo-Documentari d’autore e realtà italiana del dopoguerra (2004), Chris Marker o del film-saggio (2003). È di recente pubblicazione una sua curatela sul cinema di François Truffaut (Marsilio, 2024). Ha pubblicato numerosi saggi sul cinema documentario italiano e internazionale.
Abstract
Il Memoriale di Buchenwald: memoria ed uso della memoria
Accanto al campo di concentramento di Buchenwald (1937-1945) sorge un Memoriale, realizzato dalla Repubblica Democratica Tedesca (o DDR) negli anni ’50; nello stesso campo di concentramento fu attivo, tra il ’45 ed il ’50, un campo speciale sovietico. Questi pochi dati bastano a comprendere perché Buchenwald rientri nei luoghi della Memoria con un “doppio passato”.
L’intervento si articola in due parti principali. Nella prima, si mettono in evidenza i dati e le vicende che resero il lager di Buchenwald fra i più tristemente noti. Attraverso l’uso di testimonianze, fra cui quella poco nota di Giovanni Marcato, o tramite la vicenda più nota di Mafalda di Savoia, si presenta un quadro delle atrocità e dei crimini compiuti dai nazisti.
Nella seconda parte, si ricostruiscono le tappe della realizzazione del Memoriale, cercando di mostrare l’uso strumentale che il regime comunista della DDR ha fatto della storia del campo e, in particolare, della fase della sua liberazione, nell’aprile del 1945. A questo si collega, come riflessione conclusiva, una sintetica analisi dei contrasti sorti nel Parlamento Europeo sulla Giornata del 23 Agosto (firma del patto nazi-sovietico, nel ’39) e sul tema di una comune Memoria fra stati europei dell’Est e stati europei dell’Ovest.
Materiale
C. ALBANA – IL Memoriale di Buchenwald – TESTO
C. ALBANA – IL MEMORIALE DI BUCHENWALD – presentazione power-point
Bibliografia
Renato Barneschi, Frau von Weber. Vita e morte di Mafalda di Savoia a Buchenwald, Rusconi, 1982, Milano (8^ ediz. Febbraio 1983)
Volkhard Knigge, Jürgen Maria Pietsch, Thomas A. Seidel, Versteinertes Gedenken (Memoria pietrificata). Das Buchenwalder Mahmahl von 1958, Edition Schwarz Weiss, 1997
Walter Laqueur (a cura di), Dizionario dell’Olocausto, 2001, ed. it. a cura di Alberto Cavaglion, Einaudi 2004, 2007, per le voci: BUCHENWALD, KOCH Otto, ESPERIMENTI MEDICI, CAMERE A GAS, CAMPI DI CONCENTRAMENTO, CAMPI DI STERMINIO, PALMNICKEN massacro di,
Giovanni Marcato, A Buchenwald il mio nome era 34989, a cura di Enrico Chiara, Canova, 2000
Memoriale di Buchenwald, Guida attraverso il Memoriale di Buchenwald, 2019
Marcello Pezzetti, Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto, 2009 Einaudi, 2014 Gruppo L’Espresso
Julia Reuschenbach “Tempel des Antifaschismus”? Nationale Mahn- und Gedenkstätten der DDR (Tempio dell’antifascismo? Monumenti commemorativi e luoghi commemorativi nazionali della RDT), in https://www.bpb.de/themen/deutschlandarchiv/199442/tempel-des-antifaschismus/
Jean-Louis Rouhart, L’(auto ?)-libération des prisonniers du camp de concentration de Buchenwald vue par les historiens allemands, in Témoigner/Getuigen, n.° 120/2015, da https://journals.openedition.org/temoigner/2235
Cristina Siccardi, Mafalda di Savoia. Dalla reggia al lager di Buchenwald, Ed. Paoline, 3^ ed., 2002
I documenti inediti della Resistenza a Buchenwald, in: https://deportati.it/static/pdf/TR/2007/3/14-28.pdf (con una testimonianza di Gilberto Salmoni)
Coscienza europea e totalitarismo P6_TA(2009)0213
Risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2009 su coscienza europea e totalitarismo, Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 27.5.2010
European Day of Remembrance for Victims of Stalinism and Nazism. PE406.730
Declaration of the European Parliament on the proclamation of 23 August as European Day of Remembrance for Victims of Stalinism and Nazism, in https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-6-2008-0439_EN.html
Giornata Europea di Commemorazione delle vittime di tutti i regimi totalitari e autoritari, in https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_Europea_di_Commemorazione_delle_vittime_di_tutti_i_regimi_totalitari_e_autoritari
Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa. Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa (2019/2819(RSP)), Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 6.5.2021
Note Biografiche
Caterina Maria Albana (San Piero Patti, ME, 1959) ha lavorato negli anni ‘80 come pubblicista in Sicilia e si è poi dedicata, dal 1988, all’insegnamento della storia e della filosofia nei licei di Grosseto, in Toscana.
Ha partecipato a numerosi progetti educativi europei di storia, concentrando i propri interessi sul tema della Memoria, delle minoranze e delle migrazioni, realizzando filmati e testi relativi in particolare alle persecuzioni antisemite, alle vicende della 2^guerra mondiale e agli eccidi operati dai nazifascisti in Toscana e a Roma.
Ha concorso alla nascita dell’Istituto Gramsci di Grosseto e collabora con l’ISGREC (Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea).
Pubblicazioni
Nel 1999 ha curato, con altri, gli atti del convegno “Guerre civili nell’Europa del ’900”, organizzato dall’Isgrec;
Nel 2001 ha pubblicato il saggio “Some notes on the idea of national identity in Italy”, nell’opera antologica “Identity and European Integration. Essays on Educational Issues”, edita a Wiesbaden dall’Hessisches Landesinstitut für pädagogik”;
Nel 2006 ha curato un intervento per il convegno “Migranti e migrazioni. Tra storia, storiografia e didattica”, organizzato dall’Isgrec, con l’intervento intitolato “Progetto Comenius 2002-2005: Le minoranze in Europa ieri e oggi”.
Ha partecipato con due interventi alla redazione del primo Quaderno dell’Istituto Gramsci di Grosseto, intitolato “Intellettuali e popolo. Il lavoro culturale in Maremma”, edito da Effigi, 2013.
Sempre per i tipi di Effigi ha curato il libro postumo di Giuseppe Albana, “Risveglio popolare (1944-1946). La rivoluzione repubblicana di San Piero Patti”, 2017, ed ha pubblicato nel 2025 il libro “I Gorgone. Storia di una famiglia messinese (1862-1962)”.
Abstract
Pagina della Memoria: un progetto sull’impatto delle Leggi razziali su Scienza e Cultura. Il caso dell’Istituto Nazionale di Geofisica
Il progetto “Pagina della memoria” intende raccogliere e divulgare le testimonianze sull’impatto delle leggi razziali sulla comunità scientifica e culturale italiana, rivolgendosi, in particolare, agli Enti di Ricerca. Il progetto è stato promosso dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in accordo con l’Accademia Nazionale dei Lincei, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale per le Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP), l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) e la Comunità Ebraica di Roma (CER), con il patrocinio dell’Associazione dei ricercatori italiani in Israele, della Biblioteca Universitaria di Bologna, di Uninettuno e dell’associazione Progetto Memoria.
Il materiale biografico e documentale raccolto e trattato nell’ambito delle attività progettuali è stato diffuso attraverso il sito paginadellamemoria.ingv.it, inaugurato il 27 gennaio 2022. Inoltre, è stata curata la realizzazione di eventi pubblici significativi, culminati con la posa delle Pietre d’Inciampo dedicate alla famiglia di Giacomo Anticoli, nel piazzale del CNR e, a via Carletti, Roma, la posa delle pietre d’inciampo intitolate a Fiorella Anticoli e alla nonna, Fiorina Spizzichino, rispettivamente figlia e madre di Leone Anticoli, dipendente dell’Istituto Nazionale di Geofisica, dispensato dal servizio nel 1939 in applicazione delle “Leggi Razziali”. Alla famiglia di Leone Anticoli è stata dedicata una targa apposta presso la sala conferenze dell’INGV.
Il fascicolo personale di Leone Anticoli, ritrovato nell’ambito delle attività progettuali, è risultato una preziosa fonte documentale sull’applicazione delle “Leggi Razziali” negli Enti di Ricerca, e sulle fasi successive di ricostruzione della ricerca scientifica in Italia nel dopoguerra, grazie ai documenti precedentemente inediti firmati da Guido Castelnuovo, Edoardo Amaldi e Gustavo Colonnetti. Leone dedicò anni di ricerche infruttuose per ritrovare la figlia Fiorella, la bambina raffigurata nella copertina de “Il Libro della Memoria”, l’opera fondamentale di Liliana Picciotto sulla Shoah in Italia. Fiorella fu catturata ad appena due anni di età nell’abitazione di via Carletti, a Roma, per essere deportata ad Auschwitz-Birkenau, dove fu assassinata all’arrivo.
Il progetto “Pagina della Memoria”, attraverso storie di donne, tecnici, maestranze e studiosi dispensati dagli Enti di Ricerca, intende narrare la vastità di danni che le “Leggi Razziali” provocarono non soltanto a livello accademico, ma per l’intera società italiana.
Materiale
https://paginadellamemoria.ingv.it/
Bibliografia
Winkler, Aldo; et al. (2024). Pagina della Memoria: a project about the scientific and cultural impact of the Italian “Racial Laws”. To the memory of Fiorella and Leone Anticoli. Journal of Geoethics and Social Geosciences, 2 (Special Issue), 1-24. https://doi.org/10.13127/jgsg-50
Gentiloni Silveri, Umberto; Palermo, Stefano (2012) 16.10.1943. Li hanno portati via. Fandango, Roma.
Picciotto, Liliana, (2002). Il Libro della Memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945), Mursia, Milano.
Note Biografiche
Aldo Winkler è fisico, responsabile del laboratorio di paleomagnetismo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Le sue principali ricerche sono rivolte al biomonitoraggio magnetico delle “polveri sottili”, analizzando foglie e licheni per il controllo e la mitigazione dell’inquinamento atmosferico sulle aree urbane e i beni culturali. È ideatore e coordinatore del progetto “Pagina della Memoria”, sulle conseguenze scientifiche e culturali delle “Leggi Razziali”. È responsabile scientifico del progetto “Pietre d’inciampo digitali”, realizzato dalla Comunità Ebraica di Roma e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nell’ambito del bando di Cofinanziamento di Ricerca, Sviluppo e Formazione per il Patrimonio Culturale e le Tecnologie per la Cultura promosso dal Centro di Eccellenza DTC Lazio. Il progetto ha reso accessibile, tramite tecniche di geolocalizzazione, una selezione di 17 biografie di persone a cui sono intestate le Pietre d’Inciampo, tra cui quelle di intellettuali e dipendenti pubblici dispensati dal servizio per le “Leggi Razziali”. Dal 2025 è membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Progetto Memoria.
Abstract
Prima della Shoah. Gli ebrei a Roma nell’età del consenso
In che modo la Comunità Israelitica di Roma ha attraversato il periodo cruciale nella storia del fascismo, che va dalla sua ascesa all’emanazione della legislazione antiebraica?
Una domanda di ricerca che mira ad analizzare la collettività ebraica, radicata da secoli nella città di Roma, nelle sue trasformazioni imposte dal nascente regime. Una Comunità che si è trovata a navigare tra la volontà di preservare la propria identità e la necessità di integrarsi nella società italiana che stava sorgendo. Mediante lo studio delle dinamiche interne di tale Comunità, delle strategie attuate per affrontare le crescenti pressioni del fascismo e del ruolo delle istituzioni ebraiche è possibile tracciare una sottile linea di resistenza per difendere il proprio posto nella società, poggiata su un precario equilibrio difficile da mantenere in un’epoca di crescente intolleranza.
Il confronto con le Comunità Israelitiche di Torino e Firenze permette infine di affrontare la questione da diversi punti di vista, dando risalto a una maggiore vicinanza ai temi del fascismo o del sionismo.
Bibliografia
Giordana Terracina, L’illusione dell’emancipazione. La Comunità Israelitica di Roma dall’avvento del fascismo alla vigilia delle leggi antiebraiche (1922-1938), Gangemi, Roma 2025
Note Biografiche
Ricercatrice specializzata in storia contemporanea, con particolare riferimento ai temi relativi alla Shoah e alle relazioni internazionali.
Ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Storia e Scienze filosofico-sociali, presso l’Università degli Studi di Tor Vergata, dalla cui tesi è stato tratto il libro “L’illusione dell’emancipazione. La Comunità Israelitica di Roma dal fascismo alla viglia delle leggi antiebraiche (1922-1938)”.
Precedentemente ha ottenuto un Master Internazionale di Secondo Livello in Didattica della Shoah, presso l’Università degli Studi di Roma Tre, con una tesi sulla deportazione nel 1942 degli ebrei dalla Libia fino a Bergen Belsen, transitando per l’Italia, un diploma presso la Scuola di Alta Formazione Politica dell’Istituto Sturzo e una laurea in giurisprudenza.
Ha pubblicato su riviste scientifiche e su quotidiani nazionali diversi articoli sulla questione palestinese e sulle organizzazioni terroristiche a questa legate.
