Myriam Silvera

Abstract

Gli ebrei, la diaspora, e la terra promessa: a volo d’uccello nella storia ebraica moderna.

La lezione attraverserà due secoli circa di storia ebraica, dai prodromi dell’espulsione dalla Spagna alla conquistata libertà di culto a Amsterdam e successivamente a Londra. A conclusione si farà cenno alle speranze messianiche sollecitate attorno alla figura di Shabbatai Tzvì e al sogno di un ritorno alla Terra promessa dai diversi luoghi della diaspora ebraica.

Materiale

N/A

Bibliografia

Ytzhak Baer, Historia de los Judíos en la España christiana, trad. José Luis Lacave, Barcelona, Riopiedras ediciones [1981], (I e II ediz. in ebraico 1945 e 1959, trad. inglese 1961-1966).

Marina Caffiero, Storia degli ebrei nell’Italia moderna. Dal Rinascimento alla Restaurazione, Roma, Carocci 2014 (e altri libri della stessa autrice).

Arturo Farinelli, Marrano. Storia di un vituperio, Genève, Olschki 1925.

Anna Foa, Ebrei in Europa dalla peste nera all’emancipazione, Roma-Bari, Laterza 1992 (e altri libri della stessa autrice).

Giuseppe Marcocci, José Pedro Paiva, História da Inquisição portuguesa 1536-1821, Lisboa, A esfera dos livros 2013.

Steven Nadler, Spinoza e l’Olanda del Seicento, traduzione di Davide Tarizzo, Torino, Einaudi 2003 (e altri libri dello stesso autore)

Benzion Netanyahu, The Origins of the Inquisition in Fifteenth Century Spain, New York, Random House 1995.

David Nirenberg, Was there race before modernity? in The Origins of Racism in the West, ed. Miriam Eliav-Feldon, Benjamin Isaac, Joseph Ziegler, Cambridge University Press, Cambridge 2009, pp. 232-264.

Stefania Pastore, Un’eresia spagnola: spiritualità conversa, alumbradismo e Inquisizione, 1449-1559, Firenze, L. S. Olschki 2004.

Adriano Prosperi, Il seme dell’intolleranza. Ebrei, eretici, selvaggi: Granada 1492, Bari-Roma,
Laterza 2022.

Adriano Prosperi, ed. Dizionario storico dell’Inquisizione, diretto da Adriano Prosperi con la collaborazione di Vincenzo Lavenia e John Tedeschi, Pisa, Edizioni della Normale 2010, 4 voll..

Pierre Savy, a cura di, con la collaborazione di Kathel Berthelot e Audrey Kichelewski, Storia mondiale degli Ebrei, traduzione di Michele Sampaolo. Edizione italiana rivista e adattata con il coordinamento di Anna Foa, Bari, Laterza 2021.

Gershom Scholem, Šabbetay Ṣevi il Messia mistico, Introduzione di Michele Ranchetti, Torino, Einaudi 2001.

Yosef H. Yerushalmi, Assimilazione e antisemitismo razziale: i modelli iberico e tedesco, traduzione di Rosanella Volponi, saggio introduttivo di David Bidussa, Firenze, Giuntina 2010.

Note Biografiche

Myriam Silvera laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano, nel 1993 ha conseguito un dottorato in “Storia Religiosa” presso l’Università di Roma “ La Sapienza” e, nel 2001, un dottorato in Lettere presso l’Università di Nimega. È attualmente docente presso l’Università degli Studi di Palermo e presso il Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici della Pontificia Università Gregoriana. È da diversi anni Coordinatrice didattica del Diploma Universitario Triennale in Studi Ebraici dell’UCEI e membro della Direzione della rivista «La Rassegna Mensile di Israel». Tra le sue pubblicazioni, due edizioni critiche, l’una dedicata alla corrispondenza del pastore ugonotto Jacques Basnage, (Amsterdam University Press 2000) l’altra a un’opera di Isaac Orobio de Castro, Prevenciones Divinas contra la vana idolatría de las Gentes, (Firenze, Olschki 2013), opera che ha avuto larga fortuna nell’Illuminismo francese. È stata visiting professor all ’École des Hautes Études en Sciences Sociales a Parigi, presso l’Oxford Centre for Hebrew and Jewish Studies e fellow researcher alla Hebrew University a Gerusalemme e al Maimonides Centre for Advanced Studies di Amburgo.

Annabella Gioia

Abstract

Le memorie di Roma e le pietre d’inciampo

Il secondo conflitto mondiale fu esperienza di guerra totale sia per la dimensione delle distruzioni, che per l’intrusione nella vita civile e quotidiana, ogni luogo divenne “fronte di guerra”, scomparve la separazione tra fronte esterno e fronte interno.
L’immagine di Roma durante i mesi dell’occupazione è quella di una città che ha paura, che vive in attesa delle forze Alleate, ma che è anche capace di non collaborare, di non rispondere ai bandi tedeschi, di nascondere e salvare: una città in guerra che vive momenti di orrore, ma anche di solidarietà e di Resistenza eroica. E’ ancora viva la memoria del bombardamento di San Lorenzo, della deportazione degli ebrei, dei rastrellamenti, del carcere di via Tasso, delle esecuzioni nel Forte Bravetta, dell’eccidio nelle Fosse Ardeatine come pure della Liberazione. Le molteplici memorie, talora diverse, costituiscono un patrimonio da conservare per arricchire la conoscenza storica, grazie ad esso il passato non si riduce a un semplice archivio di fatti, ma diventa consapevolezza e resposabilità verso il presente. Nella costruzione della memoria hanno un ruolo anche le Pietre d’inciampo (stolpensteine) che, a partire dal 1995 e in Italia dal 2010, hanno segnato case e strade di molte città italiane ed europee. Sono modi alternativi di trasmettere la memoria e, nella loro semplicità, stanno ad indicare come i ricordi dolorosi non riguardino solo le esperienze private ma anche il patrimonio storico di una comunità.

Materiale

https://arteinmemoria.org/home-memorie-dinciampo/

Sito web dell’Associazione Arte in Memoria – Nella sezione memorie d’inciampo sono inserite le informazioni sulle pietre d’inciampo installate a Roma dal 2010.

Bibliografia

Umberto Gentiloni Silveri, Maddalena Carli, Bombardare Roma. Gli Alleati e la“città aperta” (1940-1944), il Mulino, Bologna, 2007
Gabriele Ranzato, La liberazione di Roma. Alleati e Resistenza, Laterza, Bari, 2019
Alessandro Portelli, L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, Donzelli, Roma, 1999
Carla Capponi, Con cuore di donna, Il Saggiatore, Milano 2000
Elena Carandini Albertini, Dal terrazzo. Diario (1943-1944), il Mulino, Bologna 1997
Virginia Nathan, Roma 1943-1945. Una famiglia nella tempesta, Seam, Siena, 1997
Adachiara Zevi, Fosse Ardeatine, Roma, Testo & immagine, Venezia, 2000
Adachiara Zevi, Monumenti per difetto, dalle Fosse Ardeatine alle pietre d’inciampo, Donzelli, Roma, 2014.

Note Biografiche

Annabella Gioia – già docente di Storia e Filosofia nei licei, è stata dal 1996 al 2006 alla Direzione scientifica dell’Istituto Romano per la Storia della Resistenza (IRSIFAR), del cui Direttivo continua a far parte. Le sue ricerche, che hanno riguardato in particolare l’insegnamento della contemporaneità, la storia delle donne e il rapporto tra storia e memoria, hanno portato a diversi saggi, fra cui i volumi: Donne senza qualità. Immagini femminili nell’Archivio storico dell’Istituto Luce (Franco Angeli, 2010) e L’Università delle donne. Esperienze di femminismo a Roma (1979-1996) (Donzelli, 2021). E’ socio fondatore e membro del Comitato scientifico e organizzativo dell’Associazione Arte in Memoria.

Ester Capuzzo

Abstract

Gli ebrei italiani dal Risorgimento alla fine dello Stato liberale

La lezione ricostruisce la partecipazione ebraica alle vicende risorgimentali che tocca la punta massima nel biennio 1848-1849 e la progressiva integrazione con l’emancipazione dopo l’Unità nella società italiana sino al crollo dello Stato liberale. Si tratta di un arco cronologico in cui maturano grandissime trasformazioni in seno alle collettività ebraiche italiane, non solo in relazione alle libertà raggiunte ma anche ai profondi cambiamenti occorsi alla società coeva e gli ebrei prendono parte al processo di modernizzazione del Paese, soprattutto in relazione al loro esiguo numero rispetto alla popolazione complessiva.

Materiale

N/A

Bibliografia

A, Foa, Gli ebrei in Italia. I primi duemila anni, Roma-Bari, Laterza, 2023 (2ª rist.).

1849-1871. Ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione/ the Jews of Rome between segregation and emancipation, a cura di/ edited by F. Leone, G. Calò, Roma, Gangemi, 2021.

G. Maifreda, Italya. Storia di ebrei stoia d’Italia, Roma-Bari, Laterza, 2021.

S. Klein, Italy’s Jews from Emancipation to fascism, Cambridge, Cambridge University Press, 2018.

Gli ebrei dai vecchi stati all’Unità, Atti del Convegno 9 novembre 2011, Museo Ebraico di Bologna, a cura di F. Bonilauri e V. Maugeri, Firenze, Giuntina, 2014.

Ebrei, minoranze, Risorgimento. Storia, cultura e letteratura, a cura di M. Beer e A. Foa, Roma, Viella, 2013.

E. Capuzzo, Gli ebrei italiani dal Risorgimento alla scelta sionista, Firenze, Le Monnier, 2004.

Note Biografiche

Ester Capuzzo professore ordinario di Storia contemporanea presso Sapienza Università di Roma. Nelle sue ricerche si è, tra l’altro, a lungo occupata di storia degli ebrei italiani con riferimento al periodo risorgimentale e all’età liberale, affrontando le tematiche emancipazionistiche, la partecipazione ebraica ai moti del 1848, il processo di integrazione nell’Italia postunitaria. Recentemente ha curato il numero monografico 2020/2021 di «Zakhor. Rivista degli ebrei d’Italia» dedicato ad Aspetti della vita ebraica tra Ottocento e Novecento.
Ha fatto parte del Comitato nazionale per le celebrazioni della morte di Leopoldo Franchetti (2017-2019) e attualmente fa parte del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della morte di Sidney Sonnino.
Nel 2005 ha curato la mostra Risorgimento italiano/Risorgimento ebraico, allestita nel Nahon Museum of Italian Jewish Art a Gerusalemme (Jerusalemm, 22 febbraio-10 marzo 2005).
Tra gli scritti più recenti in ambito ebraico si segnalano i contributi dedicati a: Ebrei a Roma dal Risorgimento alla breccia di Porta Pia (1848-1870) nel catalogo della mostra 1849 – 1871. Ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione/ The jews of Rome between segregation and emancipation (a cura di F. Leoni e G. Calò, Roma, Gangemi, 2021); e a La fine del claustrum hebreorum, in La breccia di Porta Pia. Raccolta di studi nel 150° anniversario (1870-2020) (a cura di F. Anghelone, P. Piatti, E. Tirone, Roma, Libreria Editrice Vaticana, 2021). Nel portale Roma150 ha curato la parte dedicato al ghetto di Roma e alle famiglie ebraiche romane tra l’età post-emancipatoria e gli anni Trenta.

Giuseppe Cecere

Abstract

Presenza ebraica nel mondo arabo contemporaneo:  l’Egitto come caso di studio

La lezione ricostruisce la partecipazione ebraica alle vicende risorgimentali che tocca la punta massima nel biennio 1848-1849 e la progressiva integrazione con l’emancipazione dopo l’Unità nella società italiana sino al crollo dello Stato liberale. Si tratta di un arco cronologico in cui maturano grandissime trasformazioni in seno alle collettività ebraiche italiane, non solo in relazione alle libertà raggiunte ma anche ai profondi cambiamenti occorsi alla società coeva e gli ebrei prendono parte al processo di modernizzazione del Paese, soprattutto in relazione al loro esiguo numero rispetto alla popolazione complessiva.

Materiale

Abstract e Bibliografia dettagliata

Bibliografia – Suggerimenti di lettura

Per la tematica generale:
– Mark COHEN, Under Crescent and Cross : The Jews in the Middle Ages. Princeton : Princeton University Press, 2008.
– Paul B. FENTON e David LITTMAN, Exile in The Maghreb: Jews Under Islam. Sources and Documents (997–1912). Rutherford: Fairleigh Dickinson University Press, 2016.

Per l’Egitto contemporaneo:
Storia
– Joel BEININ, The Dispersion of Egyptian Jewry: Culture, Politics, and the Formation of a Modern Diaspora. Philadelphia : University of Pennsylvania Press, 2002.
– Angelo M. Piattelli e Mario Toscano (ed.), Memorie di un rabbino italiano. Le agende di David Prato (1922-1943), Roma: Viella, 2022.

Narrativa
– Kamal RUHAYYIM, Diaries of a Jewish Muslim (AUC Press, Cairo, 2014), Days in the Diaspora (AUC Press, Cairo, 2012), Menorahs and Minarets (AUC Press, Cairo, 2017). Le date sono riferite alle traduzioni inglesi.
https://books.mondadoristore.it/buy-ebook-online/Kamal-Ruhayyim/aut02516058/
https://aucpress.com/9789774168413/diary-of-a-jewish-muslim/

Memorialistica
Denise PARDO, La casa sul Nilo, Milano: Neri Pozza, 2022
André ACIMAN, Ultima notte ad Alessandria: Parma, Guanda, 2009
Carolina DELBURGO, Come ladri nella notte: La cacciata dall’Egitto, Bologna: CLUEB, 2006

Suggerimenti di ‘visione’ :
Amir Ramses, The Jews of Egypt, 2013 (Arabo con sottotitoli in Inglese) https://www.youtube.com/watch?v=tn9XlcXTOBc

Note Biografiche

Giuseppe Cecere
Nato a Macerata (MC) il 19.02.1971
Professore associato di Lingua e letteratura araba all’Università di Bologna.

