Pasquale Troia

Abstract

Il titolo della relazione si protende in un segmento temporale molto ampio: un titolo per un convegno più che per una relazione! Ma è una scelta intenzionale per un argomento che per la prima volta trova spazio nei corsi di formazione per docenti.
La relazione si avvale di un power-point che presenta musicisti italiani ed europei, alcune loro composizioni di musiche e di canti di ispirazione ebraica (che ascolteremo e commenteremo), alcune tematiche relative alla musica ebraica, un lessico musicologico ed ebraico, una bibliografia e discografia e qualche proposta didattica: strumenti e documenti che potrebbero incoraggiare i docenti a valorizzarli nella didattica interdisciplinare dei saperi scolastici.

Materiale

Relazione
Diapositive

 

Bibliografia

Bibliografia (in italiano) per la relazione Musicisti e musica ebraica dall’emancipazione alla Shoah
del prof. Pasquale Troìa, mercoledì 4 maggio 2022 ore 16-17.30

AA.VV., La musica nella storia e nella civiltà ebraica, Seminario di Studio, Fondazione Levi, Venezia 1989

BECKER BERIO Talia, Essere ebrei in musica: due aspetti di un conflitto culturale; Radici ebraiche in Mahler.

CAPRISTO Annalisa, Fonti per lo studio della persecuzione antiebraica fascista nel settore musicale, in BINI Annalisa, GRANDE Tiziana, RIVA Federica, In scripta sonant contributi sul patrimonio musicale italiano, IAML (International Association of Music Libraries, Archive and Documentation Centre) Italia, Milano 2018, pp. 365-381.

JONA Alberto, La tradizione ebraica nella musica colta del ‘900; FUBINI Enrico, Musica e tematica ebraica nell’opera di Schönberg.

FUBINI Enrico, Musica ed ebraismo nel Novecento, Giuntina, Firenze 1990; La musica nella tradizione ebraica, Einaudi, Torino 1994; Musica e canto nella mistica ebraica, La Giuntina, Firenze 2012.

IDELSOHN Abraham Z., Storia della musica ebraica, traduzione Alberto Jona, Giuntina, Firenze 1994
.
POLIERI Pietro La voce dell’Inizio. Alla sorgente della musica ebraica Messaggi, Cassano Murge (Ba) 2001

TROÌA Pasquale (ed.) La Musica e la Bibbia, Atti del Convegno Internazionale di Studi promosso da Biblia (Associazione laica di cultura biblica) e dall’Accademia Musicale Chigiana (Siena 24-26 agosto 1990), Garamond, Roma 1992

TROÌA Pasquale, «Musicalmente parlando Babele è una benedizione», pp. 1-57; Musicisti e canti sinagogali a Roma tra il 1814 e il 1914. Una ricerca nell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma, in PROCACCIA Claudio (a cura di). Ebrei a Roma tra Risorgimento ed emancipazione (1814-1914), Gangemi Editore, Roma 2013, pp. 163-228; Gino Modigliani. Una vita per la musica, Gangemi, Roma 2018

P. TROIA, A. FUNARO, C. DI SEGNI, A. SPIZZICHINO, Canti del Tempio Maggiore di Roma, Gangemi, Roma 2021 (con cd canti)

JONA Alberto (baritono) ALESSI Oscar (pianista), Tradizione ebraica nella musica colta del ‘900, Giuntina, LP; altra discografia e cdgrafia relativa ai Compositori ricordati nella relazione sono rintracciabili in Internet e in YouTube.

leggi di più su “Canti del Tempio Maggiore di Roma”