Abstract
Cordelia. Editoria, emancipazione femminile e identità ebraica nell’Italia postunitaria. Virginia Tedeschi Treves
L’intervento intende approfondire la figura di Virginia Tedeschi Treves (1849–1916), nota con lo pseudonimo di Cordelia, autrice, imprenditrice culturale e protagonista del dibattito sull’emancipazione femminile tra Ottocento e Novecento. Attraverso l’analisi della sua attività editoriale, della produzione letteraria, inclusa quella rivolta all’infanzia, e del suo impegno in ambito suffragista, si delineerà l’evoluzione del modello identitario femminile nell’Italia postunitaria. Particolare attenzione sarà dedicata al rapporto tra appartenenza ebraica, ruolo pubblico della donna e formazione di una coscienza civile moderna, nel contesto delle trasformazioni socio-politiche e culturali dell’epoca.
Materiale
Cordelia: editoria, emancipazione femminile e identità ebraica nell’Italia postunitaria In: Shalom.it
Bibliografia
– Grillandi, M., Treves, Torino, 1977.
– Bartesaghi, S., “Cordelia, una carriera di scrittrice fra editoria e letteratura”, in «Storia in Lombardia», 1991, 10/2, pp. 53-90.
– Pisano, L., Donne del giornalismo italiano, Milano, 2004, pp. 356-357.
– Franchini, S., Soldani, S., Donne e giornalismo. Percorsi e presenze di una storia di genere, Milano, 2004.
– Liberati, G., “Virginia Tedeschi Treves (Cordelia)”, in Visibili, invisibili. Matilde Serao e le donne nell’Italia post-unitaria, Roma, 2016, pp. 120-121.
– Afflerbach, V., Cordelia e il suo mondo, Hamburg, 2000.
– Calabrese, S., “Tedeschi Treves, Virginia”, in Dizionario biografico degli Italiani, Roma, 2019.
– Iaconis, V., “‘La moglie perbene’. Modelli identitari nell’opera di Virginia Tedeschi Treves”, in Sorelle d’Italia, Palermo, 2020, pp. 79-100.
– Brunelli, D., Virginia Tedeschi Treves alias Cordelia, in Donne visibili e donne in controluce, Verona, 2023.
Note Biografiche
Giorgia Calò (Roma, 1978) è storica, critica d’arte e curatrice. Dottore di ricerca in Storia dell’arte contemporanea presso la Sapienza Università di Roma, dal 2005 al 2012 ha lavorato come Assistant Curator presso il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della stessa università. Ha curato numerose mostre in musei e gallerie private, spesso accompagnate da cataloghi e pubblicazioni, e collabora regolarmente con riviste specializzate. Dal 2010 la sua ricerca curatoriale è rivolta principalmente all’arte contemporanea israeliana, per la quale ha curato esposizioni, pubblicato libri, saggi critici e contributi in cataloghi e riviste di settore, oltre a partecipare a talk e convegni internazionali. Già Assessore alla Cultura e all’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma (2015-2019), attualmente è Consigliere della Fondazione per il Museo Ebraico di Roma e Direttrice del Centro di Cultura Ebraica della Comunità Ebraica di Roma.
Abstract
Sapientes: Ebrei e Antispecismo, la corrente che attraversa il Novecento e apre al futuro
Il termine antispecismo, reso popolare dal filosofo australiano Peter Singer, descrive una forma di pregiudizio o discriminazione basata sull’appartenenza di specie, in particolare favorendo gli esseri umani a scapito degli altri animali. Ma il suo saggio Liberazione animale (1975, recentemente aggiornato e ripubblicato con la prefazione di Yuval Noah Harari) non nasce dal nulla: l’attivista Henry Spira (nato ad Anversa ed emigrato negli Stati Uniti per fuggire all’antisemitismo e alla persecuzione nazista) e l’intellettuale femminista vegetariana Roberta Kalechofsky (che fonda il gruppo Jews for Animal Rights, ispirato alle idee del Rabbino Abraham Kook) precedono il filosofo Singer (figlio di profughi ebrei austriaci) con le loro battaglie per i diritti animali. “Non c’è dubbio che Homo sapiens sia la specie più potente del pianeta. A Homo sapiens piace pensare di godere di uno status morale superiore e che la vita umana sia infinitamente più preziosa della vita di maiali, elefanti o lupi. Questo però è meno ovvio. Può essere giusto?” Yuval Noah Harari, Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità (titolo originale: Sapiens: A Brief History of Humankind).
Materiale
C. Troini_Bibliografia ragionata
Bibliografia
Peter Singer, Nuova liberazione animale, Prefazione di Yuval Noah Harari Il Saggiatore 2024
Peter Singer, Ethics into Action: Henry Spira and the Animal Rights Movement. Rowman & Littlefield Publishers Inc.
Henry Spira, Fighting to Win, in Peter Singer In Defence of Animals. Blackwell
Noah J. Cohen, Tsa’ar ba’ale hayim: The prevention of cruelty to animals: its bases, development, and legislation in Hebrew literature, New York: Feldheim, 1979
P. Kaganoff, An Independent Woman of Words, The Jewish Monthly, 1988
R. Kalechofsky, Animal Suffering and the Holocaust: The Problem with Comparisons, 2003
R. Kalechofsky, Judaism and Animal Rights: Classical and Contemporary Responses, a collection of 41 articles by rabbis, doctors, veterinarians, and philosophers on animal rights and Judaism, 1992
R. Kalechofsky, Vegetarian Judaism: A Guide for Everyone, 1998
Rynn Berry, Hitler: Neither Vegetarian Nor Animal Lover, 2004
Charles Patterson, Un’eterna Treblinka. Il massacro degli animali e l’Olocausto, Editori Riuniti 2003
Note Biografiche
Abilitata all’insegnamento delle materie letterarie, dal 2008 è docente presso una sezione carceraria e si occupa dei programmi di formazione per adulti presso un istituto penitenziario romano.
E’ attivamente impegnata nel volontariato, nel cui ambito organizza eventi e raccolte fondi. Scrive articoli storici e filosofici.
Dal 2001 al 2008 è stata redattore del quotidiano turistico professionale a diffusione nazionale, L’Agenzia di Viaggi, cartaceo e on-line.
Abstract
L’emancipazione degli ebrei in Italia (1848-1938). Famiglie, persone e personaggi
Materiale
L’emancipazione degli ebrei in Italia (1848-1938)
Bibliografia
N/A
Note Biografiche
Claudio Procaccia dal 2010 è Direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali della Comunità Ebraica di Roma, membro del comitato scientifico del Centro Romano di studi sull’Ebraismo (CeRSE) dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, del Centro Cardinal Bea dell’Università Gregoriana, direttore di Zakhor. Rivista di storia degli ebrei d’Italia (Eurostudio editore) e della collana Roma ebraica (Gangemi editore). Si è occupato prevalentemente di studi di carattere storico economico e sociale.
Già professore a contratto di Storia dello Sviluppo Economico presso l’Università degli Studi di Cassino (2007-2011) Professore a contratto per la cattedra di Storia economica dell’Europa, Facoltà di Economia della III Università di Roma (2000-2002). Dl luglio 2010 a luglio 2012 è stato direttore (ad interim) del Museo Ebraico di Roma. Dal 2010 è direttore (ad interim) dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma.
Abstract
Assimilazioni per scelta e convinzioni sempre più profonde: l’epopea della Famiglia Besso dall’Oriente ottomano all’Europa e al ritorno in Israele
Uno sguardo ravvicinato su una vasta famiglia ebraica le cui radici sono nell’Oriente Greco, in continuo cambio di governo sotto tutele dell’Impero Ottomano. Una famiglia che prospera proprio nel commercio da e con l’Oriente, lentamente spostandosi verso i confini del Nord Europa, fino a vivere in un altro Impero, quello Austro-Ungarico, conoscendo poi l’arrivo di nuove frizioni politiche e irredentiste legate alla nascita del Regno d’Italia e dell’Unità d’Italia. Gran parte della famiglia Besso continua a prosperare ed espandersi nei territori austriaci, svizzeri e via risalendo fino al Regno Unito d’Inghilterra: un solo ramo, specificamente uno dei sei figli di Giuseppe Besso, discendente del comune avo Shabbatai Besso, si trasferisce a Roma per svolgere una missione lavorativa che ne segnerà la carriera e le scelte di vita, insediandosi in Roma e, senza soluzione di continuità, integrandosi negli usi e costumi romani ancor prima della breccia di Porta Pia fino alla diretta conversione al Cattolicesimo dell’intera famiglia e la convinta partecipazione e finanziamento del nascente fascismo dei congiunti, dei collaterali, dell’unica figlia superstite e del suo coniuge e famiglia Gli altri componenti della famiglia Besso, rimasti al nord, a Venezia, Trieste, Milano, Lugano, Zurigo, Bruxelles, Manchester, rimarranno ebrei e costruiranno imprese di grande rilevanza nei luoghi di residenza e insediamento, con maggiore o minore partecipazione alla vita delle Comunità ebraiche di residenza, ma non assimilandosi, fino a un ramo, divenuto man mano numeroso, che ha fatto il percorso inverso, facendo Halià in Israele: ed è proprio dal meticoloso lavoro di raccolta delle fonti genealogiche messe a disposizione dal ramo inglese, milanese, belga ed israeliano, della famiglia, che ho potuto ricostruire un credibile, documentato, e vasto albero genealogico, nel quale si intrecciano i rami laterali di molte altre, note, famiglie ebraiche anche dei nostri giorni.
Materiale
N/A
Bibliografia
The Holocaust of the Greek Jewry: Monuments and Memories, Central Board of Jewish Communities in Greece – Ministry of National Education and Religious Affairs, Athens, January 2006; In the Footsteps of the Jews of Greece: from Ancient Times to the Present Day, Anastasios Karababas, Vallntine Mitchell, London – Chicago, 2024; The Jewish Museum of Greece, The Ministry of Culture, The central Board of Jewish Community in Greece, The Jewish Community of Thessaloniki, American Friends of the JMG, Athens 2014; Avrahàm Haivrì: storia di Avraham Yaìaqòv Levi e di sua moglie Chaia Flora Besso, di Miriam Zarfti, revisionato e redatto da Biniamin Zarfati, Gerusalemme 2008; L’Archivio Storico racconta: vicende e personaggi delle Assicurazioni Generali nell’Ottocento, Coordinamento editoriale Comunicazione interna di Gruppo, Assicurazioni Generali, Trieste 2002; Il Palazzo dell Generai a Piazza Venezia, Introduzione di Claudio Strinati, Prefazione di Eugenio Coppola di Canzano, Editalia, Roma 1993; Marco Besso: assicuratore, letterato, studioso, Assicurazioni Generali Fondazione Marco Besso, Editrice La Compagnia, Trieste 1994; Pouring Jewish Water into Fascist Wine: Untold Stories of (Catholic) Jews from the Archive of Mussolini’s Jesuit Pietro Tacchi Venturi, Robert Aleksander Mariks, Brill, Leiden – Boston 2012; A Sephardi Turkish Patriot: Gad Franco in the Turmoil of the. Ottoman Empire and the Turkish Republic, Anthony Gad Bigio, Rowman & Littlefield, New York – London, 2024; La memoria dei padri: cronaca, storia e preistoria di una famiglia ebraica tra Corfù e Venezia, Cesare Vivante, Giuntina, Firenze, 2009; Voci di realismo politico dopo il 1870, Enzo Tagliacozzo, Giuseppe Laterza & figli, Bari, 1937.
Note Biografiche
Marisa Patulli Trythall. Affiliate Researcher, Department of History, Georgetown University. Si occupa di Storia delle relazioni diplomatiche Vaticano-Stati Uniti d’America.
Tra le sue pubblicazioni:
Autrice di Edmund A. Walsh: La Missio Iraquensis. Il contributo dei gesuiti americani al sistema educativo iracheno, SOC-Studi sull’Oriente Cristiano, Roma 2010.
Curatrice e autrice dei 4 volumi del Progetto Nathan: Ernesto Nathan. L’etica di un Sindaco; 150 anni sulla breccia: Roma, una capitale in trasformazione; Dalla Giovine Italia a Giovinezza! Il mazzinianesimo nell’epilogo dell’Italia liberale – Vol.I; Dalla Giovine Italia a Giovinezza! Il trasformismo ideale e ideologico dalla breccia di Porta Pia alla marcia su Roma – Vol. II, Nova Delphi Libri, Roma 2019-2023; e di: Il Sinodo delle donne: le nuove famiglie, Camera dei deputati, Roma 2016.
Autrice di contributi in volumi, tra i quali:
Marco Ramazzotti (ed.), Lo straniero in Egitto e nel Vicino Oriente, Sapienza Università Editrice 2024; Giulia Grossi, Ilaria Bernini (eds.), Benedict XV, Brepols 2019; Beth Griech Polelle (ed.), Jesuits, Communism and the Russian Famine, JJS Brill, 2018; Maria Giovanna Biga (ed.), Atti della Conferenza: Donne d’Oriente, Morcelliana Editrice, Collana Henoch, Vol. 37/2, Brescia 2016; Charles Gallagher, David Kertzer, Alberto Melloni (eds.), Pius XI and America, Lit-Verlag 2012.