Laureato in Lettere all’Università di Pisa (2001), con una tesi in lingua e letteratura araba, ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze Storiche e Filologiche del Vicino Oriente all’Università di Firenze (2007).
Ha operato lungamente in Egitto, in particolare all’Institut Français d’Archéologie Orientale (IFAO) del Cairo: dal 2004 al 2006 come membre scientifique étranger, dal 2009 al 2014 come ricercatore associato (chercheur associé).
Dal 2022 co-dirige, con le egittologhe Gihane Zaki (CNRS) e Valentina Gasperini (IFAO), il progetto internazionale “Gateway to Africa” sulla regione delle Cataratte del Nilo come crocevia di culture, promosso congiuntamente da IFAO, CNRS francese e Università di Bologna.
E’ stato visiting professor in varie università ed istituzioni di ricerca in Egitto, Israele, Armenia.
In particolare, nell’anno accademico 2013-2014 è stato Visitig Professor alla HUJI (Hebrew University of Jerusalem Israel), Faculty of Humanities, Department of Islamic and Middle Eastern Studies.
(Jack, Joseph and Morton Mandel School for Advanced Studies in Humanities Visiting Professor), dove ha tenuto il corso semestrale “Sufis and Muslim Mystics in Contemporary Egypt” (in lingua inglese ed araba) e svolgendo conferenza pubblica su temi attinenti la storia egiziana moderna e contemporanea, e partecipando ad attività per il dialogo interreligioso ebraico-cristiano-islamico.
Ha collaborato all’ERC “HORNEAST” , diretto da Julien Loiseau (Univ. Aix-Marseille) sulle relazioni tra mondo arabo e Corno d’Africa in epoca medievale.
Dal 2014 è professore di lingua e letteratura araba all’Università di Bologna, Dipartimento di Storia, Culture, Civilità.
Le sue ricerche riguardano principalmente la storia della mistica musulmana e la società egiziana in età medievale e in età moderna, con particolare attenzione alle relazioni interreligiose, alla storia sociale ed al rapporto tra comunità religiose e patrimonio culturale (materiale e immateriale).
Inoltre, è membro dell’International Academic Board of Advisors dell’ISGAP: Institute for Global Studies on Antisemitism & Policies, con sede a New York.
● Tra le pubblicazioni principali: R. Salvarani, G. Cecere, M. Di Taranto, Violenza, corpo, identità. Il martirio nei tre monoteismi, Bologna: Patron, 2022; G. Cecere, « Tarfīq versus Tazyīq.On a Rare Sufi Term in Ibn Baṭṭūṭā and Jewish-Muslim Interactions in Medieval Egypt», Quaderni di Linguistica e Studi Orientali (QULSO) 2 (2016), p. 265-290.; G. Cecere, “Lo shaykh Ḥasan al-Ṭawīl e “la chiesa costruita sulla moschea”: autorità spirituale e dinamiche socio-politiche nell’Egitto di età ayyubide”, Rivista di Studi Indo-Mediterranei 10 (2020), pp. 1 – 27; G. Cecere, M. Loubet e S. Pagani (eds.), Les mystiques juives, chrétiennes et musulmanes dans l’Égypte médiévale, Cairo: IFAO, 2013 ; G. Cecere, Costituzione egiziana (1923), Macerata, Liberilbri, 2012.

Samuele Rocca

Abstract

Gli ebrei e la Terra Promessa. Dalle origini all’invasione araba

La conferenza è dedicata alla storia ed alla cultura materiale della Terra di Israele dall’età del bronzo fino alla conquista araba con particolare enfasi sul legame tra il popolo ebraico e la Terra di Israele. La prima parte della conferenza, introduttiva, mette a fuoco il periodo che intercorre tra l’insediamento di popolazioni identificate con le tribù di Israele, la creazione del leggendario regno unito, da Davide a Salomone, e l’epoca dei regni biblici di Israele e Giuda. La seconda parte, invece, dopo un brevissimo excursus sull’epoca achemenide e l’operato di Ezra e Neemia, è focalizzata sull’epoca del Secondo Tempio, l’arrivo di Alessandro il Grande e l’ellenizzazione del paese, la rivolta dei Maccabei, e la creazione di uno stato indipendente sotto le dinastie asmonea ed erodiana. La terza ed ultima parte è dedicata all’epoca romana, con particolare attenzione alle conseguenze delle rivolte contro Roma, e l’affermarsi del movimento rabbinico.

Materiale

N/A

Bibliografia

Il Periodo Biblico
Aharoni, Y., The Land of the Bible, A Historical Geography, Philadelphia 1979.

Albright, W.F., From the Stone Age to Christianity, Baltimore 1940.

Ben Tor, A., The Archaeology of Ancient Israel, New Haven 1992.

Finkelstein, I., The Archaeology of the Israelite Settlement, Jerusalem 1988.

Finkelstein, I., and Silberman, N.A., The Bible Unearthed, Archaeology’s New Vision of Ancient Israel and the Origin of Its Sacred Texts, New York 2001.

Finkelstein, I., and Silberman, N.A., David and Solomon, In Search of the Bible’s Sacred Kings and the Roots of Western Tradition, New York 2006.

Mazar, A., Archaeology of the Land of the Bible, 10.000 – 586 B.C.E., New York 1990.

Maxwell Miller, J. and J.H. Hayes, A History of Ancient Israel and Judah, Philadelphia 1986.

de Vaux, R., The Institutions of the Old Testament, I – II, New York 1961.

Il Periodo del Secondo Tempio e il Tardo Antico

Arav, R., Settlement patterns and city planning, 337 – 301 B.C.E., British Archaeological Reports, International Series 485, Oxford 1989.

Avi-Yonah, M., The Jews under Roman and Byzantine Rule: A Political History of Palestine from the Bar Kokhba War to the Arab Conquest, Jerusalem 1984.

Bahat, D., The Illustrated Atlas of Jerusalem, Jerusalem 1989, pp. 34-53.

Goodblatt, D., The Monarchic Principle, Studies in Self-Government in Antiquity, Texts and Studies in Ancient Judaism 38, Tübingen 1994.

Goodblatt, David, 2006. “The Political and Social History of the Jewish Community in the Land of Israel, c. 235–268,” in S.T. Katz (ed.), The Cambridge History of Judaism IV, The Late Roman–Rabbinic Period (Cambridge University Press: Cambridge, 2006), 404-431.

Goodman, M., State and Society in Roman Galilee A.D. 132-212, Second Edition, London-Chicago (Ill.) 2000.

Goodman, M., Rome and Jerusalem: The Clash of Ancient Civilizations, New York (NY) 2008.

Hachlili, R., Ancient Jewish Art and Archaeology in the Land of Israel, Leiden 1988, pp. 11-84.

Levine, I. L., The Rabbinic Class of Roman Palestine in Late Antiquity, Jerusalem 1989.

Levine, I. L., The Ancient Synagogue. The First Thousand Years, New York 2000.

Meshorer, Y., A Treasury of Jewish Coins, From the Persian Period to Bar Kokhba, Jerusalem 2001.

Millar, F., The Roman Near East, 31 BC-AD 337, Cambridge (Mass.) 1993.

Mimouni, S.C., Le judaïsme ancien du VIe siècle avant notre ère au IIIe siècle de notre ère: des prêtres aux rabbins, Nouvelle Clio, L’Histoire et ses problèmes, Paris 2021.

Netzer, E., The Palaces of the Hasmonaeans and Herod the Great, Jerusalem 2001.

Oppenheimer, A., Rabbi Judah ha-Nasi, Statesman, Reformer, and Redactor of the Mishnah, Tübingen 2017.

Rocca, S., The Forts of Judaea 168 BC – 73 AD, Fortress Series 65, Osprey Publishing 2008.

Rocca, S., Herod’s Judaea – A Mediterranean State in the Classical World, Texts and Studies in Ancient Judaism 122, Mohr and Siebeck, Tübingen 2008.

Schürer, E., The History of the Jewish People in the Age of Jesus Christ, Vol. I-III, Edinburgh 1987, pp. 243-336.

Yadin, Y., Masada, London 1966.

Note Biografiche

Samuele Rocca, nato a Milano nel 1968, ha ottenuto il suo B.A. nel 1992, ed il suo M.A. nel 2000, all’ Universita Ebraica di Gerusalemme. Nel 2007, ha conseguito il dottorato – Ph. D., alla Bar Ilan University in storia del popolo ebraico nell’antichità classica, sotto la guida del Professore Emeritus Albert Baumgarten. Nel 2008, si è dedicato al post dottorato, al Pontifical Biblical Institute, a Roma, sotto la guida del Prof. Joseph Sievers. Ha ricevuto diverse borse di studio, tra cui la Rotenstreich Scholarship, durante il suo dottorato, e 2007, la Skirball Fellowship for the Study of Christianity, durante il post dottorato. Dal 2017 è professore aggregato, in storia dell’architettura, all’ Ariel University, nella facoltà di architettura. Dal 2000, è professore a contratto, in storia dell’arte e storia dell’architettura, al Neri Bloomfield Academy of Design and Education – Haifa, nella facoltà di architettura e design. Dal 2011 è editore associate di 4 Enoch: The Online Encyclopedia on Second Temple Judaism and Christian Origins (www.4enoch.org). Ha alle sue spalle varie pubblicazioni, tra cui libri, come Herod’s Judaea – A Mediterranean State in the Classical World, Texts and Studies in Ancient Judaism 122, pubblicato a Tübingen, presso Mohr and Siebeck nel 2008 e In the Shadow of the Caesars, Jewish Life in Roman Italy, The Brill Reference Library of Judaism 74, pubblicato a New York presso Brill nel 2022, saggi, e numerosi articoli. Ha preso parte a vari congressi, ed è tra i curatori del progetto The Ancient City e tra gli editori di AOM – AME (Antico Oriente Mediterraneo), una rivista focalizzata sull’Oriente Mediterraneo.

Tommaso Speccher

Abstract

Gli ebrei in Germania e nell’Impero austroungarico

La storia degli ebrei nei territori tedeschi e del vecchio impero asburgico è quella di una minoranza etnica e religiosa che vive in queste aree da oltre 1700 anni. Ripercorrendo la storia di questo gruppo si notano periodi periodi di prosperità, in cui prevaleva la tolleranza verso gli ebrei come in certe fasi del basso medioevo o dell’Ottocento, fino agli inizi del ventesimo secolo, a periodi di persecuzione antigiudaica e di violenza antisemita, che hanno portato all’Olocausto nel XX secolo.

Dopo il 1990 la popolazione ebraica, soprattutto in Germania vive un costante aumento con l’arrivo di comunità dalle ex repubbliche sovietiche prima e con l’immigrazione di molti giovani israeliani nell’ultimo decennio. Vi sono invece realtà comunitarie che non esistono più come la Galizia o la Bukowina che dopo i crimini nazisti sono state cancellate dalla storia europea. Un fenomeno molto rilevante è quello dell’emancipazione generale delle comunità ebraiche a cavallo del XIX e XX Secolo che permisero a moltissimi ebrei che vivevano nella campagne (i Landjuden) di potersi spostare nelle grandi città, dando così vita alle comunità di Vienna a Berlino così importanti per la vita di queste due grandi capitali.

Questa lezione cercherà di ripercorrere attraverso biografie e storie le vicende di questo pezzo di cultura europea.

Materiale

N/A

Bibliografia

Michael A. Meyer, Michael Brenner, Stefi Jersch Wenzel, Deutsch jüdische Geschichte in der Neuzeit, 1996.

Wolfgang Benz, Deutsche Juden im 20. Jahrhundert, 2011

Michael Brenner, Geschichte der Juden in Deutschland von 1945 bis zur Gegenwart, 2012

Saul Friedländer, Nazi Germany and the Jews, 1998

Arno Herzig, Jüdische Geschichte in Deutschland. Von den Anfängen bis zur Gegenwart, 2022

Ingo Haar, Jüdische Migration und Diversität in Wien und Berlin 1667/71-1918: Von der Vertreibung der Wiener Juden und ihrer Wiederansiedlung in Berlin bis zum Zionismus, 2022

Note Biografiche

Tommaso Speccher, dopo il dottorato in Filosofia alla Freie Universität di Berlino, ha insegnato in qualità di libero docente presso le università di Verona, Berlino e Friburgo. Attualmente lavora come divulgatore, traduttore e ricercatore presso alcune istituzioni museali berlinesi tra cui il Museo ebraico, la Topografia del terrore e La Casa della conferenza di Wannsee. Tra le sue pubblicazioni, Täter und Opfer. Verbrechen und Stigma im europäisch-jüdischen Kontext (a cura di, con C.S. Dorchain, Königshausen und Neumann 2014),Die Darstellung des Holocausts in Italien und Deutschland. Erinnerungsarchitektur, Politischer Diskurs und Ethik (Transcript 2016) e La Germania si che ha fatto i conti con il nazismo (Laterza 2022)

Pierre Savy

Abstract

Gli ebrei in Francia dalla Restaurazione alla fine della Seconda Guerra Mondiale (1814-1945)

Dalla fine dell’epoca napoleonica, con il suo ricco e contrastato bilancio (emancipazione e costituzione comunitaria nazionale, con il Sanhedrin del 1807, ma anche “leggi scellerate” e mancato rispetto al principio di uguaglianza), alla fine della Seconda guerra mondiale, gli ebrei di Francia hanno attraversato alcuni dei momenti più felici della loro storia – sotto il Secondo Impero e la III Repubblica, con i cosiddetti “pazzi della Repubblica”, innamorati di quel sistema politico promettente come lo furono gli ebrei italiani del Risorgimento – e naturalmente il momento più tragico in assoluto, con la Shoah. Nel cuore di questo secolo e mezzo di storia, l’affare Dreyfus, la cui interpretazione è così complessa, occupa un posto centrale.