Note Biografiche

Pasquale Troìa
Biblista. Ha studiato da laico alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Per molti anni docente di S. Scrittura in alcuni Istituti Superiori di Scienze Religiose di Roma ed attualmente docente di Bibbia e Musica e di Didattica multimediale della Bibbia alla Mater Ecclesiae della Pontificia Università S. Tommaso di Roma, Angelicum. Studioso e autore di pubblicazioni sui canti liturgici della Comunità ebraica di Roma e di studi sull’interazione esegetica Bibbia e Musica (https://www.pasqualetroia.it/). Recentemente ha pubblicato con A. FUNARO, C. DI SEGNI, A. SPIZZICHINO, Canti del Tempio Maggiore di Roma, con cd di canti allegato, Gangemi, Roma 2021. Di prossima pubblicazione i testi dei canti di Donato Manduzio (1885-1948), il fondatore della comunità neo-ebraica di San Nicandro Garganico. pasqualetroia@alice.it.

Sandra Terracina

Abstract

I due corsi “Un’identità in bilico…” ideati e organizzati dal DiBac, Progetto Memoria e CeRSE dell’Università di Roma – Tor Vergata, hanno avuto l’intento di riunire, collegare e approfondire una serie di temi multidisciplinari, attraverso il contributo di studiosi e docenti universitari. E’ ora il momento di fare un bilancio delle oltre 60 ore di lezione alle quali hanno partecipato insegnanti da tutta Italia, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria superiore, e, con loro, operatori di vario genere e testimoni che fanno parte del gruppo di Progetto Memoria. Lo faremo in un incontro “corale” nel quale alcuni docenti presenteranno brevemente il lavoro svolto con gli alunni.

Materiali presentati dai docenti:

Uguale-Diverso/Uniti nella diversità, A. Gallo Afflitto e M.V. Sciuto (IIS Volta – Caltanissetta e Liceo Archimede – Acireale)

Quando studiare diventa fare conoscenza, F. Di Martino (IISS Von Neumann – Roma)

Obbedienza alle autorità, R. Servi (Liceo Keplero – Roma)

Progettazione interdisciplinare e di Storia per una classe V, D. Trozzi (Campus dei Licei Michele Ramadù- Cisterna di Latina)

 

Bibliografia

Alice Balestrino (a cura di), Past (Im)Perfect Continuous Trans-Cultural Articulations of the Postmemory of WWII, Sapienza Università Editrice, Roma 2021

Walter Barberis, Storia senza perdono, Einaudi, Torino 2019.

Robert S. C. Gordon, Scolpitelo nei cuori. L’Olocausto nella cultura italiana (1944-2010), Bollati Boringhieri, Torino 2013.

Marianne Hirsch, The Generation of Postmemory. Writing and Visual Culture After the Holocaust, Columbia University Press, 2012

Anna Rossi Doria, Memoria e racconto della Shoah, Lezione del 2 settembre 2012 alla Scuola estiva della Società Italiana delle Storiche; in: Genesis, XI / 1-2, 2012, pp 231-251

Michele Sarfatti, Nella legge sul giorno della memoria manca la responsabilità dei fascisti, in «Domani», 15 gennaio 2022.

 

Note Biografiche

Sandra Terracina è nata a Roma. È biologa e dottore di ricerca in Reumatologia sperimentale. Ha lavorato presso il Policlinico Umberto I di Roma fino al 1998.
Dal 2003 si occupa stabilmente di storia e trasmissione della memoria e coordina l’associazione “Progetto Memoria”, che si dedica principalmente  all’organizzazione di incontri nelle scuole con testimoni ed esperti della Shoah in Italia. Ha partecipato all’ideazione e all’organizzazione dei corsi “Un’identità in bilico” del 2021 e 2022.
È coautrice del libro Una storia nel secolo breve L’Orfanotrofio israelitico italiano Giuseppe e Violante Pitigliani (Roma 1902-1972), a cura di Micaela Procaccia, Giuntina, Firenze, 2017.
È socio fondatore di “Arte in memoria”, associazione culturale presieduta da Adachiara Zevi, che cura le installazioni delle pietre d’inciampo a Roma, dal 2010.
È iscritta alla Memory Studies Association dal 2019, ha partecipato alle conferenze internazionali di Roma, Madrid e Varsavia. Ha collaborato al progetto della Fondazione CDEC sul contributo deli ebrei d’Italia alla Resistenza, curato da Liliana Picciotto.