Organizzatrice di: Donne e Religioni. Dialogo e confronto tra Scienza, Teologia e Istituzioni. Convegni iniziati nel 2011 presso la Casa dell’Architettura all’Acquario Romano e poi spostatosi alle sale della Camera dei deputati: Sala del Refettorio e Sala Aldo Moro dove si sono conclusi nel 2019. Organizzati in collaborazione e patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Comune di Roma, della Comunità Ebraica di Roma, dell’Unione delle Comunità Ebraiche d’Italia. Da questa esperienza nacque la pubblicazione del volume Il Sinodo delle donne, pubblicato dalla Camera dei deputati nel 2016.
Abstract
I Di Capua. Le vicende di una famiglia ebraica romana dal XVI al XX secolo
La lezione vuole illustrare le vicende di una famiglia ebraica sefardita che è stata cacciata dalla Spagna nel 1492, si è rifugiata nella cittadina di Capua e nel 1555, quando è stato creato il ghetto, si è dovuta trasferire a Roma.
Un paradigma di ricerca e albero genealogico realizzati tramite ricordi familiari, indagini effettuate nell’anagrafe dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma e interviste.
E’ stata ricostruita la storia di una famiglia tra Spagna e Regno pontificio, attraverso delitti, commerci, figli illegittimi, conversioni, onorificenze, deportazioni, uccisioni alle Fosse Ardeatine e ritrovamenti di membri morti giovanissimi dei quali non si sapeva nulla, neanche la posizione della tumulazione.
Una storia avventurosa come esempio di resilienza e mantenimento della propria identità attraverso i flutti perigliosi della storia ebraica.
Materiale
Bibliografia
Tra le pubblicazioni riguardanti la storia delle famiglie ebraiche romane, si segnalano:
1. S. H. Antonucci, C. Procaccia, Un profilo dei deportati in Dopo il 16 ottobre. Gli ebrei a Roma tra occupazione, resistenza, accoglienza e delazioni (1943-1944), a cura di Silvia Haia Antonucci e Claudio Procaccia, Roma, Viella, 2017, pp. 289-306
2. S. H. Antonucci, Un amore Capitale. Salvatore Fornari e Roma, Padova, Esedra editrice, 2014
3. S. H. Antonucci e M. P. Ferrara, L’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma: uno strumento per la ricerca sulla popolazione ebraica romana. L’Universitas Hebreorum e l‘istruzione tra il XVIII ed il XIX secolo, in La presenza ebraica a Roma e nel Lazio. Dalle origini al ghetto a cura di Rita Padovano, Padova, Esedra editrice, 2010, pp. 243-276
4. S. H. Antonucci, C. Procaccia, G. Spizzichino, Le fonti sugli ebrei nella capitale dal cinquecento al novecento nell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma (ASCER), in Ebrei a Roma e nei territori dell’ex Stato pontificio (secc. XVI-XX), a cura di Silvia Haia Antonucci, Claudio Procaccia, Giancarlo Spizzichino, “Archivi e Cultura”, XLII, Nuova serie 2009, Roma, Il Centro di Ricerca, 2010, pp. 53-73
Note Biografiche
E’ laureata in Lettere, Archivistica, Studi ebraici e Studi Storico-Artistici. E’ archivista responsabile presso l’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma “Giancarlo Spizzichino” e giornalista pubblicista. Studiosa di storia della Comunità ebraica di Roma, Shoah, rapporti ebraico-cristiani e Israele, su tali argomenti ha pubblicato volumi e ha tenuto lezioni e conferenze in Italia ed all’estero.
Abstract
Noam Chomsky: fondatore e caposcuola del generativismo, fondamentale e rivoluzionaria interpretazione della linguistica
Ho scelto anche quest’anno di dedicare le mie due relazioni a due intellettuali del ‘900 di matrice ebraica, in quanto mi preme sottolineare quanto la cultura contemporanea sia debitrice nei confronti di tante importanti personalità, di provenienza dall’ebraismo europeo, in tutti i campi; così come ho fatto negli anni scorsi (quando mi sono occupata dei diversi filosofi della Scuola di Francoforte, o degli importanti allievi di Heidegger – Arendt, Jonas e Lévinas – o ancora di diverse donne notevoli che si sono distinte, ciascuna nel proprio ambito, come la Balabanoff, la Kuliscioff, la Sarfatti, la Spielrein, Anna Freud e Tamara de Lempicka; o ancora, come lo scorso anno, quando ho cercato approfondire le figure di due intellettuali di svolta per la Storia e la Filosofia del ‘900 come Marc Bloch e Walter Benjamin e poi Zygmunt Bauman e Jean Amery, etc…)
Dunque quest’anno i miei interventi saranno dedicati, il primo al rivoluzionario padre della linguistica contemporanea, ancora vivente a 98 anni ! le cui riflessioni e conclusioni scientifiche hanno influenzato la rilettura di molte altre discipline, sia dell’area umanistica che di quella scientifica; la seconda relazione invece sarà dedicata ad uno studioso, e accademico anche lui, più comunemente noto però, e anzi famoso, per essere stato il primo grande scrittore di fantascienza, che ha anche ideato, in un suo racconto del 1941, le Tre Leggi della robotica che sono diventate un punto di riferimento fondamentale per l’intelligenza artificiale e la robotica moderna.
Riflettendo inoltre sulla possibile “spendibilità” in classe delle mie relazioni, con il supporto delle slide preparate, ho pensato che i colleghi partecipanti al Corso potessero avere così a disposizione del materiale per qualche approfondimento, che fosse in ogni caso coerente con i contenuti dei diversi programmi da svolgere con i ragazzi, magari provocando la loro curiosità, o un loro maggior interesse per alcuni momenti della Storia, della Filosofia e delle Scienze.
Materiale
Bibliografia e suggerimenti di lettura
Noam Chomsky
Opere Fondamentali di Linguistica e Scienze Cognitive
• Le strutture della sintassi (1957): L’opera che ha fondato la grammatica generativo-trasformazionale.
• Aspetti della teoria della sintassi (1965): Definisce i concetti di competenza ed esecuzione.
• Il linguaggio e la mente (1968): Esplora le implicazioni cognitive del linguaggio.
• Riflessioni sul linguaggio (1975): Analisi filosofica e linguistica.
• Linguaggio e problemi della conoscenza (1987): Una sintesi accessibile delle sue teorie.
• I segreti delle parole (con Andrea Moro, 2013): Dialogo sulla natura del linguaggio.
Opere Fondamentali di Critica Politica e Media • La fabbrica del consenso
(1988): Analisi critica dei mass media e la loro funzione politica (con Edward S. Herman).
• Illusioni necessarie (1989): Sul controllo dell’informazione nelle democrazie.
• Capire il potere (2002): Una raccolta di interviste sui meccanismi di potere.
• Chi sono i padroni del mondo (2016): Critica alla politica estera statunitense.
Opere Fondamentali di Critica Politica e Media
• La fabbrica del consenso (1988): Analisi critica dei mass media e la loro funzione politica (con Edward S. Herman).
• Illusioni necessarie (1989): Sul controllo dell’informazione nelle democrazie.
• Capire il potere (2002): Una raccolta di interviste sui meccanismi di potere.
• Chi sono i padroni del mondo (2016): Critica alla politica estera statunitense.
Note Biografiche
Stefania Buccioli ha insegnato per più di trent’anni Filosofia e Storia nei Licei, per la maggior parte presso il Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma dove, nel corso degli anni, ha ricoperto anche il ruolo di vice Rettore, responsabile della maxi sperimentazione del Liceo classico europeo, responsabile dell’attuazione del POF, della formazione docenti, di tutte le attività dedicate alla Memoria, compresa la progettazione e l’organizzazione dei viaggi di istruzione a Berlino e Sachsenhausen, Praga e Terezin, Vienna e Mauthausen, delle attività di formazione storico- filosofica e civile degli studenti, con la progettazione e l’organizzazione di convegni e incontri con autorevoli figure istituzionali e del mondo della cultura. E’ da molti anni nel Direttivo della sezione romana della Società Filosofica Italiana, della quale è stata vicepresidente per tre mandati. Ha frequentato il 1°Corso di Formazione organizzato dal MIUR presso lo Yad Vashem a Gerusalemme. Ha frequentato a Parigi l’Université d’été presso il Mémorial de la Shoah e il successivo Corso di II livello organizzato a Berlino dallo stesso Mémorial con le Istituzioni tedesche che si occupano di Memoria della Shoah. Ha frequentato il Master internazionale di II livello in Didattica della Shoah dell’Università RomaTre, diretto dal prof. David Meghnagi. Ha lavorato per dieci anni all’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma, curando l’Ufficio Progetti Speciali e dedicandosi, tra gli altri, in particolare alla progettazione e all’organizzazione dei Progetti di Roma Capitale dedicati alla Memoria, in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah ed il prof. Marcello Pezzetti – compresi i diversi Viaggi della Memoria (sia ad Auschwitz-Birkenau per i ragazzi delle scuole superiori, che a Carpi- Fossoli per gli studenti della scuole medie) guidati dai Sindaci di Roma – e ai Progetti dedicati alla Filosofia (in collaborazione con le Facoltà di Filosofia dell’Università RomaTre e della Sapienza) rivolti ai docenti e agli studenti delle scuole secondarie della città. Per questi stessi Progetti si è occupata sia di progettare e organizzare i Corsi di formazione dei docenti e degli studenti, sia della cura delle Mostre presso il Vittoriano, l’Auditorium Parco della Musica, la Casa dell’Architettura, l’Archivio storico di Roma a Sant’Ivo, etc…(per le centinaia di prodotti realizzati dagli studenti delle scuole partecipanti) e delle pubblicazioni ad essi dedicate. Ha collaborato e collabora da anni anche con le Associazione degli esuli giuliano-fiumano-istriano-dalmati, per una corretta conoscenza dei drammi del confine orientale italiano nel XX secolo tra gli studenti, e per l’organizzazione dei viaggi d’istruzione delle scuole a Trieste e in quelle terre.
Dal 2025 è stata eletta nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Progetto Memoria
Abstract
Mondo ebraico sulla frontiera adriatica orientale: ricchezza culturale, interdisciplinare e sociale, nonostante le alterne vicende storiche
Tante località della Venezia Giulia e della Dalmazia, oltre le ben note Gorizia, Trieste, Spalato, sono state luogo d’insediamento di comunità ebraiche che hanno contribuito allo sviluppo culturale, economico ed artistico dell’Adriatico orientale. Commistioni e reciproche influenze hanno stretto i rapporti tra italianità autoctona e presenza ebraica, la quale avrebbe poi aderito al processo risorgimentale vedendo tra l’altro nello Statuto Albertino e nella monarchia sabauda maggiori libertà rispetto alle legislazioni della “cattolicissima” Austria. Le leggi razziali fasciste e le deportazioni verso i campi di concentramento nazisti ridurranno ai minimi termini una componente importante del tessuto sociale giuliano-dalmata da cui erano emersi artisti, scrittori e intellettuali e in generale un mondo di eccellenza nell’Adriatico orientale.
Materiale
N/A
Bibliografia
F. Israel, Graziadio Isaia Ascoli: gli studi ebraici in Italia e il suo rapporto con Isacco Samuele Reggio, “Materia Giudaica”, XV-XVI (2010-11), pp. 229-249.
E. D’ANTONIO Graziadio Isaia Ascoli e l’Antisemitismo di Cesare Lombroso. Una critica epistolare. 2014-01-01 in M. DEL BIANCO COTROZZI, R. DI SEGNI e M. MASSENZIO (a cura di) Non solo verso oriente.Studi sull’Ebraismo in onore di Pier Cesare Iolj Zorattini, Firenze2014.
S. Campailla (a cura di), La via della persuasione. Carlo Michelstaedter un secolo dopo, Marsilio, Venezia 2012; D. Schürzel, Carlo Michelstaedter e l’Istria in Un’altra società: Carlo Michelstaedter e la cultura contemporanea, a cura di Sergio Campailla, Marsilio, Venezia 2012, pp.188-204.