Materiale

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Bibliografia

Pierre Savy a cura di, Storia mondiale degli ebrei, Roma e Bari, Laterza (“I Robinson / Letture”), 2021, reed. Roma e Bari, Laterza (“Economica Laterza”), 2023
Sylvie Anne Goldberg a cura di, Histoire juive de la France, Paris, Albin Michel, 2023, p. 188

Note Biografiche

Pierre Savy è nato il 19 aprile 1975 a Parigi. Ex allievo della École normale supérieure, “agrégé” di storia, dottore di ricerca di storia medievale e ex membro della École française de Rome (Roma), è dal 2005 professore associato di storia all’università Gustave Eiffel (Francia). Dal 2016 al 2022 è stato direttore degli studi per il Medioevo all’Ecole française de Rome. Le sue ricerche riguardono la storia degli ebrei italiani e francesi nel Rinascimento. Nel 2025 uscirà in Italia un suo libro dal titolo Principi ed ebrei nell’Italia del Rinascimento.

Laura Quercioli Mincer

Abstract

Ebrei in Europa Orientale: storia, lingua, letteratura, musica

L’incontro sarà indicativamente suddiviso in tre parti, di cui la prima riassumerà la presenza ebraica in Europa orientale dal 1.100 in poi, la seconda sarà dedicata alla lingua di esso caratteristica, lo yiddish, la terza riguarderà la letteratura e la musica.

Materiale

N/A

Bibliografia

Atlante di storia ebraica                     Martin Gilbert

Breve storia dello yiddish                  Chone Shmeruk

La lingua senza frontiere                   Anna Linda Callow

Le mie canzoni                                    Mordechai Gebirtig

Antonella Salomoni, LA SHOAH NELL’EUROPA ORIENTALE: TESTI, IMMAGINI, LUOGHI. UNA RIFLESSIONE E UN PROGETTO

https://www.novecento.org/la-didattica-della-shoah/la-shoah-nelleuropa-orientale-testi-immagini-luoghi-una-riflessione-e-un-progetto-6369/

Note Biografiche

Laura Quercioli Mincer è professoressa di Letteratura e cultura polacca presso l’Università di Genova. Si occupa di cultura ebraico-polacca e di forme di trasmissione della memoria in letteratura e nelle arti figurative. Fra le sue ultime pubblicazioni il volume collettaneo Arte visiva, luogo e memoria. Testimonianza e radicamento (2022) e A testimoni il cielo e la terra. Arte, nazione e memoria in Polonia e in Germania – 2002-2020 (2023, entrambi pubblicati dalla Genova University Press). Dal 2010 è editor de «La Rassegna Mensile di Israel», dal 2022 presidente dell’Associazione Italiana Polonisti – AIP.

Elèna Mortara

Abstract

Gli ebrei negli Stati Uniti: storia e letteratura

Gli Stati Uniti sono il porto in cui, dalla fine dell’800 e nel corso del ’900, è venuta a concentrarsi una consistente parte della diaspora ebraica, ed è la ricchissima articolazione della letteratura prodotta da questa importante minoranza nel paese che è riuscita a dar voce e visibilità a molte delle istanze del mondo ebraico moderno. Quello che verrà presentato sarà un sintetico profilo storico sulla presenza ebraico-americana dalle origini fino ai nostri giorni, con contemporanea sintetica indicazione dello straordinario sviluppo letterario prodottosi nei secoli e dei momenti-chiave del contributo ebraico alla definizione di sé degli Stati Uniti. In questo contesto, ci si interrogherà anche sulla possibile origine del concetto di “Identità in bilico”, provocatoria definizione che dà il titolo a questo corso di formazione su ebrei ed ebraismo nell’età contemporanea. Particolare attenzione verrà dedicata agli importanti sviluppi riguardanti la condizione e il ruolo della presenza ebraica negli Stati Uniti nella seconda metà del ‘900 e ai mutamenti avvenuti in questi anni del nuovo millennio.

Materiale

N/A

Bibliografia

Diner, Hasia R., The Jews of the United States, 1654 to 2000, Oakland, CA, University of California Press, 2004

Glazer, Nathan, e D. P. Moynihan, Beyond the Melting Pot, MIT-Harvard University Presses, 1963

Mortara, Elèna, Letteratura ebraico-americana dalle origini alla shoà, Roma, Litos, 2006

Mortara, Elèna, “I Nobel a Saul Bellow e Isaac Bashevis Singer: l’epoca d’oro della letteratura ebraico-americana”, Letteratura d’America, Angloamericana n. 189, anno XLII, Roma, Bulzoni, 2022, pp. 27-84

Sarna, Jonathan D., American Judaism: A History, New Haven, Yale University Press, 2019

Note Biografiche

Elèna Mortara, critica e storica letteraria, è una studiosa della letteratura degli Stati Uniti e di quella ebraico-americana. Già Fulbright Visiting Scholar presso la Columbia University di New York e la Brandeis University di Waltham, Mass., è stata dapprima docente di Lingua e letteratura inglese nei licei, per molti anni presso il Liceo scientifico “M. Malpighi” di Roma, e poi docente di Letteratura Angloamericana all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Ha scritto un libro sulla letteratura ebraico-americana dalle origini alla Shoà e numerosissimi saggi sui principali esponenti di questo filone letterario nel ‘900, molti dei quali, da Henry Roth ad Isaac Bashevis Singer, a Saul Bellow, Bernard Malamud e Philip Roth, da lei incontrati personalmente. Ha tra l’altro curato il primo volume dei Meridiani Mondadori dedicato alla narrativa di Philip Roth e pubblicato l’ultima intervista dello scrittore, registrazione di un incontro con lui a New York nel dicembre 2017. È traduttrice del filosofo Abraham J. Heschel e co-curatrice con Laura Quercioli Mincer di due volumi sulla letteratura e il mondo yiddish. Nel 2016 ha vinto il premio europeo “American Studies Network Book Prize” per il suo libro Writing for Justice (2015), sullo scrittore di teatro ed esule afroamericano francofono Victor Séjour, il caso di Edgardo Mortara e “l’età delle Emancipazioni transatlantiche”. Ha fatto parte del Comitato scientifico del Centro Romano di Studi sull’Ebraismo (CeRSE) dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Attualmente, oltre che nel Collegio docenti del Dottorato di Studi Comparati dell’Università di Roma “Tor Vergata”, è nei Comitati scientifici della “Rassegna Mensile di Israel” e della Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano, e nel Direttivo della Associazione Italiana Amici dell’Università di Gerusalemme.

Claudio Vercelli

Abstract

Il Novecento ebraico: aspetti e temi di fondo

Quali sono i tratti prevanti della presenza ebraica nel Novecento? Su quali assi di riflessione va orientata l’indagine per definire i caratteri sociodemografici, e quindi gli aspetti culturali, dell’evoluzione del pluralismo di identità, dentro le comunità ebraiche europee, statunitensi, maghrebine e poi, soprattutto, israeliane? Come tutto ciò ci dice che, dal primi anni del secolo trascorso, ad oggi, molto – se non tutto – è cambiato? Una visione d’insieme, più che mai si impone non per stabilire un unico criterio di interpretazione bensì per sciogliere, una volta per sempre, il falso convincimento che l’ebrasimo corrisponda ad una sorta di inesistente monismo. Pertanto, la compresione dei processi storici del Novecento, è strategica per capire, ad oggi, cosa impilchi il dichiararsi (e come tale sentirsi) “ebrei”. A prescindere dal tempo e dalla storia medesima.

Materiale

Diaspora, identità, sovranità, ricomposizione e pluralismo. Cinque concetti su cui ragionare per comprendere il Novecento ebraico_Vercelli 6 marzo 2024

Bibliografia

Hannah Arendt, Ebraismo e modernità, Feltrinelli, Milano 2003 e successive edizioni.

Georges Bensoussan, Israele, un nome eterno. Lo Stato di Israele, il sionismo e lo sterminio degli ebrei 1933-2007, Utet, Torino 2009.

Shmuel N. Eisenstadt Civiltà ebraica. L’esperienza storica degli Ebrei in una prospettiva comparata, Donzelli, Roma 1993.

Anna Foa, Ebrei in Europa. Dalla peste nera all’emancipazione, Laterza, Roma-Bari 2001.

Vasilij Grossman, Vita e destino, Adelphi. Milano 2008 e successive edizioni.

Dante Lattes, Aspetti e problemi dell’ebraismo, edizione a cura dell’UCEI, Carucci, Roma 1980.

Dante Lattes Apologia dell’ebraismo, La Ziza, Palermo 2011.

Attilio Milano, Storia degli ebrei in Italia, Einaudi, Torino 1963 e successive edizioni.

Aviezer Ravitzky, La fine svelata e lo Stato degli ebrei. Messianismo, sionismo e radicalismo religioso in Israele, Marietti 1820, Bologna 2007.

Claudio Vercelli, Israele. Storia dello Stato, Giuntina, Firenze 2023.

Michael Walzer, Esodo e rivoluzione, Feltrinelli, Milano 2004 e successive edizioni.

Note Biografiche

Claudio Vercelli (1964) è storico contemporaneista e pubblicista. Ha svolto attività didattica all’Università Cattolica di Milano e attività di ricerca presso l’Istituto di Studi Storici “G. Salvemini” e il Centro Studi “Piero Gobetti” di Torino. Attualmente insegna, tra gli altri, presso la Limec-SSML, Istituto universitario per mediatori linguistici di Milano. Si occupa di storia del Novecento e delle culture politiche, con particolare riguardo alla Shoah e alla deportazione. Tra le sue ultime pubblicazioni si segnalano: Israele. Una storia in 10 quadri, Laterza, 2022; Neofascismo in grigio. La destra radicale tra l’Italia e l’Europa, Einaudi, 2021; Frontiere contese a Nord Est. L’Alto Adriatico. le foibe e l’esodo giuliano-dalmata, Edizioni del Capricorno, 2020; Storia del conflitto israelo-palestinese, nuova ediz. Laterza, 2020; L’anno fatale. 1919: da Piazza San Sepolcro a Fiume, Edizioni del Capricorno, 2019; Soldati. Storia dell’esercito italiano, Laterza, 2019; Israele: 70 anni. Nascita di una nazione, Edizioni del Capricorno, 2018; Neofascismi, Edizioni del Capricorno, 2018; Il negazionismo. Storia di una menzogna, Laterza, 2013. Per l’anno corrente pubblicherà dall’editore Bollati Boringhieri di Torino un volume sull’impatto degli eventi del 7 ottobre 2023 in Israele e presso l’editore Carocci di Roma una Storia del sionismo.

Stefania Buccioli

Abstract

1. Donne intellettuali in Italia e l’impegno sociale, culturale, politico: Angelica Balabanoff; Anna Kuliscioff; Margherita Sarfatti
 
2. Donne intellettuali e la matrice ebraica come assoluta libertà di pensiero e di azione: Sabine Spielrein; Anna Freud; Tamara de Łempicka

Ho scelto di dedicare quest’anno le mie due relazioni proprio alle donne, a queste donne in particolare, tra le molte in realtà che, avendo una matrice ebraica, si sono espresse in modo significativo, lasciando un segno forte sul ‘900; ho scelto di occuparmi di loro in quanto dobbiamo a ciascuna di queste intellettuali una svolta importante in ognuno degli ambiti in cui operarono.
Riflettendo sulla possibile “spendibilità” in classe delle mie relazioni, con il supporto delle slide preparate, ho pensato che i colleghi partecipanti al Corso potessero avere così a disposizione del materiale per qualche approfondimento, che fosse in ogni caso coerente con i contenuti dei diversi programmi da svolgere con i ragazzi, magari provocando la loro curiosità, un loro maggior interesse per alcuni momenti della Storia, della Filosofia e della Storia dell’Arte, ma anche, in certo qual modo, delle Scienze. E poi, certamente, ci tenevo a sottolineare la specificità di un femminile ebraico che, proprio in quanto tale, ha trovato una grande libertà di espressione, per tutte loro “rivoluzionaria”, in un tempo nel quale – a cavallo tra ‘800 e ‘900 – l’affermazione delle donne, anche se coltissime, autonome e indipendenti, era davvero molto difficile.
Ho voluto curare particolarmente la bibliografia di supporto perché, in ogni caso, i volumi suggeriti meritano di essere letti in quanto ci raccontano del loro coraggio, della forza, della determinazione e dell’intelligenza di figure molto speciali, esempio ancora oggi di un “femminismo” non superficiale o d’immagine, ma dei fatti concreti, e non solo delle parole.