Alberto Sonnino

Abstract

Nel corso della lezione verrà affrontata la questione dell’elaborazione psichica del trauma della Shoah, prendendo le mosse dalla teorizzazione psicoanalitica ed intrecciando il discorso con gli eventi storici, a partire dalle amnistie che si sono susseguite in Europa nel dopoguerra e che avrebbero favorito un processo di rimozione collettiva.
In particolare, si esplorerà il fenomeno indicato in letteratura come la “cospirazione del silenzio”, in virtù del quale le testimonianze dei sopravvissuti, tranne poche eccezioni, si sono rese disponibili con decenni di ritardo. Un ritardo dovuto a più fattori, tra i quali anche quello della profonda difficoltà di accogliere il racconto, esso stesso ad impatto traumatico, dell’inimmaginabile.
Il ritardo, durato oltre mezzo secolo, nell’espressione delle esperienze traumatiche, si sarebbe riverberato sulle generazioni successive, su figli e nipoti, che sono stati travolti da una trasmissione transgenerazionale inconscia con effetti tali da provocare disturbi psicologici e psicosomatici.
Meccanismi che non hanno risparmiato i discendenti dei carnefici, a loro volta oggetto di una eredità storica e psicologica che ha gravato sulle loro coscienze, condizionandone l’identità, personale e collettiva. Basti per questo pensare alle responsabilità della quasi totalità della classe medica e paramedica tedesca nell’adesione al “Progetto eutanasia” per il quale le giovani vite dei disabili nel III Reich, considerate “indegne di essere vissute”, venivano messe a morte per non inquinare la cosiddetta “razza ariana”.

Bibliografia

Laqueur W. (1980). Il terribile segreto. La congiura del silenzio sulla soluzione finale. Firenze, Giuntina, 2011.
Levis Sullam S. (2015). I carnefici italiani. Scene dal genocidio degli ebrei, 1943-1945. Milano, Feltrinelli.
Merzagora I. (2019). La normalità del male. La criminologia dei pochi, la criminalità dei molti. Milano, R. Cortina.
Mucci C. (2008). Il dolore estremo. Il trauma da Freud alla Shoah. Roma, Borla.
Schwarz G. (2017). I senza memoria. Storia di una famiglia europea. Torino, Einaudi, 2019.
Sonnino A. (2022) Trauma della Shoah, ebraismo e psicoanalisi, Milano, F. Angeli.
Wardi D. (1990). Le candele della memoria. I traumi dell’olocausto come vengono trasmessi ai figli dei sopravvissuti. Milano, Sansoni, 1993.

Note Biografiche

ALBERTO SONNINO: Psichiatra, psicoanalista, membro della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association. Autore di saggi sull’integrazione tra psicoterapia e farmacoterapia, si occupa da anni del pensiero e della cultura ebraica avvalendosi dello strumento psicoanalitico, pubblicando come coautore il testo “Ebrei e pregiudizio” (Carucci ed.) e un commento rabbinico e psicoanalitico dell’Haggadah, il testo liturgico di Pesach, la Pasqua ebraica (Belforte ed.). Recentemente, oltre a svolgere a Roma la propria attività di psichiatra e psicoanalista, collabora con i centri della Gallimberti e Partners per la disintossicazione da sostanze con la Stimolazione Magnetica Transcranica.