G. Caprin Verbali del Consiglio della città di Trieste, XLII (1902), Trieste 1903, pp. 91-92
Moked.it /Pagine ebraiche
Martina Sanković Ivančić, L’Homo ridens di Santarcangeli e la tradizione umoristica fiumana, Fiume, Rijeka, 2022
Paolo Santarcangeli, Il porto dell’aquila decapitata, Vallecchi, Firenze 1969
Paolo Santarcangeli, In cattività babilonese, Del Bianco, Udine 1987
Regione Storia FVG, Le comunità ebraiche in Friuli e in Istria in età moderna
Note Biografiche
Dottore Scientifico di ricerca (PhD) Europaeus in Storia dell’Europa (Università La Sapienza) svolge attività di ricerca presso l’Archivio Museo Storico di Fiume a Roma. Già docente di Master di I livello presso Università Cusano. Organizzatrice di eventi culturali, convegni e mostre di alto valore scientifico, nominata nel 2014 Cavaliere della Repubblica (per tutela e diffusione della cultura e lingua italiana dell’Adriatico orientale). Componente del Tavolo di lavoro MIM sul Confine orientale si occupa di Storia del confine orientale, della Letteratura dell’Adriatico orientale, di Studi danteschi e di Cultura e società ebraica nel mondo giuliano-dalmata. Nel 2023 ad Assisi, ha ricevuto il “Premio Dignità Giuliano-Dalmata nel mondo. Dal 2024 Membro ordinario della WPU (World Philology Union). Autrice di saggi monografici, cataloghi e contributi in Atti di convegni e Collectanea, tra cui: Fermento culturale, artisti e rivoluzionari a Fiume tra le due guerre in La città di vita cento anni dopo. Fiume, D’Annunzio e il lungo novecento adriatico, 2020; «Premio Letterario Tanzella» 2020 per la sezione Storia e storia dell’arte come coautrice con L’arte dell’Adriatico orientale a Roma e nel Lazio dal V secolo ad oggi; con M.Grazia Chiappori ha ideato e curato la realizzazione e le pubblicazioni del Progetto Dante Adriaticus, che ha avuto come riconoscimento la Medaglia del Presidente della Repubblica 2023; coautrice nel 2023 con Mondo ebraico, intellettuale e culturale a Gorizia tra fine Ottocento e primo trentennio del novecento: convivenza e condivisione in “Da santa e maledetta a Capitale europea della cultura 2025”. Altre pubblicazioni sul catalogo Iris. Di prossima pubblicazione Attraverso opere minori e alcuni scambi epistolari, un ritratto politico e socio-culturale di Niccolò Tommaseo e il volume Ebrei tra le due guerre, a Roma e ad Arsia in Istria.
Abstract
Identità nazionale e identità religiosa. Comunità di confine: il caso di Trieste e Fiume
L’intervento intende analizzare come le tensioni nazionali generate dal I conflitto mondiale si ripercossero in due comunità di confine, Trieste e Fiume, due microcosmi che riproducevano al loro interno la molteplicità nazionale mitteleuropea. Nelle due comunità l’elemento ebraico italiano era dominante, come il carattere italiano delle due città, pur in presenza di forti minoranze croate ungheresi tedesche e slovene. La situazione di Trieste era caratterizzata da forti divisioni intercomunitarie, esemplificate dall’attitudine filoaustriaca del rabbino capo Chajes e da quella filoitaliana del vice rabbino Zoller: tutti e due nati tra gli anni Settante e Ottanta dell’‘800 nella cittadina galiziana di Brody e passati in Italia tra studio e insegnamento nel primo decennio del ‘900. La vicenda di Fiume era invece caratterizzata dalla presenza di un gruppo ortodosso organizzato, l’unico nel mondo ebraico gravitante nella cultura italiana. Le vicende dei trattati di pace e l’incerto destino di Fiume, fecero della città un laboratorio del nazionalismo italiano e degli altri gruppi nazionali presenti, con l’impresa fiumana di D’Annunzio che polarizzò i sentimenti nazionalisti dei diversi gruppi e divise la comunità ebraica, generando una polarizzazione tra elemento religioso tendente all’unità e un elemento nazionale foriero di divisioni. Di fronte a questi scenari quali furono le scelte e le strategie messe in campo degli ebrei? La domanda era lacerante: unità religiosa o unità nazionale?
Materiale
N/A
Bibliografia
Gabriele Rigano, Il caso Zolli. L’itinerario di un intellettuale in bilico tra fedi, culture e nazioni, Guerini e Associati, Milano 2006;
Gabriele Rigano, L’interprete di Auschwitz. Arminio Wachsberger un testimone d’eccezione della deportazione degli ebrei di Roma, Guerini e Associati, Milano 2015;
Gabriele Rigano, Identità nazionale e identità religiosa. Comunità di confine nella Grande Guerra: il caso di Trieste e Fiume, in Gli ebrei italiani nella Grande Guerra (1915-1918), a cura di Caterina Quareni e Vincenza Maugeri, Giuntina, Firenze, 2017, pp. 85-102;
Gabriele Rigano, L’Unione Israelitica Ortodossa di Fiume e l’ebraismo italiano, in “Mondo Contemporaneo”, 3 2016, pp. 53-91;
Gabriele Rigano, L’Unione israelitica ortodossa di Fiume e i suoi aderenti, in “Rassegna Mensile di Israel”, 89, 1-3, 2023, pp. 87-116.
Note Biografiche
Gabriele Rigano è professore associato di Storia contemporanea presso l’Università di Roma Tre. È direttore della Collana editoriale “Storia e globalizzazione” della Perugia Stranieri University Press e condirettore della Collana editoriale Atlante Storico della All Around edizioni. Ha pubblicato vari saggi di storia religiosa e politica del Novecento, interessandosi di storia ebraica, rapporti tra ebraismo e cattolicesimo, antisemitismo, fascismo, movimento repubblicano, storia della Sardegna. Negli ultimi tempi si è interessato di storia del papato e della posizione assunta dalla chiesa nella prima e nella seconda guerra mondiale.
Abstract
Isaac Azimov: un accademico e un divulgatore, tra verità scientifiche e geniali invenzioni letterarie
Ho scelto anche quest’anno di dedicare le mie due relazioni a due intellettuali del ‘900 di matrice ebraica, in quanto mi preme sottolineare quanto la cultura contemporanea sia debitrice nei confronti di tante importanti personalità, di provenienza dall’ebraismo europeo, in tutti i campi; così come ho fatto negli anni scorsi (quando mi sono occupata dei diversi filosofi della Scuola di Francoforte, o degli importanti allievi di Heidegger – Arendt, Jonas e Lévinas – o ancora di diverse donne notevoli che si sono distinte, ciascuna nel proprio ambito, come la Balabanoff, la Kuliscioff, la Sarfatti, la Spielrein, Anna Freud e Tamara de Lempicka; o ancora, come lo scorso anno, quando ho cercato approfondire le figure di due intellettuali di svolta per la Storia e la Filosofia del ‘900 come Marc Bloch e Walter Benjamin e poi Zygmunt Bauman e Jean Amery, etc…)
Dunque quest’anno i miei interventi saranno dedicati, il primo al rivoluzionario padre della linguistica contemporanea, ancora vivente a 98 anni ! le cui riflessioni e conclusioni scientifiche hanno influenzato la rilettura di molte altre discipline, sia dell’area umanistica che di quella scientifica; la seconda relazione invece sarà dedicata ad uno studioso, e accademico anche lui, più comunemente noto però, e anzi famoso, per essere stato il primo grande scrittore di fantascienza, che ha anche ideato, in un suo racconto del 1941, le Tre Leggi della robotica che sono diventate un punto di riferimento fondamentale per l’intelligenza artificiale e la robotica moderna.
Riflettendo inoltre sulla possibile “spendibilità” in classe delle mie relazioni, con il supporto delle slide preparate, ho pensato che i colleghi partecipanti al Corso potessero avere così a disposizione del materiale per qualche approfondimento, che fosse in ogni caso coerente con i contenuti dei diversi programmi da svolgere con i ragazzi, magari provocando la loro curiosità, o un loro maggior interesse per alcuni momenti della Storia, della Filosofia e delle Scienze.
Materiale
Bibliografia e suggerimenti di lettura
Isaak Azimov
Ciclo dei Robot
Io, Robot (1950): Raccolta di racconti che introduce le Tre Leggi della Robotica, fondamentale per il genere.
Le Grotte d’Acciaio (1954): Primo romanzo con l’investigatore Elijah Baley e il robot R. Daneel Olivaw, che unisce sci-fi e giallo.
Il Sole Nudo (1957): Secondo caso per Baley e Olivaw, che esplora società spaziali con mentalità molto diverse.
I Robot dell’Alba (1983) e Robot e Impero (1985): Romanzi che collegano il ciclo dei Robot alla Fondazione.
Ciclo della Fondazione (o Cronache della Galassia)
• Cronache della Galassia (Fondazione) (1951) Inizia l’epica saga della caduta dell’Impero Galattico e del piano di Hari Seldon.
• Il Crollo della Galassia Centrale (Fondazione e Impero) (1952).
• L’Altra Faccia della Spirale (Seconda Fondazione) (1953).
• Preludio alla Fondazione (1988) e Fondazione: Anno Zero (postumo, 1993): Prequel che esplorano le origini.
Altri romanzi di rilievo
• La fine dell’eternità (1955): Un capolavoro sui viaggi nel tempo, considerato uno dei suoi migliori.
• Neanche gli dèi (1972): Vincitore del premio Hugo, esplora il contatto con una civiltà aliena.
• Paria dei cieli (1950): Il suo primo romanzo.
Racconti e altri successi
• L’uomo bicentenario (1976): Racconto da cui è tratto il film omonimo, celebre per il suo tema dell’umanizzazione dei robot.
• Viaggio allucinante (1966): Romanzo che ha ispirato il famoso film.
Note Biografiche
Stefania Buccioli ha insegnato per più di trent’anni Filosofia e Storia nei Licei, per la maggior parte presso il Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma dove, nel corso degli anni, ha ricoperto anche il ruolo di vice Rettore, responsabile della maxi sperimentazione del Liceo classico europeo, responsabile dell’attuazione del POF, della formazione docenti, di tutte le attività dedicate alla Memoria, compresa la progettazione e l’organizzazione dei viaggi di istruzione a Berlino e Sachsenhausen, Praga e Terezin, Vienna e Mauthausen, delle attività di formazione storico- filosofica e civile degli studenti, con la progettazione e l’organizzazione di convegni e incontri con autorevoli figure istituzionali e del mondo della cultura.
E’ da molti anni nel Direttivo della sezione romana della Società Filosofica Italiana, della quale è stata vicepresidente per tre mandati. Ha frequentato il 1°Corso di Formazione organizzato dal MIUR presso lo Yad Vashem a Gerusalemme. Ha frequentato a Parigi l’Université d’été presso il Mémorial de la Shoah e il successivo Corso di II livello organizzato a Berlino dallo stesso Mémorial con le Istituzioni tedesche che si occupano di Memoria della Shoah.
Ha frequentato il Master internazionale di II livello in Didattica della Shoah dell’Università RomaTre, diretto dal prof. David Meghnagi.
Ha lavorato per dieci anni all’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma, curando l’Ufficio Progetti Speciali e dedicandosi, tra gli altri, in particolare alla progettazione e all’organizzazione dei Progetti di Roma Capitale dedicati alla Memoria, in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah ed il prof. Marcello Pezzetti – compresi i diversi Viaggi della Memoria (sia ad Auschwitz-Birkenau per i ragazzi delle scuole superiori, che a Carpi- Fossoli per gli studenti della scuole medie) guidati dai Sindaci di Roma – e ai Progetti dedicati alla Filosofia (in collaborazione con le Facoltà di Filosofia dell’Università RomaTre e della Sapienza) rivolti ai docenti e agli studenti delle scuole secondarie della città. Per questi stessi Progetti si è occupata sia di progettare e organizzare i Corsi di formazione dei docenti e degli studenti, sia della cura delle Mostre presso il Vittoriano, l’Auditorium Parco della Musica, la Casa dell’Architettura, l’Archivio storico di Roma a Sant’Ivo, etc…(per le centinaia di prodotti realizzati dagli studenti delle scuole partecipanti) e delle pubblicazioni ad essi dedicate.
Ha collaborato e collabora da anni anche con le Associazione degli esuli giuliano-fiumano-istriano-dalmati, per una corretta conoscenza dei drammi del confine orientale italiano nel XX secolo tra gli studenti, e per l’organizzazione dei viaggi d’istruzione delle scuole a Trieste e in quelle terre.
Dal 2025 è stata eletta nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Progetto Memoria
Abstract
Essere donna, essere ebrea nella prima metà dell’800: significato e pregiudizi. Il caso della fanciulla di Ludomir, Hannah Rachel Werbermacher
La lezione si aprirà con un breve quadro storico sul primo ‘800: L’età della restaurazione, un impossibile ritorno al passato, l’Europa ed i cambiamenti dell’800, le trasformazioni economiche e sociali. Proseguirò parlando della condizione degli ebrei europei durante questo periodo e giungerò al tema centrale del nostro incontro discutendo sul significato dell’essere una donna ebrea nel primo 800. Citerò donne quali Fanny Mendesssohn, Adelheid Cleve, le Salonier, etc. Attraverso questo percorso arriveremo in Italia riflettendo sul comportamento delle donne ebree italiane ed ancora un salto nell’Europa Orientale: donne che divennero le principali lettrici di opere in Yddish come lo Tseno Ureno ( la Bibbia delle donne) pregando attraverso le tkhines, preghiere personali. Conluderò il mio intervento con la storia della fanciulla di Ludomir, amata dal popolo ucraino e mal vista dai Rebbe
Materiale
ESSERE DONNA, ESSERE EBREA NELLA PRIMA META’ DELL’OTTOCENTO
Bibliografia
Daniela Gallingani (a cura di), Napoleone e gli ebrei. Atti dell’Assemblea degli Israeliti di Parigi e dei Verbali del Gran Sinedrio (1806-1807), Analisi, 1991.
Simon Schama, La storia degli ebrei. L’appartenenza, Mondadori, 2019.
Franz Kobler, Napoleon and the Jews, Schocken Books, 1976.