Materiale

BUCCIOLI – Un’identità in bilico 2024 – Kuliscioff Balabanoff e Sarfatti 2024

BUCCIOLI – Un’identità in bilico 2024 – Spielrein A. Freud T. de Lempicka

Bibliografia

BUCCIOLI – Abstract, CV e Bibliografia ragionata 2024

Stefania Buccioli ha insegnato per più di trent’anni Filosofia e Storia nei Licei, per la maggior parte presso il Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma dove, nel corso degli anni, ha ricoperto anche il ruolo di vice Rettore, responsabile della maxi sperimentazione del Liceo classico europeo, responsabile dell’attuazione del POF, della formazione docenti, di tutte le attività dedicate alla Memoria, compresa la progettazione e l’organizzazione dei viaggi di istruzione a Berlino e Sachsenhausen, Praga e Terezin, Vienna e Mauthausen, delle attività di formazione storico-filosofica e civile degli studenti, con la progettazione e l’organizzazione di convegni e incontri con autorevoli figure istituzionali e del mondo della cultura.
E’ da molti anni nel Direttivo della sezione romana della Società Filosofica Italiana, della quale è stata vicepresidente per tre mandati.
Ha frequentato il 1°Corso di Formazione organizzato dal MIUR presso lo Yad Vashem a Gerusalemme. Ha frequentato a Parigi l’Université d’été presso il Mémorial de la Shoah e il successivo Corso di II livello organizzato a Berlino dallo stesso Mémorial con le Istituzioni tedesche che si occupano di Memoria della Shoah.
Ha frequentato il Master internazionale di II livello in Didattica della Shoah dell’Università RomaTre, diretto dal prof. David Meghnagi.
Ha lavorato per dieci anni all’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma, curando l’Ufficio Progetti Speciali e dedicandosi, tra gli altri, in particolare alla progettazione e all’organizzazione dei Progetti di Roma Capitale dedicati alla Memoria, in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah ed il prof. Marcello Pezzetti – compresi i diversi Viaggi della Memoria guidati dai Sindaci di Roma – e a quelli dedicati alla Filosofia (in collaborazione con le Facoltà di Filosofia dell’Università RomaTre e della Sapienza) rivolti ai docenti e agli studenti delle scuole secondarie della città. Per questi stessi Progetti si è occupata della cura delle Mostre (per le centinaia di prodotti realizzati dagli studenti delle scuole partecipanti) e delle pubblicazioni ad essi dedicate.

Maria Vittoria Barbarulo

Abstract

Dall’aurora imperiale all’alte Judenrampe. Ricordo di Ciro Ravenna nell’ottantesimo anniversario del suo arresto

Le persone muoiono realmente nel momento in cui ne viene meno il ricordo e, infatti, nella tradizione ebraica il ricordo di chi non è più tra noi è una benedizione per noi: questo è il principio ispiratore dell’intervento dedicato al professor Ciro Ravenna nel centenario dell’avvio del suo rapporto di collaborazione con l’Università di Pisa, con l’assegnazione della cattedra di Chimica agraria nel 1923, e nell’ottantesimo anniversario del suo arresto, il 15 novembre 1943 a Ferrara.
L’intervento si propone, in particolare, di illustrare alcuni aspetti del lavoro del professor Ravenna, relativi al periodo tra il 1933 e il 1943.
Nel decennio in esame il professore è impegnato, tra le attività coerenti con il suo autorevole e imponente curriculum, nella preparazione di due apprezzati testi di Chimica pedologica e di Chimica agraria, quarto volume dell’ampio progetto dell’Enciclopedia agraria, pubblicati rispettivamente da Zanichelli e UTET. Sono gli anni dell’aurora dell’Impero, salutata con “fervore patriottico dai Chimici italiani”, e tuttavia sono anche gli anni delle famigerate Leggi razziali del 1938 che polverizzano la carriera accademica del professor Ravenna, limitandone l’insegnamento della Chimica alla Scuola ebraica di Ferrara e, successivamente, nei corsi universitari organizzati all’Istituto israelitico di via Eupili a Milano.
Ciro Ravenna viene arrestato nella sua Ferrara in una retata, a seguito di un attentato, deportato nel campo di sterminio di Auschwitz e lì ucciso sull’alte Judenrampe il giorno del suo arrivo, il 26 febbraio 1944.

Materiale

N/A

Bibliografia

ALBINI Angelo e Paola VITA FINZI, Una storia poco nota: le Leggi razziali e la chimica in Rendiconti dell’Istituto lombardo. Accademia di scienze e lettere, 145, pp. 87-95, 2011.

BARBARULO Maria Vittoria e Franco CALASCIBETTA, Per la purezza della cattedra – Le Leggi antiebraiche del ’38 e le vicende di cinque professori universitari chimici di religione ebraica, in Rendiconti Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL Memorie di Scienze Fisiche e Naturali 137°, Vol. XLIII, Parte II, Tomo I, pp. 21-36, 2019.

DI MEO Antonio, I chimici ebrei e le Leggi razziali del 1938: l’Università e oltre in Accademia Nazionale delle Scienze – Scritti e documenti XLII, Atti del Convegno” Le leggi antiebraiche del 1938, le società scientifiche e la scuola in Italia”, pp. 287-319, 2009.

FINZI Roberto, L’Università italiana e le leggi antiebraiche, ed. Riuniti, 2003

PIPERNO BEER Giuliana e ANTONUCCI Silvia Haia, Sapere ed essere nella Roma razzista. Gli ebrei nella scuola e nell’Università (1938/43), ed. Gangemi, 2015

SARFATTI Michele, La Shoah in Italia, ed. Einaudi, 2005

Note Biografiche

Maria Vittoria Barbarulo, chimico e dottore di ricerca in Scienze chimiche all’Università di Roma La Sapienza, è docente al Liceo classico Montale da oltre venti anni. Nella scuola è referente di progetti di rilievo, tra cui si segnalano Il Laboratorio pomeridiano di Chimica e il progetto Memorie, in collaborazione con il Centro di documentazione ebraica contemporanea – CDEC per la memoria della Shoah. Da alcuni anni è appassionata studiosa di Storia della Chimica, ha tenuto molti seminari e incontri dedicati alla chimica di Primo Levi, in diversi licei romani e nel Dipartimento di Chimica dell’Università di Roma La Sapienza, e scritto articoli dedicati sia a Primo Levi sia a Fritz Haber sia ai riflessi delle leggi antiebraiche nelle Facoltà universitarie di Scienze matematiche, fisiche e naturali – SMFN. Recentemente, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino ha partecipato alla realizzazione della nuova edizione commentata per i licei de Il sistema periodico, pubblicato da Mondadori Education – Einaudi Scuola.

Emanuela Ferreri

Abstract

Émile Durkheim; Claude Lévi-Strauss. La sociologia e l’antropologia: dentro e fuori la modernità

L’intervento mira a delineare nei due casi: il profilo dello studioso; il contesto storico culturale della esperienza intellettuale; l’opera scientifica. Si tratta infatti di due giganti del pensiero sociologico ed antropologico del secolo scorso. L’origine familiare e più ancora l’identificazione pubblica come intellettuali ebrei, ha giocato un ruolo importante nelle vite e nelle carriere perfino loro malgrado. La formulazione dei paradigmi scientifici di cui si tratta, è profondamente legata dal primo, il sociologo, al secondo, l’antropologo, costituendo fondamento cruciale ed eredità ineludibile nel pensiero scientifico contemporaneo. Dalle forme elementari della vita religiosa (1912) a le strutture elementari della parentela (1948).

Nella Parigi del caso Dreyfus (1898), Émile Durkheim, titolare della prima cattedra di sociologia istituita in Francia, è tra i più celebri intellettuali di fede repubblicana impegnati nella causa sociale. “La sociologia di Durkheim, più di ogni altra cosa, cominciò a dare un senso agli avvenimenti che turbinavano intorno a lui: il pesante silenzio durante la degradazione di Dreyfus, sulla piazza d’armi, la forza d’urto di Zola alla tribuna del palazzo di giustizia, le ondate di isterismo collettivo che attraversavano la Francia, ora in una direzione, ora nell’altra. Durkheim penetrò questi avvenimenti con una visione della natura della società…” (R. Collins e M. Makowsky, 1972, Storia delle teorie sociologiche).

Claude Lévi-Strauss nasce a Bruxelles nel 1908. Compiuti gli studi secondari e superiori a Parigi, insegna filosofia in diversi licei di provincia. Membro della missione universitaria in Brasile e professore all’Università di San Paolo dal 1935 al 1938, effettua molte missioni etnografiche nel Mato Grosso e poi in Amazzonia. Rientrato in Francia, riesce dopo l’armistizio nel 1940 a fuggire negli Stati Uniti, dove insegna e lavora fino al ritorno in Europa nel 1948. Considerato l’antropologo più famoso dell’epoca contemporanea, è morto nel 2009 all’età di 101 anni, avendo continuato a lavorare lucidamente fino all’ultimo, per far comprendere a chiunque come: “la distanza tra le società cosiddette evolute e complesse e quelle a torto chiamate primitive ed arcaiche è minore di quanto non si creda. Il lontano illumina il vicino, ma anche il vicino può illuminare il lontano…” (Lévi-Strauss, 2013, Siamo tutti cannibali, raccolta postuma di saggi).

Materiale

SOCIOLOGIANTROPOLOGIAEF(2024)

Bibliografia

  • R. Collins e M. Makowsky, Storia delle teorie sociologiche (1972)
  • P. Bonte e M. Izard, Dizionario di antropologia e etnologia, Einaudi (1991)
  • E Durkheim, Le forme elementari della vita religiosa (1912)
  • E. Durkheim, L’individualismo e gli intellettuali (testo n. 10 del volume)
  • E. Durkheim, Il dualismo della natura umana e le sue condizioni sociali (testo n. 15
    del volume)
  • C. Lévi-Strauss, Le strutture elementari della parentela (1948).
  • C. Lévi-Strauss, Siamo tutti cannibali, raccolta postuma di saggi (2013).
  • C. Lévi-Strauss, Tristi Tropici, Saggiatore (1982)
  • C. Lévi-Strauss, Prefazione a: L’Identità, Sellerio (1966)

Note Biografiche

Emanuela Ferreri. Sociologa esperta di antropologia, lavora da ventotto anni nella ricerca e progettazione, formazione e didattica. Da quattordici anni è ricercatrice e docente universitaria a contratto. Laurea (1992) e Dottorato di ricerca (2012) alla Sapienza, Università di Roma, è abilitata in Sociologia generale (ASN 14/C1 Fascia II SPS07, dal 2018). Fa parte del Consiglio scientifico della Sezione AIS, Sociologia dell’Immaginario e fa parte dello Steering Committee del Research Interest Group “1H1P”, One Humanity One People. Interdisciplinary Research Planning, sul tema “Perspectives on Environment, Social Justice and the Media in the Age of the Anthropocene”. Fa parte dell’ass.ne Nuova Accademia che da anni unisce professori e studiosi di diverse discipline, con percorsi di vita e di studio tra loro diversi, che condividono il desiderio di esplorare nuovi sentieri di ricerca e confronto.

Carlo Spartaco Capogreco

Abstract

I campi provinciali della RSI e il campo di Fossoli

La lezione prende in considerazione la storia e la memoria dell’internamento ebraico fascista avutosi durante la Seconda guerra mondiale (sia in campi di concentramento che in località di internamento), seguendolo attraverso lo spartiacque dell’8 settembre 1943, che, di fatto, trasformò quel provvedimento da misura cautelare e “di guerra” a misura sostanzialmente legata alla Shoah ed alla deportazione degli ebrei dall’Italia.

Materiale

N/A

Bibliografia

K. Voigt, Il Rifugio precario, 2 Voll., La Nuova Italia, Firenze 1993, 1996 (Ediz. orig. Stuttgart 1989,1993);

C.S. Capogreco, I campi del duce, Einaudi, Torino 2004;

M. Eisenstein, L’internata numero 6, Edizione critica, Mimesis, Milano-Udine 2014 (ediz. orig. Roma 1944);

Note Biografiche

Carlo Spartaco Capogreco è Professore ordinario di Storia contemporanea all’Università della Calabria e Consigliere scientifico della Fondazione CDEC e del Coordinamento nazionale Paesaggi della Memoria.
E’ uno studioso di storia politica e culturale dell’Italia e dell’Europa nel XX Secolo, esperto di antisemitismo e di totalitarismi, della storia dell’internamento civile fascista, della Seconda guerra mondiale e della Shoah nella Penisola. Su questi temi ha pubblicato molti saggi e monografie ed ha organizzato importanti convegni internazionali. Si è anche occupato di storia della Resistenza, dell’intreccio tra storia e memoria e di problematiche relative alla didattica e all’uso pubblico della storia. In quest’ultimo ambito, particolare attenzione ha dedicato allo studio delle culture e delle politiche della memoria nell’Italia repubblicana e al tema dei “luoghi della memoria” della Seconda guerra mondiale.
Il suo testo più noto è I campi del duce. L’internamento civile nell’Italia fascista 1940-43, Einaudi, Torino 2004, pubblicato anche in lingua inglese col titolo Mussolini’s Camps. Civilian Internment in fascist Italy, Routledge, London-New York 2019.

Liliana Picciotto

Abstract

  1. Deportazione e salvezza sul territorio italiano
  2. Resistenti ebrei in Italia, la ricerca e le persone

N/A

Materiale

N/A

Bibliografia

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Note Biografiche

Liliana Picciotto è storica della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC).
E’ autrice dell’opera di base sulla Shoah in Italia: Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia 1943-1945 (Mursia, Milano 1991, 2002), di L’alba ci colse come un tradimento. Gli ebrei nel campo di Fossoli 1943-1944, Mondadori, Milano 2010 e di altri numerosi libri e articoli scientifici.
La sua ultima ricerca, pubblicata con il titolo Salvarsi. Gli ebrei d’Italia sfuggiti alla Shoah 1943-1945 (Einaudi, Torino 2017) è stato riconosciuto miglior libro di storia contemporanea dell’anno dalla prestigiosa Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCO).
Picciotto fa parte della direzione della rivista “La Rassegna mensile di Israel” ed è membro del comitato tecnico-scientifico della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la creazione del padiglione italiano del museo di Auschwitz.
E’ coautrice dei film documentari diretti da Ruggero Gabbai: Memoria; Gli ebrei di Fossoli; L’ultimo viaggio. Rodi-Auschwitz; La razzia-Roma 16 ottobre 1943, che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali.
Nel 2023 è stata insignita del titolo di Cavaliera all’Ordine della Repubblica e di Commendatrice all’Ordine della Repubblica.