Claudio Procaccia

Abstract

N/D

Bibliografia

1 Laurenzi E. (2011), Le catacombe ebraiche. Gli Ebrei di Roma e le loro tradizioni funerarie, Roma, Gangemi
2 Esposito A. (1995), Un’altra Roma. Minoranze nazionali e comunità ebraiche tra Medioevo e Rinascimento, Roma, Il Calamo
3 Milano A. (1964), Il ghetto di Roma. Illustrazioni storiche, Roma, Carucci
4 Ebrei a Roma tra Risorgimento ed Emancipazione (1814-1914), a cura di Claudio Procaccia, Roma, Gangemi, 2013, pp. 37-72.
5 Caviglia S. (1996), L’identità salvata. Gli ebrei di Roma tra fede e nazione. 1870-1938, Bari, Laterza
6 16 ottobre 1943. La deportazione degli ebrei romani tra storia e memoria a cura di Martin Baumeister Amedeo Osti Guerrazzi e Claudio Procaccia Collana: Ricerche dell’Istituto Storico Germanico di Roma, 10, Viella, 2016
7 Un profilo dei deportati, in collaborazione con Silvia Haia Antonucci in Dopo il 16 ottobre. Gli ebrei a Roma tra occupazione, resistenza, accoglienza e delazioni (1943-1944), a cura di Silvia Haia Antonucci e Claudio Procaccia, Roma, Viella, 2017, pp. 289-306

 

Note Biografiche

Claudio Procaccia dal 2010 è Direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali della Comunità Ebraica di Roma, membro del comitato scientifico del Centro Romano di studi sull’Ebraismo (CeRSE) dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, del Centro Cardinal Bea dell’Università Gregoriana, direttore di Zakhor. Rivista di storia degli ebrei d’Italia (Eurostudio editore) e della collana Roma ebraica (Gangemi editore). Si è occupato prevalentemente di studi di carattere storico economico e sociale. Già professore a contratto di Storia dello Sviluppo Economico presso l’Università degli Studi di Cassino (2007-2011) Professore a contratto per la cattedra di Storia economica dell’Europa, Facoltà di Economia della III Università di Roma (2000-2002). Dl luglio 2010 a luglio 2012 è stato direttore (ad interim) del Museo Ebraico di Roma. Dal 2010 è direttore (ad interim) dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma

Raffaella Di Castro

Abstract

 “La memoria come ponte”

Raffaella Di Castro riprende e prosegue un percorso iniziato molti anni fa, in particolare con il libro Testimoni del non-provato. Ricordare, immaginare la Shoah nella terza generazione (Carocci, 2008). Le sue memorie personali intorno alle persecuzioni fasciste e naziste – memorie del non-vissuto – sono in dialogo con alcune interviste a ebrei della sua stessa generazione e con riflessioni storiche, filosofiche, psicoanalitiche. Il ricordare inevitabilmente ricomincia in modo labirintico, si reinterpretano, si interpolano con altre storie, aprono accessi impensati, tra gli spazi della mente e quelli reali.

Di Castro cerca di disegnare una mappa quasi architettonica, non solo dei principali problemi che la Shoah ci lascia in eredità, ma anche dei compiti che spettano “a noi tutti, ebrei e non ebrei nati dopo, di portare avanti la storia e la memoria della Shoah”. Compiti che, con l’aiuto di Primo Levi e Walter Benjamin, la studiosa immagina come un “ponte”: un ponte sospeso sul vuoto – dei milioni di assassinati non resuscitabili, delle ferite non rimarginabili, dei danni non riparabili, così come dei sopravvissuti in procinto di scomparire. Un ponte sempre in costruzione e manutenzione che, tra il “non più” e il “non ancora”, riesca a interrompere le vittorie postume di nazisti e fascisti – tra le quali il ripetersi, da una generazione all’altra, della “storia infinita” – e a immaginare criticamente e creativamente un futuro diverso.

Primo Levi, Un ponte

R  Di Castro, La memoria come ponte, slide 18 maggio 2022

Bibliografia

Gianfranco Bonola e Michele Ranchetti (a cura di), Walter Benjamin. Sul concetto di storia, Einaudi, Torino 1997.