Evelyn Tebeka e Lina Luzzatto, Gli ebrei europei nell’Ottocento: l’ora della scelta, La Rassegna Mensile di Israel terza serie, vol. 34, n. 11 (novembre 1968) Pubblicato da Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Iris Parush, Reading Jewish Women: Marginality and Modernization in Nineteenth Century Eastern European Jewish Society, Brandeis University Press, 2004.
Tova Cohen e Shmuel Feiner, A Voice of a Hebrew Maiden: Women’s Writings of the Nineteenth-Century Haskalah Movement, Hakibbutz Hameuchad, 2006.
Françoise Tillard, Fanny Mendelssohn, Amadeus Press, 1996
Ute Büchter-Römer, Fanny Mendelssohn-Hensel, Rowohlt, 2001.
Paola Maurizi, Per Fanny e Wilhelm Hensel. Un contributo critico, LIM (Libreria Musicale Italiana), 2017
Stanley Weintraub, Charlotte and Lionel: A Rothschild Love Story, Free Press, 2003.
Deborah Hertz, Jewish High Society in Old Regime Berlin (1988):
Dorothea Mendelssohn Schlegel, Florentin (1801)
Dorothea Mendelssohn Schlegel, La storia del mago Merlino (Geschichte des Zauberers Merlin) 1804
Erminia Fuà Fusinato, Versi Firenze, Le Monnier, 1874
Erminia Fuà Fusinato, Erminia Fuà Fusinato e i suoi ricordi Milano, Treves, 1877
Erminia Fuà Fusinato, Scritti educativi Firenze, Paggi, 1873; seconda ed. Milano, Carrara, 1880
Rachele Luzzatto Morpurgo, Lettere al cugino Samuel David Luzzatto
Rachele Luzzatto Morpurgo, Ugav Rachel, “L’arpa di Rachele”, Trieste, 1890
Adelman, Howard. “Alla ricerca delle voci femminili nella letteratura ebraica italiana”. In Donne della Parola: Donne ebree e scrittura ebraica, a cura di Judith Baskin, 62–65. Detroit: Wayne State University Press, 1994.
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Cohen, Tova. “Il potere di scrivere dai margini: una valutazione di Rachel Morpurgo, la prima poetessa ebrea”. Prooftexts 38 2020
Levine Katz, Yael. “Rachel Morpurgo.” Ebraismo 49
Salaman, Nina. Rachel Morpurgo e i poeti ebrei contemporanei in Italia. Londra: Allen & Unwin, 1924.
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Monica Miniati, Le “emancipate”. Le donne ebree in Italia nel XIX e XX secolo, Roma, Viella, 2008
Francesca Sofia e Mario Toscano (a cura di) Stato nazionale ed emancipazione ebraica, Roma, Bonacchi editore, 1992
Fabio Levi, Gli ebrei nella vita economica italiana dell’Ottocento, in Storia d’Italia. Annali 11, 2
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Kenneth Stow, Sandra De Benedetti Stow, Donne a Roma nell’età del ghetto: affetto, dipendenza, autonomia, in «Rassegna Mensile di Israel», 1986, n. 52, pp. 63-116
Riccardo Calimani, Alle origini della modernità. Capitali europee dell’ebraismo tra ‘800 e ‘900, Mondadori 1997
Europa Orientale
Jewish Woman’s Archive, L’Enciclopedia Shalvi /Hyman delle donne ebree, Annabel Gottfried Cohen, Le lavoratrici religiose nell’Europa orientale
Daniela Mantovan- Kromer, Lingua e letteratura Jiddish in Italia. Storia di una disciplina in via di formazione (Articolo internet)
LETTERATURA JIDDISCH PUBBLICATA IN LINGUA ITALIANA
GEBIRTIG, MORDECIMJ, Le mie canzoni, a cura di R. Assuntino, trascrizione, trad. e glossario di L. Quercioli Mincer, La Giuntina, Firenze 1998.
GORDIN, JACOB, Mirra Efron trad. di G. Lwow ed E. Possenti, Barbera, Firenze 1929.
HAMELN, GLÜCKEL, Memorie di Glùckel Hameln, pref. di P. Stefani, trad. di V. Lucam’xü Vogelmann, La Giuntina, Firenze 1984.
KAIZENELSON, Y’IZHAK, Il canto del popolo ebraico massacrato, trad. di F. Bel— trami-Segrè e M. Novitch, Amici di Lohamei Haghettaoth, Torino 1966; C.D.E.C., Milano 1977.
KAIZENFLSON, Y’IZHAK, Il canto del popolo ebraico mandante, pref. di P. Levi, intr. e note di S. Sohn, versione poetica di D. Vogelmann, La Giuntina, Firenze 1995.
KACYZNE, ALTER, Le perle malate, trad. di I. Pizzetti, Scheiwiller, Milano 1974; nuova ed. Qiqajon, Magnano 1995.
KACYZNE, ALTER, L’opera dell’ebreo, pref. di M. Freschi, trad. di P. Oietti, La Giuntina, Firenze 1993.
KOLITL, ZV], Yan] Ruleover si rivolge a Dio, Adelphi, Milano 1997.
LEIVICK, H. (Leivick Halpem), Il Golem: poema drammatico in otto quadri, trad. dallo yiddisch e intr. di G. Kalk Lubatti, Scuola Superiore di Studi Ebraici “Fondazione Sally Mayer”, Milano 1956.
MANGFJI ITZIK, Tre poesie di ltzik Manger, trad. di A. Rathaus, Carucci, Roma 1983 (con testo yiddisch a fronte).
MENDELE MOICHEL SFURIM (Shalom Jacob Abramowitch), I viaggi di Beniamino terzo, trad. di D. Leoni, nota di C. Magris, Marietti, Casale Monferrato 1983.
NACHMAN DI BRESLAV, La principessa smarrita, a cura e con un saggio di G. Limentani e Sh. Bahbout, Adelphi, Milano 1981.
DER NISTER (Pinkhes Kahanovitsch), Prologo di una sterminio, a cura di D. Mantovan-Kromer, Marsilio, Venezia 2000.
PERETZ, ISAAC LEIB, Abnegazione, pref. di S. Avisar, Scuola Superiore di Studi Ebraici “Fondazione Sally Mayer”, Milano 1954 (raccolta di 12 novelle di LL. Peretz).
PERETZ, ISAAC LED}, Novelle ebraiche, pref. di M. Beilinson, trad. dallo iiddisch di L. Lattes, Feltrinelli, Milano 1980 (gli autori tradotti sono: LL. Peretz e Sholem Ash. Si tratta di una riedizione apparsa per la prima volta nei quaderni fiorentini della «Voce», 1921).
Hannah Rachel Werbermacher, la fanciulla di Ludmir
Deutsch Nathaniel. “Nuove fonti archivistiche sulla fanciulla di Ludmir”. Studi sociali ebraici 9:1 2002
Deutsch Nathaniel. La fanciulla di Ludmir: una santa donna ebrea e il suo mondo. Berkeley, 2003
Winkler Gershon. La chiamavano Rebbe: La fanciulla di Ludomir . Israel Book Shop Press New York: 1991
Note Biografiche
Studiosa di ebraismo e in particolare dei rapporti tra Chiesa e quest’ultima, si occupa da diversi anni di dialogo interreligioso e in particolare di dialogo ebraico-cristiano organizzando convegni, giornate di studio e tenendo conferenze e seminari su temi ebraici o inerenti al dialogo e al confronto con la tradizione cristiana. Ha collaborato con il S.I.D.IC (Service International de Documentation Judéo-Chrétienne) tenendo conferenze su argomenti ebraici. Ha collaborato inoltre con il centro Astalli spiegando nelle scuole la tradizione ebraica. Ha partecipato all’organizzazione dei colloqui ebraico-cristiani che si tengono ogni anno a dicembre nella foresteria del monastero di Camaldoli Nel 2011–2012 ha collaborato con il Dott. Claudio Procaccia, Direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali della C.E.R. (DiBAC), svolgendo funzioni di collaboratrice del Dipartimento, organizzando eventi, scelta relatori e presentazione libri. Inoltre, a tale proposito, ha invitato agli incontri autorità politiche, scrittori, giornalisti, professori universitari. Nel 2012 ha organizzato la “Giornata Europea della Cultura Ebraica” collaborando con il Centro di Cultura Ebraica di Roma. Ha studiato e collaborato con vari rabbini e professori universitari e in particolare nel 1994 è stata allieva di Rav Alberto Sermoneta, Rabbino Capo di Venezia, con il quale ha tenuto conferenze dal 1995 inerenti argomenti vari riguardanti l’ebraismo presso l’Aula Magna della facoltà teologica Valdese. Ha organizzato viaggi in Israele dal 1994 per conto delle Associazioni Italiane dell’amicizia ebraico-cristiane. Ha studiato danze israeliane insegnandole ed ha partecipato a molti seminari con vari coreografi. Inoltre ha assistito al festival di danze israeliane che ogni anno si tiene nella città di Karmiel. Galilea). Ha partecipato in occasione del Giubileo Vaticano, all’Assemblea interreligiosa organizzata dal Pontificium Consilium Pro dialogo Inter Religione come rappresentante ebrea. Tema dell’incontro: “Alle soglie del terzo millennio: collaborazione tra le religioni.” Attualmente collabora con Ascer (Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma) e con il DiBAC.
Abstract
Israele, una democrazia in movimento
L’intervento propone una riflessione sull’evoluzione della società israeliana come specchio del cambiamento democratico e culturale del Paese. Attraverso esempi di vita quotidiana, costume e linguaggio pubblico, si analizzerà come Israele continui a ridefinire la propria identità tra tradizione, innovazione e tensioni interne. L’obiettivo è offrire strumenti per comprendere la complessità di una democrazia giovane e in costante trasformazione.
Materiale
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Bibliografia
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Note Biografiche
Fabiana Magrì nasce a Genova nel 1977, dove si laurea in Lettere moderne con una tesi in antropologia, sviluppata durante un Erasmus di nove mesi in Islanda. L’avvio della professione giornalistica è al Secolo XIX di Genova. Parallelamente lavora come ufficio stampa a Genova e a Roma nel settore musei, mostre e grandi eventi. Si trasferisce nel 2012 in Israele, a Tel Aviv. Da lì inizia a collaborare con il quotidiano La Stampa su temi di innovazione e start up, di moda e costume, di politica interna e di guerre, di scenari regionali mediorientali. Come free lance, collabora anche con i periodici Elle, Vogue, Marie Claire e Grazia, con Radio 24 e Radio Capital, con il mensile ebraico Shalom. Ha coperto le elezioni parlamentari in Israele dal 2019, gli anni della pandemia da Covid-19, le guerre contro Hamas a Gaza dal 2021, il 7 ottobre e continua a seguire il conflitto che ne è scaturito. Nel 2024 entra in staff a la Stampa. Attualmente vive a Torino e continua la sua attività di corrispondente e inviata in Israele, impegnata a raccontare il Paese con rigore, prospettiva storica e attenzione alla complessità delle sue contraddizioni. Ha firmato reportage da ogni angolo di Israele, è stata embedded con l’esercito israeliano a Khan Yunis durante la guerra attuale, ha intervistato analisti, artisti e politici israeliani e internazionali.
Abstract
Arte israeliana contemporanea: un’analisi socio-culturale di una identità nazionale in fieri
Questa lezione offre una panoramica critica dello sviluppo delle belle arti in Israele contemporanea, dalle origini del movimento sionista alla fine del XIX secolo fino ai giorni nostri. Le arti visive hanno costituito un elemento fondamentale del rinnovamento ebraico e hanno svolto un ruolo centrale nella formazione di una nuova identità nazionale.
Sin dalla fondazione della Bezalel, la prima scuola di arti e mestieri di Gerusalemme, creata da Boris Schatz nel 1906, artisti israeliani autoctoni o immigrati provenienti dal mondo ebraico hanno contribuito allo sviluppo di quello straordinario intreccio di creatività dinamica e di differenti tradizioni culturali che caratterizza la scena artistica dell’Israele contemporanea.
L’arte israeliana esprime la vasta gamma di idee dibattute all’interno della società israeliana, riflettendo le diverse tradizioni coesistenti – e talvolta conflittuali – che compongono lo Stato moderno.
Per cogliere appieno la ricchezza e la complessità dell’arte israeliana, la lezione affronterà alcuni dei temi cruciali trattati da diverse generazioni di artisti israeliani, quali identità, confini e mappe, genere, tradizione e modernità, Occidente e alterità, patria e diaspora.
Materiale
N/A
Bibliografia
Arieli-Horowitz D., “Art and Terror: the Israeli Case” in Barzel ed., Israel: Art and Life, Proedi, Milan, 2006, pp. 270-280.
Bar-Or, G., ‘Hebrew Work’: The Disregarded Gaze in the Canon of Israeli Art, Mishkan le-Omanut, Museum of Art, Ein Harod (Israel) 1998.
Barzel Amnon, Israel: Art and Life, Proedi, Milan, 2006
Bland Kalman, The Artless Jew: Medieval and Modern Affirmations and Denials of the Visual, Princeton, 2001. Sachs parashat Va-Iakhel
Fischer Y & Manor-Friedman T., The Birth of Now: Art in Israel in the 60s, Art Museum, Ashdod, 2008
Manor D., “Silence and Trauma: Israeli Art and the Holocaust” in Barzel ed., Israel: Art and Life, Proedi, Milan, 2006, pp. 261-270.