Donatella Schürzel

Abstract

Gli ebrei nella Venezia Giulia e nell’Adriatico orientale: convivenza e condivisione

Tante località della Venezia Giulia e della Dalmazia, oltre le ben note
Gorizia, Trieste, Spalato, sono state luogo d’insediamento di comunità ebraiche che hanno contribuito allo sviluppo culturale, economico ed artistico dell’Adriatico orientale. Commistioni e reciproche influenze hanno stretto i rapporti tra italianità autoctona e presenza ebraica, la quale avrebbe poi aderito al processo risorgimentale vedendo tra l’altro nello Statuto Albertino e nella monarchia sabauda maggiori libertà rispetto alle legislazioni della “cattolicissima” Austria. Le leggi razziali fasciste e le deportazioni verso i campi di concentramento nazisti ridurranno ai minimi termini una componente importante del tessuto sociale giuliano-dalmata da cui erano emersi artisti, scrittori e intellettuali e in generale un mondo di eccellenza nell’Adriatico orientale.

Materiale

N/A

Note Biografiche e Bibliografia

Dottore Scientifico di ricerca (PhD Europaeus) in Storia dell’Europa (Università La Sapienza) svolge attività di ricerca presso SSF di Roma. Docente di Master di I livello presso Università Cusano. Vice Presidente nazionale dell’ANVGD, organizzatrice di eventi culturali, convegni e mostre di alto valore scientifico, nominata nel 2014 Cavaliere della Repubblica (per tutela e diffusione della cultura e lingua italiana dell’Adriatico orientale). Componente del Tavolo di lavoro del MIM sul Confine orientale da molti anni ha orientato i suoi studi sulla Storia del confine orientale, sulla Storia della letteratura dell’Adriatico orientale, sulla figura e l’opera di Dante Alighieri e sulla cultura e società ebraica nel mondo giuliano-dalmata.

Ha pubblicato opere scientifiche e divulgative, tra cui:

Paesaggi istriani nella narrativa di Giani Stuparich, in Fiume, giugno 2003; Dante, la Divina Commedia e l’Istria: i luoghi e il canto dell’esilio, in www.anvgd.it, 2005;

L’Istria e il De vulgari eloquentia, in www.anvgd.it, 2005 L’esodo nelle lettere nelle terre adriatiche: nostalgie e speranze, in Archivio per la Storia Postale comunicazioni e società, n.28-29, Villa del Conte (Padova) 2008.

Autrice di saggi monografici, cataloghi e contributi in Atti di convegni e Collectanea, tra cui:

Prosa d’arte e introspezione in Fede e Bellezza di Niccolò Tommaseo, Venezia 2014; Umanesimi a confronto. Il Rinascimento sulle due sponde adriatiche, Roma 2014;

Esotismo a Trieste nella letteratura in Orienti, Roma 2016;

L’arte dell’Adriatico orientale a Roma e nel Lazio dal V secolo ad oggi, Roma 2019, vincitore del «Premio Letterario Tanzella» 2020;

Fermento culturale, artisti e rivoluzionari a Fiume tra le due guerre in La città di vita cento anni dopo. Fiume, D’Annunzio e il lungo novecento adriatico, Milano 2020;

Rovigno d’Istria. Dalla seconda metà dell’Ottocento alla fine della Grande Guerra in Fiume. Rivista di Studi Adriatici, n.43, Roma 2021;

Rovigno dalla fine della Grande Guerra alla fine del secondo conflitto mondiale (1918-1945 in Fiume. Rivista di Studi Adriatici, n.44, Roma 2021;

La “Città della memoria” nell’opera letteraria di Paolo Santarcangeli ed Enrico Burich, in Flumen Fiume Rijeka. Crocevia interculturale d’Europa, Quaderni del Cerm, n.2, Milano 2021;

Giuseppina Martinuzzi e Aurea Timeus, due donne istriane tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento in Variazioni geoculturali europee per «Quaderni del Dottorato di Storia dell’Europa», Roma 2021;

La pubblicistica della Diaspora Dalmata in Storia della letteratura dalmata italiana per Biblioteca della «Rivista di Letteratura Italiana», Pisa·Roma 2022;

Direttrici mediterranee, rive da cui partire e a cui tornare tra diciannovesimo e ventesimo secolo: il porto di Pola in La Questione Mediterraneo. Tradizioni, cambiamenti, prospettive, Atti Student Conference Dottorato di Ricerca in Scienze politiche, Messina 2023;

Nelida Milani: Contropotere della cultura italiana del secondo novecento in Contronarrazioni. Il racconto del potere nella modernità letteraria, Atti del XXII Convegno Internazionale della MOD, Pisa 2023;

Capacità sensibile, metafora e potere politico della memoria in Dante in Dante Adriaticus, Atti Convegni di studi internazionali, Sestri Levante (Genova) 2023;

Mondo ebraico, intellettuale e culturale a Gorizia tra fine Ottocento e primo trentennio del novecento: convivenza e condivisione in Da santa e maledetta a Capitale europea della cultura 2025 – Gorizia tra confini, autonomia e cooperazione transfrontaliera, Atti in corso di stampa.

Altre pubblicazioni possono essere visionabili sul catalogo Iris. Nel febbraio 2023 ad Assisi, le è stato conferito il “Premio Dignità Giuliano_Dalmata nel Mondo”. La motivazione letta dalla sindaca di Assisi: “Testimone esemplare della dignità del popolo istriano, fiumano e dalmata che ha basato la propria battaglia contro l’inclemenza della storia sulla fedeltà alle proprie origini italiane, sullo spirito di sacrificio nella vita e nel lavoro e sulla forza di emergere dalla sofferenza per l’ingiustizia subita”.

Ariel Di Porto

Abstract

Il ciclo della vita

Nell’incontro verranno presentati i momenti principali nella vita ebraica, la nascita, la circoncisione, il riscatto del primogenito, la maggiorità religiosa, il matrimonio, la morte e i riti funebri.

Materiale

N/A

Bibliografia

AA.VV., Le basi dell’ebraismo, Morasha
AA.VV. , Regole ebraiche di lutto, Litos
Scheda sul ciclo della vita a cura di Cei-Ucei https://unedi.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/32/2023/03/15/8-Il-ciclo-della-vita.pdf
Elio Toaff, Il ciclo della vita, il matrimonio -la nascita dei figli, disponibile sul sito Torah.it
S. Sabar, gli oggetti raccontano: il ciclo della vita e i suoi rituali, consultabile sulla pagina academia.edu dell’autore

Note Biografiche

Nato a Roma nel 1978, sposato con due figli. Laureato in filosofia, ha conseguito il titolo Rabbinico superiore nel 2008. E’ stato officiante, insegnante e direttore dell’Ufficio Rabbinico presso la comunità di Roma sino al 2014. Dal 2014 al 2022 è stato rabbino capo di Torino. Dal 2022 dirige la sinagoga Bet shalom di Roma, Insegna cultura ebraica presso il liceo Renzo Levi e fa parte del tribunale Rabbinico. Inoltre è membro del Consiglio dell’Assemblea rabbinica italiana e della Consulta rabbinica dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. E’ coautore di alcuni volumi di introduzione all’ebraismo e autore di numerosi articoli scientifici e divulgativi su vari aspetti della cultura ebraica, oltre ad essere attivo nell’ambito del dialogo interreligioso.

Gianfranco David Di Segni

Abstract

Il Talmud

La cultura ebraica ha prodotto nel corso dei millenni due grandi opere che si ergono sopra tutte le altre: la Bibbia e il Talmud. La Bibbia è diventata patrimonio universale, tradotta in centinaia di lingue e considerata sacra da miliardi di persone. Il Talmud è rimasto invece confinato all’interno del popolo ebraico. Per molti aspetti è il Talmud, più che la Bibbia, l’opera che maggiormente caratterizza la cultura ebraica, quella che ha forgiato gli ebrei lungo gli ultimi due millenni. Si tratta di un testo con una sua struttura particolare, che affronta temi religiosi, giuridici, morali, esegetici e molti altri ancora, fra cui argomenti che oggi definiremmo scientifici, come quelli di carattere astronomico, medico, botanico e zoologico. Nel corso della lezione verrà descritto cosa è il Talmud, come è nato, come è strutturato, cosa contiene e la storia della sua pubblicazione. Verranno anche presentate alcune letture esemplari.

Materiale

N/A

Bibliografia

1) Adin Steinsaltz, Cos’è il Talmùd, Firenze, Giuntina, 2004
2) G. Stemberger, Il Talmud. Introduzione, testi, commenti, Bologna, EDB-Edizioni Dehoniane Bologna, 1989
3) Harry Freedman, Storia del Talmud, Bollati Boringheri
4) Il Talmud in edizione italiana, trattati vari: Berakhòt, Rosh haShanà, Sukkà, Betzà, Ta’anìt, Meghillà, Mo’èd Qatàn, Chaghigà, Qiddushìn, Giuntina dal 2016 in poi (in corso).

Note Biografiche

Gianfranco David Di Segni è nato a Roma nel 1954. Ha studiato all’Accademia talmudica (Yeshivà) di Strasburgo e al Collegio Rabbinico Italiano (CRI) di Roma, dove ha conseguito il titolo rabbinico nel 1999. È stato coordinatore del CRI dal 2008 al 2018. In questo istituto è docente di Talmud e Halakhà dal 1992 a oggi. Si è laureato in Biologia molecolare all’Università Ebraica di Gerusalemme, conseguendo il titolo di Bachelor of Science nel 1977 e di Master of Science nel 1979. Ha ottenuto il Dottorato di ricerca in Genetica medica nel 1990 presso l’Università La Sapienza di Roma. È stato visiting scientist per due anni (1987 e 1988) alla University of Washington, Seattle, USA. È primo ricercatore associato presso l’Istituto di Biologia Cellulare del CNR, Roma. Ha pubblicato numerosi articoli su argomenti scientifici ed ebraici in libri e riviste specialistiche e divulgative. È coordinatore della nuova edizione italiana della Mishnà, di cui ha curato il primo trattato, Berakhòt, e coordinatore della traduzione del Talmud babilonese in italiano, di cui ha curato i trattati Berakhòt e Betzà. Dal 2014 è direttore della Rassegna Mensile di Israel.

Valerio Di Porto

Abstract

Due modi diversi di vivere la Camera dei deputati: Aldo e Carlo Finzi

La lezione intende offrire qualche spunto sulla partecipazione degli ebrei alla vita parlamentare nel Regno d’Italia, dall’Emancipazione fino al 1943, con uno specifico focus sul periodo fascista, attraverso le biografie di due personaggi che frequentarono la Camera da posizioni diverse: Aldo Finzi, deputato e Sottosegretario al ministero dell’Interno, e Carlo Finzi, funzionario della Camera, autore di un importante testo sull’autonomia parlamentare.

Materiale

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Bibliografia

Renzo De Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Torino, Einaudi, 1961

Valerio Di Porto, Deputato e duellante: Aldo Finzi nei resoconti parlamentari e nelle carte dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma, in “Zakhor”, n. 4/2020-2021 (PDF)

Paolo Evangelisti, Contributo per uno studio della classe dirigente nel periodo fascista, nella rivista “Le carte e la storia”, n. 2/2004 (PDF)

Eduardo Gianfrancesco, Parlamento e regolamenti parlamentari in epoca fascista, in “Osservatorio sulle fonti”, n. 2/2008 (PDF)

In ricordo di Carlo Finzi, giurista della Camera e vittima della Shoah (prefazione di Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei deputati;

Valerio Di Porto, Carlo Finzi: frammenti di una vita infranta nelle carte d’archivio, p. 9-39; Documenti e fotografie. In allegato: ristampa del volume pubblicato da Carlo Finzi nel 1934, L’autonomia amministrativa ed economica delle Assemblee legislative) (bozza in PDF)

Vincenzo Longi, Carlo Finzi, studioso delle istituzioni parlamentari, in “Bollettino di informazioni costituzionali e parlamentari”, 1983, n. 1 (PDF)

Gadi Luzzatto Voghera, Per uno studio sulla presenza e attività di parlamentari ebrei in Italia e in Europa, in “Rassegna mensile di Israel”, 2003 (PDF)

Mario Pacelli e Giorgio Giovannetti, Interno Montecitorio, Giappichelli, Torino, 2020

Mario Toscano (a cura di), L’abrogazione delle leggi razziali in Italia (1943-1988). Reintegrazione dei diritti dei cittadini e ritorno ai valori del Risorgimento. Il volume è stato riprodotto in copia anastatica, unitamente agli atti del convegno di presentazione (PDF)

Note Biografiche

Valerio Di Porto (Roma, 1963) è stato per quasi trenta anni (1988-2018) consigliere parlamentare della Camera dei deputati. È attualmente consigliere giuridico del Ministro per gli affari regionali e le autonomie. Svolge attività didattica, pubblicistica e di ricerca.
Dal mese di febbraio 2018 è affiliato all’Istituto Dirpolis della Scuola Superiore di Studi universitari e di Perfezionamento Sant’Anna di Pisa.
È componente dei comitati scientifici della collana “Studi pisani sul Parlamento”, del corso di perfezionamento in drafting legislativo della Luiss School of Law, dell’Osservatorio AIR e dell’associazione Eunomia.
È autore, da solo o in collaborazione con altri studiosi, di diverse pubblicazioni, afferenti essenzialmente a tre ambiti di approfondimento: figure e momenti dell’ebraismo italiano, con particolare riferimento alla legislazione razziale e alla successiva legislazione riparatrice; la vita e la storia delle istituzioni, con particolare riguardo a quelle parlamentari; tecnica e metodi della legislazione.

Victor Magiar

Abstract

Ebrei e altre minoranze nel mondo arabo-islamico

Materiale

N/A

Bibliografia

Note Biografiche

Victor MAGIAR, cittadino italiano nato a Tripoli (Libia) nel 1957, autore, freelance per diverse riviste e quotidiani, esperto di cooperazione e relazioni internazionali
Attualmente responsabile per la comunicazione e l’editoria della Fondazione Cittalia – struttura dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) dedicata ai temi dell’asilo internazionale, dei diritti umani, dell’immigrazione, della cittadinanza – cura la comunicazione del Servizio Centrale dello SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione
Esperto di cooperazione e relazioni internazionali, è stato
• responsabile dei Dipartimenti per i progetti internazionali, cooperazione e relazioni internazionali dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani)
• membro del Consiglio Direttivo della Ong Movimondo
• coordinatore per l’Italia della Campagna Internazionale per la Cancellazione del Debito
• consulente dell’Assessorato relazioni istituzionali e con l’UE del Comune di Roma
• consigliere comunale di Roma, delegato del Sindaco
per le politiche di educazione alla pace e di solidarietà e di cooperazione internazionale,
per le missioni e i progetti in Centro America, Balcani, Medio Oriente,
come rappresentante nel coordinamento degli “Enti Locali per la pace”
come curatore in Consiglio Comunale dei progetti e dei rapporti con L’Unione Europea
Autore, freelance per diverse riviste e quotidiani, collaboratore per diverse trasmissioni televisive tematiche (immigrazione, razzismo, questioni internazionali e multiculturali) è stato inoltre autore del romanzo “E venne la notte” (Edizioni Giuntina 2003); coautore e curatore de “L’ Italia e l’antisemitismo” (Edizioni Datanews – 1993) (Libri Liberi 2003); collaboratore per il volume “La memoria al futuro” (a cura di N. Colombo; Ed. Nero non solo; 1993)
Ha svolto docenze in diversi istituti ed atenei fra cui:
• Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”;
• Università degli Studi di Roma “La Sapienza”;
• Università degli Studi Roma Tre;
• Università degli Studi di Siena;
• Università degli Studi Link Campus University (Roma);
• Luiss – Libera Università Internazionale degli Studi Sociali “Guido Carli” (Roma);
• John Cabot University (Roma);
• The American University of Rome (AUR) (Roma);
• Loyola University Chicago – Rome Center of Liberal Arts (Roma).
Impegnato per molti anni in diverse istituzioni ed associazioni
• Unione delle Comunità Ebraiche Italiane: membro del Consiglio Nazionale
• Unione delle Comunità Ebraiche Italiane: assessore per la cultura, per la memoria e per i rapporti con altre minoranze
• Comunità Ebraica di Roma: membro del Consiglio, è stato assessore per la cultura
• L’Ulivo – alleanza per il Governo: campagna elettorale 1996, coordinatore dei pubblicisti/giornalisti volontari, responsabile della redazione della fanzine quotidiana Ulifax, ideatore di campagne rivolte ai giovani e agli studenti
• Shalom Achshav (Pace Adesso): responsabile dell’ufficio italiano
• ARCI: membro della Direzione Nazionale
• ARCI – Nero e non solo: membro della Direzione dell’Associazione
• Associazione per la Pace: membro invitato della Direzione Nazionale
• Verdi Arcobaleno per l’Europa: portavoce laziale
• Gruppo Martin Buber-Ebrei per la Pace: membro fondatore

Giovanni Cecini

Abstract

I militari di religione ebraica nel Regno d’Italia

L’ammissione di cittadini di religione ebraica nelle Forze Armate sabaude fu contestuale al processo nazionale del Risorgimento. In questo modo a partire dalle guerre d’indipendenza la partecipazione degli israeliti sudditi dei Savoia fu elemento significativo delle vicende militari sia in pace sia in guerra della Nazione italiana. La normativa antisemita del fascismo del 1938 ruppe bruscamente questa condizione di piena integrazione ed emancipazione, portando con sé numerose brutalità sociali e umane. Pertanto, il successivo tentativo dello Stato democratico di ripristinare quell’antico rapporto, che legava pienamente i propri concittadini ebrei alle Forze Armate nazionali, non fu sufficiente a ricucire lo strappo del 1938.

La partecipazione della popolazione di religione israelita alle lotte risorgimentali e quindi alla creazione dell’Unità d’Italia e del Regno fu ingente quanto attiva. In tutte le guerre e i fatti d’arme, che videro protagonisti quei cittadini della Penisola con aspirazioni da Italiani, gli ebrei fecero con onore la loro parte. Anche per questo motivo, a partire già dalla corte sarda di Carlo Alberto vennero emanate delle norme, affinché gradualmente anche a quella componente della società, fino a quel momento ghettizzata per motivi religiosi, fossero concessi i pieni diritti civili e politici.
A partire proprio dalla proclamazione dell’Unità un gran numero di cittadini ebrei entrò a pieno titolo nella vita sociale della Nazione e dello Stato, come impiegati, insegnanti, politici e ovviamente anche come soldati di professione.
Tra i rami dell’impiego pubblico fu di primissimo piano proprio la carriera militare, che vide alla fine del secolo un numero sempre mag¬giore di ebrei in divisa. Nel 1869 l’Esercito italiano aveva 87 ufficiali e più di 300 soldati israeliti, ossia lo 0,6% degli ufficiali e lo 0,2% dei soldati, rompendo ogni proporzione, se si considera una media nazionale di 0,1% ebrei sull’intera popolazione, rendendoli molto rappresentati nelle Forze Armate. Vista la preminente estrazione borghese, intellettuale e di elevata istruzione che gli israeliti avevano, ciò poté avvenire soprat-tutto nel rango degli ufficiali, rendendolo ancor più che rappresentativo rispetto ai sottufficiali e alla truppa. Solo nell’anno 1860 entrarono nelle Scuole Militari 28 ebrei, fra i quali Giuseppe Ottolenghi, che raggiungerà i massimi gradi e immediatamente prima di morire l’incarico di Ministro della Guerra tra il 1902 ed il 1903. Il caso di Ottolenghi non fu che uno degli esempi più illustri del notevole spirito patriottico e bellicoso degli italiani ebrei nelle istituzioni mili¬tari, tanto che l’Annuario del 1895 dell’Esercito Italiano conteneva circa 700 ufficiali ebrei, tra i quali oltre al ten. gen. Giuseppe Ottolenghi, i colonnelli Giacomo Segre e Teodoro Debenedetti, anche 8 maggiori, tutti decorati, e non meno di 42 capitani e 104 tenenti, dei quali 12 arriveranno a meritare la greca da generale. Nella suddetta lista vi erano presenti anche i nomi di più di 400 ufficiali riservisti, di cui un numero considerevole di maggiori e capitani. Anche gli esempi nelle guerre colo¬niali di fine secolo non mancarono, uno fra tutti: il glorioso caduto d’Amba Alagi, il capitano Adriano Issel. Nel 1900 il solo Esercito anno¬verava 163 ufficiali in servizio permanente, secondo una testimonianza dell’epoca.
Anche durante la Grande Guerra, gloriosa conclusione del Risorgimento, gli Ebrei, come tutti gli altri italiani, trovarono ampio spazio nelle fila delle Forze Armate, continuando la loro professione in divisa sia in pace che in guerra. Durante il conflitto 1915-1918 venne creato anche un Rabbinato militare, che contò 13 religiosi in opera di assistenza e conforto in ospedali militari dietro le linee del fronte.
La Prima guerra mondiale contò circa 5.500 combattenti israeliti e tra essi 21 generali. Nel 1920 si contarono nelle amministrazioni dello Stato 3.259 ebrei, dei quali 267 del Ministero della Guerra (comprendente allora anche l’Aeronautica) e 117 da quello della Marina.
L’ascesa al potere del Partito fascista e la costruzione graduale della dittatura mussoliniana non mutò per il momento la realtà preesistente; anzi lo stesso duce spesso non solo esaltò lo spirito eroico di alcuni ebrei, ma favorì per esempio nella prima metà degli anni Trenta lo sviluppo di una Scuola marittima a Civitavecchia per giovani sionisti.
La partecipazione al conflitto italo-etiopico del 1935-36 (con una rinnovazione del precedente Rabbinato militare) e alla guerra civile spagnola mostrò ancora una volta l’attaccamento e il valore del soldato italiano di religione ebraica, verso il quale lo Stato non faceva ancora nessuna distinzione rispetto alle altre confessioni.
Come è noto, le cose iniziarono a cambiare proprio in quel periodo ed esattamente a partire dal 1936-1937, quando sia per motivi razziali/coloniali, sia per motivi di maggiore abbrutimento dello spirito fascista, ma soprattutto per interessi opportunistici di politica estera per legare in maniera ideologica l’Italia fascista all’antisemita Germania nazista, che anche nella Penisola trovò spazio il vergognoso fardello antigiudaico.
Per coerenza a questi nefasti destini, anche le Forze Armate si adeguarono a questa deprecabile condotta. Prima in maniera larvata, poi a colpi di circolari ministeriali, fino ad arrivare alla vera e propria legislazione antiebraica, qualsiasi militare dichiarato «di razza ebraica», venne espulso non solo da quello che rappresentava l’unico modo di sostentamento, ma soprattutto da quello che per molti era una missione, nonché il sentimento più alto per sentirsi legato alla propria Patria.
Senza addentrarsi nella cavillosità (non priva di difetti formali) della normativa sui militari è interessante notare come il legislatore ponesse delle differenze sulla condotta pregressa dei soggetti da definire di serie B.
Uno specioso elenco di benemerenze (di natura militare o fascista) avrebbe dovuto concedere al cittadino ebreo, che dimostrava di averne diritto, la condizione di discriminato, ossia una categoria meritoria che avrebbe esentato il soggetto da una serie di privazioni, che invece avrebbero toccato la maggioranza degli altri ebrei senza particolari benemerenze politiche o patriottiche.
In realtà questo particolare risultò essere un autentico raggiro di Mussolini, un grottesco espediente per illudere anche chi era carico di medaglie o mutilazioni e per colorire di spirituale un razzismo biologico, brutta copia di quello tedesco. Non è inutile dire che la dichiarazione di appartenenza alla categoria discriminati era, oltre che pressocché inutile, per altro arbitraria in quanto soggetta al volere di una commissione della Demorazza, un ente creato apposta nell’estate del 1938 per attuare burocraticamente la piena attuazione del disegno razzista di Mussolini.
A partire dal 1° gennaio 1939 iniziarono i congedi per gli appartenenti alle Forze Armate, senza possibilità alcuna in questo caso di appellarsi ai singoli meriti passati, anche se dichiarati discriminati o nel frattempo battezzati. Infatti, il fascismo, nella sua contraddizione sofistica, non colpiva gli ebrei in quanto appartenenti a una comunità confessionale, ma perché appartenenti ad una presunta razza. Per assurdo molti si scoprirono “ebrei” solo perché il Regime così li dichiarò. Sinteticamente a puro titolo di esempio: un cattolico battezzato sin dalla nascita, ma con un genitore ebreo e uno ignoto o straniero, veniva dichiarato ebreo.
L’effettivo invio in congedo per motivi razziali fu attuato in maniera abbastanza puntuale da parte dei Corpi e dei Distretti Militari, eviden¬ziando anche fin troppa indifferenza per la sorte di un così gran numero di validi e ineccepibili soldati, distintisi più volte di fronte allo Stato e al regime.
Per quanto riguarda il Regio Esercito vennero congedati 25 generali tra quelli in ausiliaria o in riserva. Gli ufficiali in servizio permanente attivo che furono posti in congedo furono 81. Tra gli ufficiali non in servizio furono congedati 2.952 ebrei, ele¬vando quindi il numero a 3057 ufficiali ebrei congedati nell’intero Eser¬cito.
Per quanto riguarda la Regia Marina gli ufficiali in servizio posti in con¬gedo furono 29.
Per la Regia Aeronautica gli ufficiali in servizio (attivo e complemento) posti in congedo furono 38, ai quali si debbono inizialmente aggiun¬gere almeno altri 44 militari, tra gli ufficiali di riserva, i sottufficiali e la truppa. La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale congedò 279 ufficiali, di cui 196 operativi e 83 di ruolo sanitario. Nella Guardia di Finanza non si riscontrarono ufficiali ebrei e quindi non ci fu nessun congedo.
Non mancarono richieste di ripensamento, suppliche e altri innumerevoli tentativi da parte di molti militari per intenerire Mussolini, i gerarchi ed il re. Tutto ciò risultò vano e anche le numerosissime e sentite offerte di volontarismo, inviate allo scoppio della Seconda guerra mondiale non cambiarono affatto la triste situazione di tutti quei soldati che fino al 1938 erano stati elogiati e innalzati sugli allori come eroi e fedeli servitori della Patria e del regime.
La guerra acuì ancor di più le sofferenze degli ebrei e l’avvio anche in Italia della deportazione nei campi di concentramento e sterminio portò ai massimi livelli la capacità organizzativa e distruttiva dell’antisemitismo, che trovò anche in Italia una base di appoggio notevolmente efficiente.
Molti militari, come l’ammiraglio Augusto Capon o il generale Riccardo Bachi, videro tragicamente la fine della loro valorosa vita insieme a tanti altri loro correligionari nelle camere a gas, traditi in quel patto di fiducia sancito con lo Stato italiano nel periodo risorgimentale.
I reintegri successivi alla caduta del fascismo arrivarono troppo tardi e non permisero di sanare quella grave ferita, che impedì un ricambio generazionale per gli ebrei nelle Forze armate italiane. Questo accadde anche perché dal 1947 coloro che avrebbero voluto combattere per una causa nazionale avrebbero trovato più soddisfazione nel nascente Stato d’Israele.