Manor Dalia, Art in Zion: The Genesis of Modern National Art in Jewish Palestine, Routledge, London, 2005.
Manor, D., ‘Erotic and Exotic: The Image of the “Oriental” Woman in Israeli Art’, Issues, University of East London, vol. 5/1, 1997, pp. 64–81.
Ofrat G. & Bar Or G., The First Decade: A Hegemony and a Plurality, Museum of Art, Ein Harod 2008
Ofrat Gideon, One Hundred Years of Art in Israel, Westview Press, Boulder (CO) 1998.
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Tenenbaum I., Check-Post: Art in Israel in the 80s, Art Museum, Haifa, 2008
Zalmona Y., “New Jew, Old Orient: Reflections on Art, Place and Identity”, in Barzel ed., Israel: Art and Life, Proedi, Milan, 2006, pp. 238-254
Zalmona Y., Landscapes in Israel Art, D.K.Graubart Publishers, Jerusalem 1984.
Zalmona Y., Milestones in Israel Art, Israel Museum, Jerusalem 1985.
Zalmona Yigal, A Century of Israeli Art, Lund Humphries, Farnham 2013.
Zalmona, Y. and T. Manor-Friedman, kadima: ha-mizrah be-omanut yisrael (To the East: Orientalism in the Arts in Israel), Israel Museum, Jerusalem 1998.
Zalmona, Y., ‘History and Identity’, in S. Tumarkin Goodman (ed.), Artists of Israel: 1920–1980, Jewish Museum, New York 1981, pp. 27–46.
Note Biografiche
Asher Salah è Professore Associato presso la Bezalel Academy of Arts and Design e l’Università Ebraica di Gerusalemme. È stato Fellow al Katz Center for Advanced Judaic Studies nel 2011-2012 e nel 2014-2015 (Philadelphia) e al Maimonides Center for Advanced Studies in Jewish Scepticism nel 2016-2017 e nel 2020-2021 (Amburgo). La sua ricerca si concentra sulla letteratura ebraica nell’Italia dell’età moderna, sugli studi sefarditi e sul cinema ebraico nell’area mediterranea.
Tra le sue pubblicazioni vi sono una traduzione in italiano e un’analisi del resoconto di viaggio di Samuele Romanelli in Marocco, Masa‘ Be‘arav (Firenze: Giuntina, 2006), La République des Lettres: Rabbins, médecins et écrivains juifs en Italie au XVIIIè (Boston/Leiden: Brill, 2007), L’epistolario di Marco Mortara: un rabbino italiano tra riforma e ortodossia (Firenze: Giuntina, 2012), Diari Risorgimentali: due ragazzi ebrei si raccontano (Livorno: Belforte, 2017), con D. Flesler e M. Friedman, curatore di “Genealogies of Sepharad,” Quest. Issues in Contemporary Jewish History, 18 (2020), e Il mondo fuori del ghetto: i viaggi di Moise Vita Cafsuto (Torino: Claudiana, 2022).
Abstract
La letteratura in Israele: una introduzione
La lezione si propone di individuare ed esemplificare i caratteri distintivi della letteratura israeliana, in una panoramica che cercherà di tenere conto della sua complessità e ricchezza. Si tratterà della lingua in cui questa letteratura si esprime, l’ebraico moderno, delle forme della tradizione e di quelle innovative e dei contenuti identitari, tra i quali la memoria della Shoah e il tentativo del suo superamento.
Si forniranno inoltre alcuni esempi di lettura da autori ed autrici che hanno attraversato le generazioni che si sono succedute nella letteratura israeliana, da Shemuel Agnon ad Amos Oz, Abraham Yehoshua e David Grossmann, fino ad Etgar Keret e agli/alle scrittori e scrittrici dell’ultima generazione.
Letteratura e psicoanalisi: tra metodologia di interpretazione e tema letterario
Nella lezione ci si propone di presentare il rapporto tra letteratura e psicoanalisi seguendo due percorsi paralleli. Il primo prenderà in considerazione la psicoanalisi così come è stata utilizzata per interpretare i testi letterari e i loro autori, con esempi da critici come Giacomo Debenedetti, Marthe Robert, Mario Lavagetto e Francesco Orlando. Il secondo percorso si svilupperà attraverso testi e autori che sono stati direttamente o indirettamente toccati dall’esperienza della psicoanalisi freudiana, a partire da Italo Svevo e Umberto Saba fino ad arrivare ai grandi autori del Novecento europeo Proust, Kafka e Joyce, cercando di offrire anche suggerimenti di carattere didattico.
Materiale
Bibliografia
La Rassegna Mensile di Israel, vol. 57, No. 1/2, Gennaio-Agosto 1991, numero monografico: Letteratura ebraica israeliana
Gershon Shaked, Narrativa ebraica moderna. Una letteratura nonostante tutto, Edizioni Terra Santa, 2011
Note Biografiche
Simona Foà insegna dal 2006 Critica letteraria e letterature comparate presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. In precedenza, è stata docente di materie letterarie presso il liceo ebraico “Renzo Levi” di Roma (1984-1996) e presso diverse scuole superiori statali di Roma e provincia (1996-2006). Nel 1992 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Italianistica, e ha continuato a svolgere attività di ricerca con una borsa postdottorato presso “La Sapienza” Università di Roma (1996-1998) e con un assegno di ricerca presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (1999-2004). Nel periodo 1998-2010 ha svolto attività di redattrice-autrice presso Il Dizionario biografico degli Italiani pubblicato dall’Istituto dell’Enciclopedia italiana “Treccani”. Nei suoi studi si è occupata di letteratura italiana in età rinascimentale, della tradizione dei libri di famiglia, in particolare in ambito ebraico, del rapporto tra letteratura e la Shoah e della memoria del razzismo e delle leggi razziste negli scrittori ebrei italiani tra Otto e Novecento. Attualmente ricopre la carica di Vicedirettrice del Consiglio scientifico del CeRSE (Centro romano di Studi sull’Ebraismo).
Elio Tesciuba (Lezione rinviata a data da destinarsi)
Abstract
Start-Up Nation: Israele, dall’innovazione tecnologica alla rivoluzione globale
Israele rappresenta oggi un unicum mondiale nel panorama dell’innovazione tecnologica, un laboratorio straordinario dove necessità geopolitiche, capacità intellettuali e visione imprenditoriale si fondono in un ecosistema unico. La sua capacità di generare innovazione nasce da un intreccio complesso di fattori culturali: l’educazione basata sul pensiero critico, la tradizione del dibattito intellettuale ebraico e una mentalità che non teme di sovvertire gli schemi precostituiti diventano elementi chiave di questo successo. L’esercito, in particolare, svolge un ruolo decisivo, trasformandosi da istituzione militare a incubatore di talenti tecnologici, dove giovani professionisti sviluppano competenze all’avanguardia in cybersecurity, intelligenza artificiale e tecnologie di comunicazione. Le start-up israeliane hanno conquistato i mercati globali non solo per la loro capacità tecnica, ma per un approccio che vede nell’innovazione la risposta concreta alle sfide globali, dal cambiamento climatico alla sicurezza informatica. Silicon Wadi, l’area attorno a Tel Aviv, è diventata un punto di riferimento mondiale per investitori e grandi aziende tecnologiche, dove nascono brevetti e soluzioni che ridefiniscono interi settori industriali. La cultura del rischio, l’accettazione del fallimento come fase di apprendimento e un sistema di capitale di rischio estremamente sviluppato permettono ai giovani imprenditori di trasformare intuizioni innovative in realtà imprenditoriali concrete. Ogni limitazione geografica e geopolitica viene trasformata in opportunità, facendo di Israele un modello di resilienza tecnologica che supera i confini tradizionali dell’innovazione. Ne deriva un ecosistema dove la tecnologia non è solo strumento, ma filosofia di vita, un modo di interpretare le sfide globali attraverso soluzioni creative e rigorosamente interconnesse.
Materiale
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Bibliografia
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Note Biografiche
Elio Tesciuba è un imprenditore con un’ampia esperienza nel mondo dell’Information Technology. Ha fondato nel 2006 la società ATID, acronimo di Advanced Technology Innovation Distribution, con lo scopo di mediare e facilitare i rapporti scientifici, tecnologici e commerciali tra Italia e Israele. Attualmente è CEO con delega all’accelerazione dei progetti innovativi, soprattutto quelli relativi allo Startup Nation.
Abstract
Freud e Jung. Un rapporto difficile
Universalismo e particolarismo nel pensiero di Freud. Freud e la Bildung ebraica illuminista. La marginalità come valore. L’impegno di Freud nel movimento ebraico di emancipazione. L’adesione al B’nai B’rith e i rapporti con il movimento sionista. Immagini dell’ebraismo nell’interpretazione dei sogni. Il rapporto con Jung, la deriva antisemita negli anni Trenta. Le potenze oscure del sentimento e l’identità ebraica. L’enigma dei tre saggi su L’uomo Mosè.
Materiale
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Bibliografia
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Note Biografiche
Ideatore e direttore del Master internazionale di secondo livello in Didattica della Shoah presso l’Ateneo di Roma Tre, all’interno del quale ha diretto iun progetto di catalogazione della musica ispirata alla tragedia della Shoah. Professore di Psicologia Clinica, Psicologia dinamica e Psicologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, docente di Psicologia della Religione e di Pensiero Ebraico al Master Internazionale in Scienze della Religione di Roma Tre. Per quindici anni circa ha fatto parte come Accademico della delegazione italiana presso l’IHRA. È stato Vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e delegato per l’Italia presso la Conferenza dell’OSCE contro l’antisemitismo. Membro del comitato scientifico di numerose riviste scientifiche e divulgative italiane e straniere tra cui Lettera internazionale (rivista di cultura europea pubblicata in numerose lingue), Quadrangolo (rivista di psicoanalisi e scienze sociali) e la Rassegna mensile Israel. E’ direttore della Rivista europea Trauma and Memory e per molti anni è stato membro del Board dell’International Journal of Psychoanalysis. Ha collaborato a diverse testate giornalistiche e riviste italiane e straniere (tra cui Avvenire, Il Messaggero, l’Unità, Liberation, MicroMega, International Review of Sociology, International Review of Psychoanalysis, Judaica – Zurich, Lettera Internazionale, Prometeo, Quadrangolo, la Repubblica). Negli anni settanta e ottanta ha contribuito allo sviluppo di una cultura del dialogo interreligioso e di una politica di pace nel Vicino Oriente. Ha avviato un progetto di valorizzazione della musica liturgica del Mediterraneo. Un primo esito di questo progetto è la pubblicazione di Shiru Shir, un CD interamente dedicato alla musica liturgica degli ebrei di Libia. Studioso del pensiero clinico e teorico di Freud ha contribuito a innovare un settore di studi freudiano legato alla problematica ebraica nel pensiero di Freud e del ruolo svolto nella problematica ebraica dell’emancipazione .
Tra le sue numerose pubblicazioni: Il Kibbutz: aspetti socio-psicologici (Roma 1974), La sinistra in Israele (Milano 1980), Modelli freudiani della critica e teoria psicoanalitica, Roma, 2985, Un secolo di Freud, Milano 2989; Il padre e la legge Freud e L’ebraismo, Marsilio, 1992; Freud and Judaism (London, Karnac Books, 1993), Tra Vienna e Gerusalemme, Firenze, 20o2; Interpretare Freud, Venezia, Marsilio, 2003; Ricomporre l’infranto. Il lutto della Shoah nell’esperienza dei sopravvissuti, Venezia, Marsilio, 2005; Scrittura e testimonianza, Firenze, Libri Liberi 2005; Le Sfide di Israele. Lo Stato ponte tra Occidente e Oriente, Marsilio 2010; Libia ebraica (con i coniugi Roumani); Lo Shabbath, Roma 2018 (con Riccardo Di Segni, a cura di Dario Coen). Insieme a Tommaso Dell’Era ha curato i tre volumi “Perchè di razza ebraica” sulle espulsioni dei docenti ebrei dalle Università nel 1938, Il Mulino.
Di recente ha pubblicato Freud, Jung, Sabina Spielrein e “la faccenda nazionale ebraica”, Bollati Boringhieri,2025.
Ha curato l’edizione italiana delle memorie di Marek Edelman, Memoria e storia dell’insurrezione del ghetto di Varsavia, Roma, Città Nuova, 1985; con altri ha curato La cultura sefardita, in tre volumi, Roma, Israel, 1984; Antinomie dell’educazione, Roma, Armando, 2004. È stato coautore di numerosi volumi tra cui: Il sistema educativo del kibbutz, Firenze, 1975; Il tempo del transfert, Guerini, Associati, 1989; Judentum Ohne Halacha, Ohne Zionismus, Judaica, Zurich, 1986, etc
Abstract
Psicoanalisi. Una scienza ebraica?
Svilupperò la riflessione sull’ipotetica origine ebraica della psicoanalisi, discutendo alcune – molto diverse fra di loro – teorie a riguardo. Freud non avrebbe voluto una tale dicitura. Non sarebbe stato contento. E non è neanche vero.