Materiale

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Bibliografia

  • La vittoria del Kaiser: l’Europa ai piedi del Secondo Reich, l’Universale, 2023
  • Albertone in divisa e la guerra sulla sabbia, l’Universale, 2023;
  • I gerarchi fascisti, Newton Compton, Roma 2022;
  • La battaglia di Anzio e Nettuno. 22 gennaio – 4 giugno 1944, edizioni Chillemi, Roma 2022;
  • Il salvataggio italiano degli ebrei nella Francia meridionale e l’opera del Generale Maurizio Lazzaro de’ Castiglioni, Ufficio Storico Stato Maggiore dell’Esercito, Roma 2021;
  • L’incredibile storia della seconda guerra mondiale, Newton Compton, Roma 2019;
  • Operazione Market Garden, edizioni Chillemi, Roma 2019;
  • Le leggi razziali e il Valor Militare. Antologia di testi e documenti, Nuova Cultura, Roma 2019;
  • Ebrei non più italiani e fascisti. Decorati, discriminati, perseguitati, Nuova Cultura, Roma 2019;
  • Il rovescio delle medaglie. I militari ebrei italiani 1848-1948, (a cura di), Mediascape-Edizioni ANRP, Roma 2019;
  • Giornata del Decorato. Atti del Convegno “Le Missioni di Pace ed il Valor Militare” – Atti del 4° Incontro “Avversari ieri, Amici Oggi”, (a cura di e con G. Ramaccia), “Quaderni del Nastro Azzurro”, n. 2, Roma 2018;
  • Generali in trincea, Chillemi, Roma 2017;
  • I generali di Mussolini, Newton Compton, Roma 2016 e 2019;
  • i 100 anni dell’elmetto italiano 1915-2015. Storia del copricapo nazionale da combattimento, Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa, Roma 2015;
  • Militari italiani in Turchia (1919-1923), Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa, Roma 2014;
  • La Guardia di Finanza nelle isole italiane dell’Egeo (1912-1945), Museo Storico della Guardia di Finanza/Gangemi Editore, Roma 2014;
  • Arnhem 1944, edizioni Chillemi, Roma 2013;
  • Arrigo Procaccia di religione ebraica. Un finanziere nella tempesta delle leggi razziali, edizioni Chillemi, Roma 2011 (con G. Severino);
  • Il Corpo di Spedizione italiano in Anatolia (1919-1922), Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, Roma 2010;
  • I soldati ebrei di Mussolini, Mursia, Milano 2008;
  • Bandiere, Stendardi, Labari e Gagliardetti dei Corpi Militari dello Stato 1860-2006, Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, Roma 2008 (con S. Ales – F. Dell’Uomo).

Note Biografiche

Giovanni Cecini (Roma, 1979) si è laureato nel luglio del 2003 in Storia Militare presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Da quel momento inizia la collaborazione con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, per il quale segue la realizzazione di alcuni volumi dedicati all’ordinamento, al vestiario e all’equipaggiamento delle Forze Armate italiane. Nell’aprile del 2007 consegue una seconda laurea in Storia Contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dello stesso Ateneo romano.

Nel 2004 è socio della Società italiana di storia militare (SISM), di cui è tornato a far parte dal 2014. Dal 2007 al 2013 è stato membro del comitato di redazione della rivista «Il Secondo Risorgimento d’Italia». Dal 2008 è socio della Società Italiana per la Studio della Storia Contemporanea (SISSCO) e collaboratore del Museo Storico della Guardia di Finanza, del cui Comitato di studi storici è anche membro dal 2015. Dal 2013 è collaboratore dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa. Dal 2015 fa parte del collegio dei redattori della rivista «Quaderni del Nastro Azzurro» ed è membro del Centro Studi sul Valor Militare (CeSVaM).

Nell’anno accademico 2010-2011 è stato cultore della materia in Storia delle istituzioni militari presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “Sapienza” di Roma e in quello 2011-2012 in Diritto internazionale e Diritto dell’Unione europea presso la facoltà di Economia dello stesso Ateneo. Dal 2018 è docente dei Master di I livello; Storia Militare Contemporanea 1796-1960; Politica militare comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina, strategia, armamenti; Terrorismo e antiterrorismo internazionale. Obiettivi, piani e mezzi presso l’Università degli Studi “Niccolò Cusano” di Roma. Dal marzo 2020 è titolare e autore del canale YouTube Giovanni Cecini Storia & Cinema.

Martino Contu

Abstract

La strage delle Fosse Ardeatine: gli apporti storiografici degli ultimi decenni e il ruolo del medico legale, prof. Attilio Ascarelli

La carneficina delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944 non fu l’unica e neppure l’ultima strage perpetrata dai nazisti a Roma durante l’occupazione militare della città (8 settembre 1943 – 4 giugno 1944). Infatti, essa fu preceduta e seguita da altre stragi (Forte Bravetta, Pietralata, Ostiense, La Storta). Fu l’unico eccidio, in Italia, compiuto all’interno di una grande città e si tratta di una strage che ha colpito la coscienza collettiva di Roma e di un’intera nazione e che è divenuta simbolo della lotta civile e militare contro il nazifascismo. Un massacro che ha coinvolto 335 persone, adulti e minorenni, di diversa condizione sociale, militari e civili, alcuni appartenenti a differenti partiti e movimenti politici (cattolici, comunisti, socialisti, repubblicani, liberali, monarchici ecc.), ma anche di diversa fede religiosa. Uomini che, nel loro insieme, rappresentavano l’Italia dell’epoca.
Sul tema esiste un’amplissima bibliografia. In questi ultimi decenni, rispetto al passato, si sono sviluppati nuovi versanti della ricerca storiografica: dalla ricostruzione dei profili biografici dei singoli martiri, soprattutto delle figure meno note o poco conosciute, e dalla realizzazione e/o dai tentativi di realizzare dizionari biografici dei martiri ardeatini, alla raccolta di profili biografici accomunati dall’appartenenza ad alcune aree geografiche d’Italia o ad alcune categorie professionali, come i militari, o alla trascrizione e pubblicazione di fonti inedite sulla strage, con specifico riferimento alle attività di esumazione e di identificazione delle 335 vittime dell’eccidio dirette dal prof. Attilio Ascarelli, il cui nome è e sarà indissolubilmente legato a quel fatto storico.

Materiale

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Bibliografia

A. Ascarelli, Le Fosse Ardeatine, Roma, Palombi, 1945, e le successive edizioni aggiornate e ampliate (Roma, Canesi, 1965; Roma, Silva e Ciarrapico, 1974; Roma, ANFIM, 1984, 1989, 1992, 1997, 2001);

A.A. Glielmi, Il corpo e il nome. Inventario della Commissione tecnica medico-legale per l’identificazione delle vittime delle Fosse Ardeatine (1944-1963), Roma, Viella, 2020;

M. Contu, Attilio Ascarelli e la strage del 24 marzo 1944. Il “sacrificio di vittime”, le atrocità contro gli ebrei e le nuove frontiere della ricerca, in Le Fosse Ardeatine, dodici storie, Roma, Gangemi Editore International, 2020, pp. 25-37;

M. Contu, M. Cingolani, C. Tasca, I Martiri Ardeatini. Carte inedite 1944-1945. In onore di Attilio Ascarelli a 50 anni dalla scomparsa, Cagliari, AM&D, 2012;

M. Contu, M. Cingolani, C. Tasca, I Verbali inediti di identificazione dei Martiri Ardeatini 1944-1947, Cagliari, AM&D, 2012;

R. Katz, Roma, città aperta, Milano, Il Saggiatore, 2003;

Le Fosse Ardeatine, dodici storie, Roma, Gangemi Editore International, 2020;

A. Portelli, L’ordine è già stato eseguito. Roma. Le Fosse Ardeatine, la memoria, Nuova edizione accresciuta con un cd-audio, Roma, Donzelli, 2005;

J. Staron, Fosse Ardeatine e Marzabotto. Storia e memoria di due stragi tedesche, Bologna, Il Mulino, 2007.

Note Biografiche

Martino Contu. Presidente della Fondazione “Mons. Giovannino Pinna” di Villacidro, è direttore della rivista scientifica digitale «Ammentu. Bollettino Storico e Archivistico del Mediterraneo e delle Americhe», nonché console onorario dell’Uruguay a Cagliari. Nel 2012, con altri autori, ha pubblicato le schede biografiche e i verbali di identificazione dei martiri ardeatini conservati nel Fondo “Fosse Ardeatine” di Attilio Ascarelli presso l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Macerata. Si è anche occupato delle presenze ebraiche in Sardegna, ricostruendo sia l’attività imprenditoriale e mineraria del rabbino sefardita Isacco Nieto di Londra nel Settecento, sia la vita di Camillo Viterbo, docente all’Università di Cagliari, emigrato in Argentina per sfuggire alle Leggi razziali. Tra le sue ultime pubblicazioni sugli eccidi nazisti compiuti in Italia, si segnalano: Gli apporti storiografici alle stragi naziste delle Fosse Ardeatine e de La Storta negli ultimi lustri del XXI secolo: un primo confronto, in AGUIRRE ROJAS C.A. (coordinador), Molineros, Indicios y Subalternidades en el siglo XXI. Presencia viva de Menocchio. Homenaje a la Obra de Carlo Ginzburg, Cuadernos de Sofía Editorial (Colección “Doble AA y una B”), Santiago (Cile) 2022, pp. 215-232; Le vittime, in ANFIM, 4 giugno 1944. L’eccidio de La Storta, ANFIM, Roma 2021, pp. 26-68; e, con altri autori, Le Fosse Ardeatine. Dodici storie, Gangemi International (Collana “Roma Ebraica”), Roma 2020.

Marisa Patulli Trythall

Abstract

Ernesto Nathan: l’etica di un Sindaco

Ernesto Nathan è un personaggio politico che ben impersona il passaggio epocale tra gli ideali patriottici unitari, risorgimentali, novecenteschi, e le ideologie che impronteranno il ventesimo secolo, imperniate sul concetto di nazione e che sfoceranno nel nazionalismo imperialista. La sua nascita ed educazione all’estero costituirà la solida base per una maniera più pragmatica di rapportarsi alla gestione della cosa pubblica e impronterà, anche, la sua convinta e profonda appartenenza alla massoneria. Tuttavia Nathan rimane una preminente figura di politica italiano, con un atteggiamento laico che mantiene anche nei confronti dell’ebraismo.

Materiale

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Bibliografia

Marisa Patulli Trythall è curatrice e autrice dei 4 volumi del Progetto Nathan: Ernesto Nathan. L’etica di un Sindaco; 150 anni sulla breccia. Roma, una capitale in trasformazione; Dalla Giovine Italia a Giovinezza! Il mazzinianesimo nell’epilogo dell’Italia liberale – Vol. I; Dalla Giovine Italia a Giovinezza! Il trasformismo ideale e ideologico dalla breccia di Porta Pia alla marcia su Roma – Vol. II, Nova Delphi Libri 2019-2023.
  • Banti Alberto Mario, Storia della borghesia italiana. L’età liberale, Donzelli, Roma 1996.
  • Bovio Giovanni, Mazzini (prefazione di Carlo Romussi), Sonzogno, Milano 1905.
  • Camilli Giammei Elena, Ernesto Nathan, sindaco di Roma. La costruzione di un’immagine istituzionale, in Gloria Raimondi, Elena Camilli Giammei, Maria Rovigatti et al. (a cura di), Roma città moderna. Da Nathan al Sessantotto, (catalogo della mostra, Roma Galleria d’Arte Moderna, 28 marzo-2 dicembre 2018), Gangemi, Roma 2018.
  • Caracciolo Alberto, Roma capitale. Dal Risorgimento alla crisi dello Stato liberale, Editori Riuniti, Roma 1974.
  • Carocci Roberto, Roma sovversiva. Anarchismo e conflittualità sociale dall’età giolittiana al fascismo 1900-1926), Odradek, Roma 2012.
  • Carusi Paolo (a cura di), La capitale della nazione. Roma e la sua provincia nella crisi del sistema liberale, Viella, Roma 2011.
  • Cavaglion Alberto, Ebrei senza saperlo, L’ancora del Mediterraneo, Napoli 2002.
  • Caviglia Stefano, L’identità salvata. Gli ebrei di Roma tra fede e nazione (1870-1938), Laterza, Roma-Bari 1996.
  • Caviglia Stefano, Nathan e gli ebrei di Roma fra mutamenti politici e luoghi comuni, in Anna Maria Isastia (a cura di), Ernesto Nathan. Il pensiero e la figura a 150 anni dalla nascita, Massoneria universale, Roma 1998.
  • Cecchini Silvia, Necessario e superfluo. Il ruolo delle arti nella Roma di Nathan, Palombi, Roma 2006.
  • Ciani Nadia, Da Mazzini al Campidoglio. Vita di Ernesto Nathan (prefazione di Walter Veltroni), Ediesse, Roma 2007.
  • Conti Fulvio, L’utopia universalista alla prova dei nazionalismi. La massoneria e la Grande Guerra, in Marco Mondini (a cura di), La guerra come apocalisse. Interpretazioni, disvelamenti, paure, il Mulino, Bologna 2016.
  • Della Seta Ugo, Antimazzinianesimo di G. Mazzini, Centro napoletano di studi mazziniani, Napoli 1962.
  • Ferrara degli Uberti Carlotta, Fare gli ebrei italiani. Autorappresentazioni di una minoranza (1861-1918), il Mulino, Bologna 2011.
  • Isastia Anna Maria, Un “mazziniano inglese” tra i democratici pesaresi (appendice documentaria a cura di Pier Damiano Mandelli), Franco Angeli, Milano 1994.
  • Isastia Anna Maria, Ettore Ferrari, Ernesto Nathan e il congresso massonico del 1917 a Parigi, in “Il Risorgimento”, n. 3, 1995.
  • Levi Alessandro, Ricordi della vita e dei tempi di Ernesto Nathan (ristampa anastatica a cura di Andrea Bocchi), Maria Pacini Fazzi, Lucca 2006.
  • Macioti Maria Immacolata, Ernesto Nathan. Un sindaco che non ha fatto scuola, Ianua, Roma 1983.
  • Macioti Maria Immacolata, Ernesto Nathan. Il sindaco che cambiò il volto di Roma. Attualità di un’esperienza, Newton Compton, Roma 1995.
  • Nathan Ernesto, Le diobolarie e lo Stato. Quadro di costumi regolamentati, Forzani & C., Roma 1887;

–       Noi massoni, Bastogi, Foggia 1993;

–       Il dovere presente (a cura della Commissione editrice degli scritti di Giuseppe Mazzini), s.e., Roma 1895;

–       Il compito massonico. Discorso inaugurale del Gran Maestro Ernesto Nathan alla Conferenza Massonica Nazionale. Torino, 20 settembre 1898, Tip. Civelli, Roma 1898, ora in Giuseppe Schiavone (a cura di), Scritti massonici di Ernesto Nathan, Bastogi, Foggia 1998;

–       Vent’anni di vita italiana attraverso all’“Annuario”. Note e commenti, Roux e Viarengo, Roma-Torino 1906;

–       La morale nell’insegnamento pubblico, “Nuova Antologia”, 16 luglio 1907;

–       L’insidioso contagio delle parole. Il Bolscevismo, “Nuova Antologia”, 1° maggio 1919.

  • Pagnotta Grazia, Sindaci a Roma. Il governo della Capitale dal dopoguerra a oggi, Donzelli, Roma 2006.
  • Procaccia Claudio (a cura di), Ebrei a Romatra Risorgimento ed emancipazione 1814-1914), Gangemi, Roma 2013.
  • Romano Sergio, La quarta sponda. La guerra di Libia: 1911-1912, Longanesi, Milano 2005.
  • Rosselli Nello, Mazzini e Bakunin. Dodici anni di movimento operaio in Italia (1860-1872), Einaudi, Torino 1967.
  • Salvatori Paola, Novelli Claudio, Non per oro ma per libertà. Lotte sociali a Roma (1900-1926), Bulzoni, Roma 1993.
  • Sarti Roland, Mazzini. La politica come religione civile (postfazione di Sauro Matarelli), Laterza, Roma-Bari 2000.
  • Schiavone Giuseppe (a cura di), Scritti massonici di Ernesto Nathan, Bastogi, Foggia 1998.
  • Sofia Francesca, Su assimilazione e autocoscienza ebraica nell’Italia liberale, in Italia Judaica. Gli ebrei nell’Italia unita (1870-1945). Atti del iv convegno internazionale (Siena 12-16 giugno 1989), Ministero per i Beni culturali e ambientali, Roma 1993.
  • Ugolini Romano, Ernesto Nathan tra idealità e pragmatismo, Edizioni dell’Ateneo, Roma 2003.
  • Patulli Trythall Marisa, L’insidioso contagio delle parole: bolscevismo e nazionalismo, in Marisa Patulli Trythall (a cura di), Ernesto Nathan: l’etica di un sindaco, Nova Delphi, Roma 2019;

–       L’insidioso contagio delle parole, parte seconda, in Marisa Patulli Trythall (a cura di), 150 anni sulla breccia: Roma una capitale in trasformazione, Nova Delphi, Roma 2020

–       L’insidioso contagio delle parole, parte terza. Il valzer delle alleanze e I responsabili di tutto: ebrei-massoni-comunisti!, in Marisa P. Trythall, Dalla Giovine Italia a Giovinezza. Il mazzinianesimo nell’epilogo dell’Italia liberale, Vol. I, Nova Delphi, Roma 2022.

  • Vidotto Vittorio (a cura di), Roma capitale, Laterza, Bari-Roma 2002.
  • Vidotto Vittorio, La breccia di Porta Pia, in Andrea Caradini, Luciano Canfora, Andrea Giardina et al., I giorni di Roma, Laterza, Roma-Bari 2007.

 

Note Biografiche

Marisa Patulli Trythall
Affiliate Researcher, Department of History, Georgetown University. Si occupa di Storia delle relazioni diplomatiche Vaticano-Stati Uniti d’America.
Tra le sue pubblicazioni: è autrice di Edmund A. Walsh: La Missio Iraquensis. Il contributo dei gesuiti americani al sistema educativo iracheno, SOC-Studi sull’Oriente Cristiano, Roma 2010.
Curatrice e autrice di: Il Sinodo delle donne: le nuove famiglie, Camera dei deputati, Roma 2016.
Autrice di contributi in volumi, tra i quali: Giulia Grossi, Ilaria Bernini (ed.), Benedict XV, Brepols 2019; Beth Griech Polelle (ed.), Jesuits, Communism and the Russian Famine, JJS Brill, 2018; Charles Gallagher, David Kertzer, Alberto Melloni (eds.), Pius XI and America, Lit-Verlag 2012; Maria Giovanna Biga (ed.), Atti della Conferenza: Donne d’Oriente, Morcelliana Editrice, Collana Henoch, Vol. 37/2, Brescia 2016. Marco Ramazzotti (ed.), Lo straniero in Egitto e nel Vicino Oriente, Sapienza Università Editrice 2024..

Lilli Spizzichino

Abstract

Franz Kafka vive a Praga durante un particolare periodo storico, all’interno del quale l’ebraismo “aperto”, abbracciato dagli uomini della generazione del padre del padre di Kafka, rappresenta una sorta di compromesso tra il mantenimento della tradizionale identità ebraica, ormai espressa attraverso atti formali e la nuova coscienza di fedeli sudditi alla monarchia asburgica ed in seguito alla giovane repubblica cecoslovacca. Kafka sperimenta questo particolare momento di apertura culturale e di crisi spirituale non risolta che inciderà profondamente nella sua vita. Sempre sospeso, incerto, tagliato fuori, in bilico, lo scrittore si oppone a manifestazioni di ebraismo convenzionale, perbenista e ossequiosa propria di suo padre Hermann, situando la componente ebraica a un fatto esclusivamente privato. Ciò non avvenne per Kafka: egli crebbe “diverso” tra i “diversi” con quel suo insanabile desiderio di ritrovare le sue radici in un mondo, in una società ebraica che cercava di mescolarsi agli altri concittadini adeguandosi alle usanze locali. Kafka, escludendosi da quello che era l’ebraismo ufficiale dell’epoca, non nega certo la sua continua ricerca di Dio, del Dio di Mosè, ma è troppo lontano per lui, è troppo nascosto per raggiungerlo; né il sionismo nascente, né il contatto con il teatro jiddish lo riporteranno verso un dialogo sincero con l’ebraismo.

Materiale

  • Spizzichino, “Il dialogo nascosto”, in “ Consacrazione e Servizio” XLIV, 1995 pp. 69-72
  • Spizzichino, “La salita/pellegrinaggio” Appunti di viaggio. Atti del XXV Colloquio ebraico- cristiano di Camaldoli, a cura di Innocenzo Gargano, Pazzini, 2005, pp.33-39
  • Spizzichino, “Veglia e studio per la Mishmarà” in “Confronti”, 2001, Com Nuovi Tempi, Roma, pp.37-39
  • Spizzichino, Con gli occhi dell’altro. Viaggio nel mondo ebraico tra pregiudizio e identità, Milano, Ancora, 2000
  • Spizzichino, “Talleth. Sotto le ali del talleth”, nei “ Simboli ebraici”, a cura di Pupa Garribba, Roma, Com Nuovi Tempi, 2000, pp.109-114
  • Spizzichino, “ Come luci la vita delle Matriarche. Sara, Rebecca, Rachele, Lea.”, in “ Donne ebree”, a cura di Pupa Garribba, Roma, Com Nuovi Tempi, 2000, pp.27-31
  • Spizzichino, “ Through the eyes of a stranger”,  U.K,  ManyRooms Publishing, 2001 ( tr.it. Con gli occhi dell’altro. Viaggio nel mondo ebraico tra pregiudizio e identità, Milano, Ancora, 2000)
  • Spizzichino, “Un re sospeso tra cielo e terra”, in “ Ebrei sul confine”, a cura di Pupa Garribba, Roma, Edizioni Com Nuovi Tempi, 2003, pp.31-38
  • Spizzichino, “ Salvezza e Redenzione”, in “ Via Verità e Vita”, novembre- dicembre 2001, num.185, Roma, Paoline, 2001, pp.30-32
  • Nel saggio “I simboli ebraici” edizioni C.N.I. pubblica l’articolo “Sotto le ali del talleth”;
  • Nel saggio “Donne ebree” edizioni C.N.I. pubblica l’articolo” Come luci la vita delle Matriarche;
  • Nel saggio “Ebrei di confine” edizioni C.N.I. pubblica un articolo” Un uomo sospeso tra terra e cielo”;
  • E’ tradotto in lingua inglese e pubblicato in Inghilterra per le edizioni Many Rooms Publishing, il saggio “Con gli occhi dell’altro. Viaggio nel mondo ebraico tra pregiudizio e identità”;
  • Per la casa editrice Paoline scrive un articolo “Il Messia nella tradizione ebraica”;
  • Per la casa editrice Queriniana scrive un articolo dal titolo” La famiglia nella tradizione ebraica. Modelli di ieri, problematiche di oggi”;
  • Per la rivista cattolica “Via Verità Fede” pubblica l’articolo dal titolo “ Salvezza e Redenzione”;

Bibliografia

Studiosa di ebraismo e in particolare dei rapporti tra Chiesa e quest’ultima, si occupa da diversi anni di dialogo interreligioso e in particolare di dialogo ebraico-cristiano organizzando convegni, giornate di studio e tenendo conferenze e seminari su temi ebraici o inerenti al dialogo e al confronto con la tradizione cristiana. Ha collaborato con il S.I.D.IC (Service International de Documentation Judéo-Chrétienne) tenendo conferenze su argomenti ebraici. Ha collaborato inoltre con il centro Astalli spiegando nelle scuole la tradizione ebraica. Ha partecipato all’organizzazione dei colloqui ebraico-cristiani che si tengono ogni anno a dicembre nella foresteria del monastero di Camaldoli Nel 2011–2012 ha collaborato con il Dott. Claudio Procaccia, Direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali della C.E.R. (DiBAC), svolgendo funzioni di collaboratrice del Dipartimento, organizzando eventi, scelta relatori e presentazione libri. Inoltre, a tale proposito, ha invitato agli incontri autorità politiche, scrittori, giornalisti, professori universitari. Nel 2012 ha organizzato la “Giornata Europea della Cultura Ebraica” collaborando con il Centro di Cultura Ebraica di Roma. Ha studiato e collaborato con vari rabbini e professori universitari e in particolare nel 1994 è stata allieva di Rav Alberto Sermoneta, Rabbino Capo di Venezia, con il quale ha tenuto conferenze dal 1995 inerenti argomenti vari riguardanti l’ebraismo presso l’Aula Magna della facoltà teologica Valdese. Ha organizzato viaggi in Israele dal 1994 per conto delle Associazioni Italiane dell’amicizia ebraico-cristiane. Ha studiato danze israeliane insegnandole ed ha partecipato a molti seminari con vari coreografi. Inoltre ha assistito al festival di danze israeliane che ogni anno si tiene nella città di Karmiel. Galilea). Ha partecipato in occasione del Giubileo Vaticano, all’Assemblea interreligiosa organizzata dal Pontificium Consilium Pro dialogo Inter Religione come rappresentante ebrea. Tema dell’incontro: “Alle soglie del terzo millennio: collaborazione tra le religioni.” Attualmente collabora con Ascer (Archivio storico della C.E.R) e con il DiBAC.

Note Biografiche

F. Kafka, La metamorfosi, Einaudi,2014
F. Kafka, Il processo, Einaudi, 2014
F. Kafka, Il processo e tutti i racconti pubblicati in vita, Feltrinelli, 2013
F. Kafka, Lettere a Felice, Mondadori,1982
F. Kafka, Lettere a Milena, Mondadori,2021
F. Kafka, Lettere al padre, Feltrinelli,2013
F. Kafka, I diari, 1910-1923, Mondadori, 1999
F. Kafka, Il castello, Feltrinelli, 2015
F. Kafka, Tutti i romanzi, i racconti, pensieri e aforismi. Ediz. integrale, Newton Compton Editori , 2021
F. Kafka, Un medico di campagna, Mondadori,2023
F. Kafka, America, Garzanti, 2007
F. Kafka, Come non educare i figli. Lettere sulla famiglia e altre mostruosità, L’orma , 2013
F. Kafka, I baci scritti non arrivano mai. Lettere d’amore a Milena Jesenská, Garzanti,2024
F. Kafka, Nella colonia penale, Marsilio , 2001
F. Kafka, Confessioni e diari, Mondadori,1983.
F. Kafka Il fochista, Il Nuovo Melangolo, 1993
J. Urzidil, Di qui passa Kafka, Traduzione di Margherita Carbonaro, Piccola biblioteca Adelphi,2002

Sandra Terracina

Abstract

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Materiale

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Bibliografia

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Note Biografiche

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