La psicoanalisi è una scienza, di tutti. Sui generis, ma una scienza che si occupa di cose irrazionali (conflitti, sogni, sintomi), in maniera razionale. Non replicabile, ma con elementi ricorsivi e statisticamente prevedibili ed empiricamente validata da prove di efficacia. Una scienza umana, come la storia. D’altronde neanche la medicina è una scienza esatta. Ma le recenti ricerche di efficacia e neuroscientifiche la confermano come una scienza tout court (i trattamenti efficaci; Rizzolati e i neuroni specchio; l’infant observation; gli studi di Northof).
Ma è “ebraica”? No. Ci sono però 2 aspetti su cui si deve riflettere meglio. 1. Perché quasi tutti i suoi primi componenti fossero ebrei e 2. Perché molti elementi fondanti della psicoanalisi richiamano aspetti ebraici: i sogni; l’accento sulla moralità/etica; la richiesta dell’accettazione del limite/castrazione; il non essere come D-o padre (errore che alcuni psicoanalisti eretici hanno commesso); l’importanza dell’accettazione di questo limite; l’importanza del gruppo/popolo a cui si appartiene. Questi punti verranno approfonditi, nei limiti del tempo a disposizione.
Materiale
N/A
Bibliografia
Caviglia G. (1990), Freud e l’ebraismo, La Giuntina.
Meghnagi D. (2025), S. Freud, C.G. Jung, Sabina Spielrein e “la faccenda nazionale ebraica”, Bollati Boringhieri.
Sonnino A. (2022), Trauma della Shoah, ebraismo e psicoanalisi, FrancoAngeli.
Note Biografiche
Giorgio Caviglia è professore ordinario di Psicologia Dinamica presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, dove insegna Psicologia Dinamica-Corso Progredito. Laureato in Psicologia, è specializzato in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. É stato analizzato dalla Prof.ssa Gemma Corradi Fiumara e dal Dott. Antonello Correale ed ha avuto supervisioni da Emiliana Mazzonis, Luigi Scoppola, Sergio Muscetta.
Ha studiato e si formato anche a New York presso il Derner Institute for Advanced Research in Psychoanalysis dell’Adelphi University, e il Glass Institute for Basic Psychoanalitic Research di New York, sotto la guida della Prof. Wilma Bucci, dove ha approfondito la “Teoria dei codici multipli” e appreso il metodo dell’Attività Referenziale per la valutazione dei trascritti di sedute psicoanalitiche.
È codificatore certificato dell’Adult Attachment Interview e della Strange Situation Procedure. È Docente di Psicologia Dinamica presso la Scuola di Specializzazione in “Neuropsicologia” del Dipartimento di Psicologia dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.
È Docente di Teorie e tecniche della relazione terapeutica presso la Scuola di Specializzazione in “Psicologia Clinica” della “Sapienza”, Università degli Studi di Roma. Insegna nel Master di II livello in “Psicologia e Psicopatologia forense. Dinamiche e percorsi della consulenza tecnica e della perizia” e nel Corso di Alta Formazione in “Psicologia dei Comportamenti Devianti e della Privazione della Libertà” presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.
Ha effettuato studi e tenuto seminari sugli effetti psicologici e psicopatologici dei campi di sterminio sugli internati di prima generazione e sui figli e nipoti della seconda e terza generazione
È autore di 28 libri e di 130 pubblicazioni edite a stampa, con tematiche che riguardano la Teoria dell’Attaccamento, la psicoterapia psicoanalitica, i meccanismi di difesa, la ricerca in psicoterapia, la schizofrenia, la depressione, i disturbi del comportamento alimentare, il disturbo borderline, la perversione, la psicodiagnosi in psicologia clinica, il trauma intergenerazionale della Shoah.
Fra i suoi ultimi libri ricordiamo:
Caviglia G., Bove M. (2016), L’eco del silenzio. Il trauma della Shoah consegnato alle generazioni future, Giuntina Editore.
Caviglia G. (2021), Psicologia Dinamica classica e contemporanea. Un’introduzione, FrancoAngeli, Milano. ISBN: 978-88-351-2021-6.
Guetta S., Caviglia G. (2022), Didattica della Shoah. Percorsi di formazione, Universitas Studiorum.
Caviglia G. (2024), Teoria dell’attaccamento. Storia, strumenti, clinica, neuroscienze, FrancoAngeli.
Abstract
Etica ebraica, relazionalità e psicoanalisi
La teorizzazione psicoanalitica trova nel pensiero ebraico ampie zone di convergenza, se non di vera e propria sovrapposizione. Basti pensare alla particolare predisposizione degli ebrei all’introspezione, favorita dal divieto di raffigurare l’immagine di Dio e dalla mancanza della figura del confessore, o alla sollecitazione ad identificarsi nell’altro, come recita il Levitico (XIX:33-34) che stabilisce di ricordare la propria schiavitù in Egitto quando ci si rapporti ad uno schiavo.
Nel corso dell’incontro verranno illustrati concetti che sono alla base della costruzione dell’identità e del soggetto dal punto di vista ebraico, con un particolare riferimento alla dimensione relazionale, cornice all’interno della quale, come insegna la psicoanalisi, si sviluppa l’Io e alla teoria bipulsionale, rilevando analogie con il pensiero di Freud.
Materiale
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Bibliografia
Sonnino A. (2022), Trauma della Shoah, ebraismo e psicoanalisi. Milano, F. Angeli
Note Biografiche
Alberto Sonnino, Psichiatra e Psicoanalista, già dirigente in un Dipartimento di Salute Mentale, membro della Società Psicoanalitica italiana e dell’International Pshychoanalytical Association. Si occupa da anni, oltre che di clinica psicoanalitica, dei rapporti tra pensiero ebraico e psicoanalisi. È autore dei testi per Franco Angeli editore: “Trauma della Shoah, ebraismo e psicoanalisi” del 2022 e “La cura psicoanalitica dei casi complessi. Psichiatria e setting psicoanalitico”del 2023 e per Belforte editore è coautore di un commento rabbinico e psicoanalitico dell’Haggada di Pesach.
Abstract
Il progetto di catalogazione dei Beni culturali ebraici della FBCEI
La presenza per più di due millenni del popolo ebraico nell’intero territorio italiano, ma anche europeo, ha trasmesso un’eredità rilevantissima; è un patrimonio immenso con connotazioni geografiche, storiche, artistiche e anche economiche. Insediamenti archeologici, catacombe, sinagoghe, quartieri urbani, memorie funebri, archivi, biblioteche, musei, manoscritti miniati, manufatti artistici ed elementi immateriali contribuiscono a definire il grande contributo della cultura ebraica allo sviluppo della civiltà europea e italiana.
L’obiettivo della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici Italiani è trasmetterla alle generazioni successive attraverso il recupero, il restauro, la valorizzazione delle infinite testimonianze presenti sul territorio italiano, incrementandone la conoscenza e la sua circolazione. Con questo spirito è nato il progetto Catalogazione del Patrimonio Ebraico Italiano, rivolto al censimento e allo studio dei manufatti artistici e delle memorie funebri. Nel corso sarà illustrata la sua nascita, lo sviluppo e saranno approfondite le tematiche più rilevanti.
Materiale
Atlante digitale dei beni culturali ebraici In Italja: https://in-italja.org
Bibliografia
David B. Ruderman et al., I Tal Yà (Isola della rugiada divina) Duemila anni di arte e vita ebraica in Italia, a cura di Vivian B. Mann, catalogo della mostra (Ferrara, Palazzo dei Diamanti 18 marzo-17 giugno 1990), Milano 1989
Dora Liscia Bemporad et al., Profilo dell’arte cerimoniale ebraica in età moderna, in Minoranze religiose e cultura europea: ebraismo, protestantesimo, islamismo nelle forme simboliche dell’Occidente, a cura di Antonella Castelnuovo, prefazione di Francesco Margiotto Broglio, presentazione di Valdo Spini, Milano 1999
Annie Sacerdoti, Guida all’Italia Ebraica, fotografie di Alberto Jona Falco, Venezia 2003
Dora Liscia Bemporad, L’ebraismo e l’arte: gli argenti sinagogali, a cura di Dora Liscia Bemporad, Federica Francesconi. Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, 2003
Daniela Di Castro, I tesori del Museo Ebraico di Roma. Guida alla visita e alle collezioni, fotografie di Araldo De Luca, Roma 2010
Amedeo Spagnoletto et al., Antiche mappòt romane. Il prezioso archivio tessile del Museo Ebraico di Roma, a cura di Doretta Davanzo Poli, Olga Melasecchi, Amedeo Spagnoletto, Roma 2016.
Sergio Amedeo Terracina et al., Tutti i colori dell’Italia Ebraica. Tessuti preziosi dal tempio di Gerusalemme al Prȇt – à – Porter, a cura di Dora Liscia Bemporad, Olga Melasecchi, Firenze 2019.
Annie Sacerdoti, Baruch Lampronti, Viaggio nell’Italia Ebraica. Le meraviglie di una cultura millenaria, Milano 2024
Dora Liscia Bemporad, Davide Spagnoletto, Consacrati al Signore. Argenti del Museo Ebraico di Roma, Roma 2024
Germano Maifreda et al., Viaggio in Italia. Alla scoperta del patrimonio culturale ebraico, a cura di Valeria Rainoldi, Sharon Reichel, catalogo della mostra (Ferrara, Meis 10 0ttobre 2025 -14 giugno 22026), Milano 2025
Giancarlo Lacerenza, Gli ebrei nell’Italia antica. Dalla diaspora all’ età cristiana, Roma 2025
Note Biografiche
Storica dell’arte, vicepresidente della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici Italiani (FBCEI), componente del Comitato Consultivo e del Comitato di garanzia dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’arte; Presidente dell’Associazione “Amici dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte. Per il Ministero della Cultura è stata Direttrice del Museo Nazionale di Palazzo Venezia e in precedenza responsabile /direttrice della struttura organizzativa per la tutela territoriale e il restauro del patrimonio culturale romano afferente ai rioni Monti, Pigna, Sant’Angelo, Campitelli. Ha progettato e diretto numerosi interventi di restauro realizzati con finanziamenti pubblici e privati tra i quali si ricordano la Sepoltura di Giulio II in San Pietro in Vincoli e il Complesso dei Santi Quattro Coronati dove ha scoperto, progettato e diretto il restauro di un ciclo di affreschi datato agli anni ’30-50 del XIII secolo. Ha partecipato a numerose commissioni e comitati, mostre, giornate di studio, convegni scientifici; ha svolto docenze in corsi e seminari; conferenze e comunicazioni presso Università, Scuole di Specializzazione delle Università, Istituti di Cultura. E’ autrice di numerose pubblicazioni.
Abstract
I Beni culturali ebraici nel Sud Italia tra archeologia e contemporaneità. Lo studio dei materiali pugliesi e partenopei
Ma ci sono ebrei nel Sud Italia? Sì, ci sono e ci sono stati. Lo scopo ultimo/utile di questa lezione è di fornire gli strumenti di base per comprendere la millenaria storia del popolo eletto, giunto sulle coste del Sud Italia e qui stabilitosi sin dopo la diaspora del 70 d.C.
L’analisi interattiva di una selezione di materiali archeologici pugliesi e di oggetti rituali provenienti dalla Sinagoga di Napoli permetterà ai partecipanti di scoprire come si sia snodata la vita degli ebrei in diversi contesti sociali e nei momenti chiave della loro esistenza. Parleremo di vita e morte, di amore e fede. Preparatevi a scoprire una Puglia archeologica poco conosciuta e la viva comunità ebraica partenopee.
Materiale
N/A
Bibliografia
· Annie Sacerdoti, Guida all’Italia ebraica, fotografie di Alberto Jona Falco, Venezia 2003
· Annie Sacerdoti, Baruch Lampronti,Viaggio nell’Italia ebraica: le meraviglie di una cultura millenaria, Milano 2024
· G. I. Ascoli, 1880: Iscrizioni greche, latine, ebraiche di antichi sepolcri giudaici del napolitano, edite e illustrate, Torino 1880
· L’ebraismo e l’arte: gli argenti sinagogali, a cura di Dora Liscia Bemporad e Federica Francesconi. Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, 2003.
· Bemporad Liscia D., 2004: Per ogni cosa una stagione : oggetti di liturgia domestica, Santa Croce sull’Arno:Villa Pacchiani, 2004
· Bemporad Liscia D. (a cura di) 2019: Tutti i colori dell’Italia ebraica. Tessuti preziosi dal tempio di Gerusalemme al pret-à-porter, Firenze 2019
· C. Colafemmina, 1973: L’insediamento ebraico. San Lorenzo in Giuseppe Andreassi,
Francesca Radina, Archeologia di una città. Bari dalle origini al X secolo, Santo Spirito 1973
· C. Colafemmina, 2005: Gli Ebrei a Taranto: Fonti documentarie, Bari 2005
· V. Giura, 2002: La comunità israelitica di Napoli, Napoli 2002
· G. Lacerenza (a cura di) 2015: La Comunità ebraica di Napoli, 1864/2014 centocinquant’anni di storia, Napoli 2014
· M. Mascolo, 2014: Ketav, Sefer, Miktav, la cultura ebraica scritta tra Basilicata e Puglia, Bari 2014
· Ghio F. Lelli F., 2018: Guida al Salento ebraico, Lecce, 2018.
Note Biografiche
Archeologa e storica dell’arte con specializzazione ed esperienza nel management dei beni culturali. Professionista versatile, bilingue, creativa, capace di lavorare proficuamente in team, esperta nella stesura di progetti di valorizzazione del patrimonio culturale. Capace di organizzare e pianificare le attività di lavori anche complessi garantendo il raggiungimento degli obiettivi e il rispetto delle scadenze.
Abstract
Sinagoghe e cimiteri ebraici in Italia
La lezione intende fornire gli strumenti di base adeguati alla comprensione dell’evoluzione che l’architettura sinagogale e cimiteriale ebraica ha avuto nel tempo e in alcuni specifici contesti territoriali. I casi ed i temi affrontati verranno inoltre messi in relazione con la vita sociale, politica ed economica delle diverse comunità ebraiche prese in esame.
Materiale
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Bibliografia
Andrea Morpurgo, Il cimitero ebraico in Italia. Storia e architettura di uno spazio identitario, Quodlibet, Macerata 2014
Case di vita. Sinagoghe e cimiteri in Italia, a cura di Andrea Morpurgo e Amedeo Spagnoletto, Sagep, Genova 2023
Note Biografiche
Architetto e storico dell’architettura. Laureato presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha in seguito conseguito il Master of Excellence in Architecture presso il Berlage Institute di Rotterdam e il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica presso il Politecnico di Torino. È consigliere e membro di Giunta della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia, professore del corso Architettura sinagogale del Diploma Universitario triennale in Studi Ebraici promosso dall’UCEI, autore del volume “Il cimitero ebraico in Italia. Storia e architettura di uno spazio identitario” (Quodlibet) e curatore della mostra “Case di vita. Sinagoghe e cimiteri in Italia” (Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara).
Abstract
Le catacombe ebraiche in Italia
Una delle più note e affascinanti testimonianze della presenza di comunità ebraiche sul territorio italiano nell’antichità sono le catacombe, grandi cimiteri ipogei sviluppati tra III e IV secolo e rimasti in uso fino al V-VI secolo. Roma ne ospitava almeno sei lungo le grandi arterie suburbane della via Portuense, via Appia, via Nomentana, via Casilina; un’altra è stata scoperta a Venosa, in Basilicata. Altri complessi sotterranei, di dimensioni minori, sono noti in Sardegna e in Sicilia.
La lezione sarà articolata in una breve presentazione dei complessi, illustrando le tipologie funerarie adottate e gli eventuali oggetti di corredo; si darà particolare importanza al corpus epigrafico restituito da questi monumenti e a quanto questo ci permette di ricostruire sulla vita delle antiche comunità. Saranno messe il luce somiglianze e differenze con i coevi complessi cristiani.
Materiale
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Bibliografia
E. Laurenzi, Le catacombe ebraiche. La comunità ebraica di Roma e le sue tradizioni funerarie (II secolo a.C. – V secolo d.C.), Roma 2011;
E. Laurenzi, La catacomba ebraica di Vigna Randanini, Roma 2013;
E. Laurenzi, “Le catacombe ebraiche in Italia: stato dell’arte”, in A. Spagnoletto, A. Morpurgo edd., Case di Vita. Sinagoghe e cimiteri in Italia, Ferrara 2023.
Note Biografiche
ELSA LAURENZI collabora al 2020 con l’UCEI per l’aggiornamento del catalogo dei Beni Culturali Ebraici in Italia (catalogazione ICCD / SIGEC / portale UCEI); fa parte del comitato scientifico di Zakhor. Rivista di storia degli Ebrei d’Italia e del Comitato Scientifico del CeSRE (Centro Romano di Studi sull’Ebraismo) dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Presso la stessa università negli a.a. 2017/2018 e 2018/2019 è stata docente nel corso di Archeologia Giudaica; nell’a.a. 2024/2025 ha tenuto presso la Pontificia Università Gregoriana il corso “Ebrei nella Roma dei Cesari: il racconto dell’archeologia”.
Sui temi dell’archeologia ebraica ha pubblicato monografie e articoli e svolto consulenze per la realizzazione dei documentari “Archeology of Judaism” di E. Maintigneux (direzione scientifica di Paul Salmona, MAHJ, Paris); “Le pietre parlano” (di A. Sortino e C. Benassi); “Catacombe ebraiche” in “Roma sotto Roma: i segreti nascosti della città. II”, Ulisse: il piacere della scoperta, serie 2017/18; “Among Believers”, The story of the Jews, ep. 2, di Simon Schama (2013, BBC).
Abstract
«Neque vero Archiva, quamquam in templis hodie non sunt, sancta esse desierunt». Archivi ebraici in Italia fra studio e conservazione
La lezione tratterà della storia e della natura degli archivi ebraici italiani, ossia dei fondi documentali, di qualsiasi estensione, ubicati su territorio nazionale e creati da soggetti produttori ebraici, siano essi istituzioni (Comunità, Scuole, Opere pie ecc.) o persone. Si proporrà una veloce panoramica complessiva, ma ci si soffermerà su alcuni casi puntuali, utili per illustrare l’insostituibile valore storico, oltre che amministrativo, di questi patrimoni. Si rifletterà inoltre su quali siano le competenze scientifiche necessarie per studiare i documenti e giovarsene per la ricerca storica, e quali siano le particolari attenzioni, dal punto di vista conservativo ma anche storiografico, da mettere in campo nell’approccio a fonti così specifiche e insieme così poco note al pubblico vasto.
Materiale
Archivi ebraici in Italia fra studio e conservazione-27 aprile
Bibliografia
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Note Biografiche
Chiara Pilocane è dottore di ricerca in Ebraistica e ricercatrice all’Università di Torino, dove tiene un corso di Lingua e Letteratura Ebraica e partecipa all’insegnamento sulle tradizioni giuridiche dell’Ebraismo per il Master in Scienze religiose e mediazione interculturale. Diplomata in Archivistica, Paleografia e Diplomatica alla Scuola dell’Archivio di Stato di Torino, ha lavorato a lungo sugli archivi ebraici e in particolare ha diretto l’Archivio Ebraico Terracini dal 2015 al 2024. Le sue ricerche e pubblicazioni sono in particolare focalizzate sulla trasmissione della Bibbia Ebraica e dei testi liturgici, sulla storia del libro ebraico in Italia (specialmente in Piemonte) e sulla vita intellettuale e socio-culturale delle comunità ebraiche del Nord Italia dal Medioevo all’Età Moderna, con particolare attenzione alla circolazione libraria e alla produzione letteraria e documentale in ebraico.
Abstract
Il patrimonio librario ebraico
La lezione presenta una breve storia della stampa dei libri in ebraico, per poi soffermarsi sulle collezioni bibliografiche ebraiche conservate nelle biblioteche delle Comunità Ebraiche Italiane e in alcune biblioteche pubbliche italiane.
Materiale
lezione 27 aprile – Il patrimonio librario ebraico
Progetto I-tal-ya Books:
http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/progettoVolumiEbraici
Atlante digitale dei beni culturali ebraici In Italja: https://in-italja.org
Il_patrimonio_bibliografico_ebraico_in_Sicilia
Le_problematiche_descrittive_nella_catalogazione dei libri ebraici
Bibliografia
Amram, D. W., The Makers of Hebrew Books in Italy, Being Chapters in the History of the Hebrew Printing Press, London, The Holland press, 1963.
Camarda, Chiara, Tracing the Hebrew Book Collection of the Venice Ghetto, Tesi di Dottorato, Università Ca’ Foscari di Venezia, discussa il 03/02/2017, relatore Prof. Piero Capelli. Open Access: https://iris.unive.it/retrieve/930f0fdc-5656-4416-8c37-2dda4735fb7f/810270-1186436.pdf
Posner, Raphael and Ta-Shema, Israel (ed.). The Hebrew Book: An Historical Survey. Jerusalem: Keter, 1975.
Note Biografiche
Chiara Camarda ha conseguito il dottorato in Studi sull’Asia e sull’Africa, con curriculum di Ebraico, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 2017. Ha dedicato tutto il suo percorso accademico allo studio della lingua e della letteratura ebraica con diversi soggiorni di studio e tirocinio in Israele, e una visiting fellowship presso la Hebrew University di Gerusalemme. Ha conseguito, inoltre, il Diploma della Scuola Vaticana di Biblioteconomia nel 2013 e, da allora, ha lavorato a diversi progetti di catalogazione di fondi librari in lingua ebraica, tra i quali I-Tal-Ya Books, promosso e gestito dall’UCEI in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e la National Library of Israel. Come ricercatrice universitaria, ha curato studi e ricerche dedicati alla catalogazione di collezioni bibliografiche ebraiche antiche e allo studio delle relative provenienze. Collabora al progetto Footprints: Jewish Books Through Time and Place, della Columbia University Library.
Abstract
Viaggio nell’Italia ebraica tra passato e presente
Uno sguardo generale ai luoghi ebraici della penisola, quale è stata la loro storia nel corso dei secoli, come erano e come si presentano oggi. Come è cambiato nel corso degli anni l’interesse del grande pubblico per il patrimonio artistico ebraico. Come è possibile approcciarsi oggi a questo mondo, con quali strumenti e seguendo quali studi.
Materiale
Bibliografia
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Note Biografiche
Annie Sacerdoti, laureata in Scienze politiche a Napoli, giornalista e scrittrice esperta in beni culturali ebraici, è stata Consigliere UCEI (2002-2006); membro della Commissione mista tra lo Stato e UCEI (2003-2006); nel Board dell’ECJC (European Council of Jewish Communities, Londra, 1999); nel Board del MEB (2002-2016); vice presidente della Fondazione beni culturali ebraici in Italia e ora invitata permanente), nel Board dell’AEPJ (Association européenne pour la préservation et la valorisation de la culture et du patrimoine juifs, Lussemburgo, 2000, e ora invitata permanente). Ha introdotto in Italia nel 2000 la Giornata europea della cultura ebraica, curata dalla AEPJ.
Ha collaborato con il mensile “Shalom”, Roma (1969-1990); ha diretto il “Bollettino della Comunità ebraica di Milano” e il sito mosaico-cem.it, Milano, (1969-1990); ha scritto la prima Guida all’Italia ebraica con Luca Fiorentino, Marietti (1986); è stata Curatore generale della mostra “Meraviglie dal ghetto”, Ferrara (1989) e San Francisco, USA, (1990); dal 1992 direttore di collana di “Itinerari ebraici – I luoghi, la storia, l’arte” (nove volumi su Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana, Veneto, Marche, Liguria, Lazio, Friuli Venezia Giulia, edizioni italiane e inglesi, Marsilio, Venezia). Nel 2003 ha scritto “Guida all’Italia ebraica” (con foto di Alberto Jona Falco), edizione italiana e americana, Marsilio, Venezia. Ha scritto “Israele”, White Star, (1998). Ha collaborato con il TCI, Milano, per Guida verde “Israele” (1993), “Luoghi ebraici in Emilia Romagna” (2003 italiano ed inglese), “Luoghi ebraici in Toscana” (2004, italiano ed inglese) e, con Baruch Lampronti, “Viaggio nell’Italia ebraica” (2024). Ha partecipato alla Commissione di studio per la progettazione del MEIS di Ferrara (2007-2008). Ha realizzato con Baruch Lampronti il sito Visitjewishitaly.it.
Abstract
Arte cerimoniale nell’Italia ebraica: oggetti, fogge, storie
Il patrimonio storico-artistico di una comunità ebraica, in particolare quello di natura rituale, rappresenta un elemento di fondamentale interesse sotto molteplici prospettive. Esso, infatti, non solo documenta le pratiche del culto e della vita religiosa, ma riflette anche specificità locali di stile e di costume, vicende collettive e familiari, nonché aspetti più ampi della storia della comunità nel suo insieme. L’intervento si propone di illustrare i tratti distintivi dell’arte cerimoniale nelle diverse Comunità ebraiche della penisola, mettendo in luce le memorie e le identità che tale patrimonio custodisce.
Materiale
Patrimonio Beni Culturali ebraici
Bibliografia
N/A
Note Biografiche
Baruch Lampronti è laureato in architettura con una tesi sulla museografia ebraica e da anni segue progetti di ricerca e valorizzazione del patrimonio storico artistico delle Comunità ebraiche italiane, collaborando in particolare con la Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia. Fra i diversi progetti in corso, cura la catalogazione del patrimonio oggettuale delle tre Comunità ebraiche pimontesi, nell’ambito della convenzione siglata dalla Fondazione con il Ministero della Cultura; con Annie Sacerdoti, ha inoltre sviluppato il portale http://www.visitjewishitaly.it, mappatura informativa di luoghi e monumenti dell’Italia ebraica. Autore di articoli e saggi, ha curato o collaborato alla realizzazione di diverse mostre, tra cui le esposizioni didattiche permanenti allestite nella galleria del Tempio Piccolo di Torino e negli spazi annessi alla sinagoga di Alessandria. Dal 2025 è direttore dell’Archivio Ebraico Terracini.