Raffaella Di Castro, Testimoni del non-provato. Ricordare, immaginare la Shoah nella terza generazione, Carocci, Roma 2008.

Id., Le memorie della Shoah nella terza generazione, in Storia della Shoah in Italia. Vicende, memorie, rappresentazioni, a cura di Marcello Flores, Simon Levis Sullam, Marie-Anne Matard-Bonucci, Enzo Traverso, UTET 2010, pp.114-132.

Id., Architetture della memoria, in Franca Tagliacozzo e Bice Migliau, Gli ebrei nella storia e nella società contemporanea, Odoya, Città di Castello (PG) 2020, pp.640-659.

Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino 1958

Id., Un ponte, in Ad ora incerta, Garzanti, Milano 1984, p.66.

Id., I sommersi e i salvati, Einaudi, Torino 1986.

Note Biografiche

Raffaella Di Castro coordina progetti culturali e formativi per l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, dal 2016.
Filosofa e Analista Biografica a Orientamento Filosofico (Philo – Scuola Superiore di Pratiche Filosofiche di Milano, 2014-2018). Abilitata alle funzioni di professore di II fascia per il settore concorsuale di Filosofia morale, ha insegnato come docente a contratto presso l’Università di Roma “La Sapienza” e l’Università della Calabria.
È autrice di diversi saggi, tra cui: Il divieto di idolatria tra monoteismo e iconoclastia. Una lettura attraverso Emmanuel Levinas (Guerini, 2012 e Testimoni del non-provato. Ricordare, pensare, immaginare la Shoah nella “terza” generazione, Carocci, 2008). Insieme a Saul Meghnagi ha curato il volume collettaneo L’ebreo inventato. Luoghi comuni, pregiudizi, stereotipi (Giuntina 2021).

Elisa Guida

Abstract

La relazione prende spunto dai volumi La strada di casa. Il ritorno in Italia dei sopravvissuti alla Shoah (Roma, Viella, 2017) e Senza perdere la dignità. Una biografia di Piero Terracina (Viella, 2021), entrambi costruiti sull’intreccio tra fonti dall’alto e fonti dal basso. In particolare, la riflessione s’incentra sulla ricostruzione del patrimonio testimoniale e memorialistico a disposizione dello storico contemporaneista; sul metodo dello storico e sui limiti e sulle ricchezze dei racconti in prima persona, quindi sul rapporto tra memoria e storia. L’intervento mira altresì a fornire qualche spunto di riflessione per l’uso delle testimonianze in classe.

Bibliografia

Recenti pubblicazioni di Elisa Guida:

Senza perdere la dignità. Una biografia di Piero Terracina, Viella, Roma, 2021;

La strada di casa. Il ritorno in Italia dei sopravvissuti alla Shoah, Roma, Viella, 2017;

«La tregua» e la violenza dopo Auschwitz, in C. Poesio, E. Acciai, G. Panvini e T. Rovatti (a cura di);

Oltre il 1945. Violenza, conflitto sociale, ordine pubblico nell’Europa del dopoguerra, Viella, Roma, 2017, pp. 123-134;

Le istituzioni italiane e il rimpatrio degli ex deportati razziali: il dialogo epistolare fra Pietro Quaroni e Piero Terracina, in «Mondo contemporaneo», 2015,  n. 1, pp. 75-101;

Il ritorno in Italia dei sopravvissuti alla Shoah: considerazioni introduttive, in «L’Annale IRSIFAR», 2015, pp. 103-115;

Dall’era dei divieti alla memoria del XXI secolo: un percorso nella rappresentazione della Shoah attraverso la poetica di Edith Bruck in «Cuadernos de filologia italiana», Universidad Complutense de Madrid, vol. 18, 2011, pp. 141-159;

L’etica del sopravvissuto nell’estetica di Edith Bruck, in «Cuadernos de filologia italiana», Universidad Complutense de Madrid, vol. 14, 2007, pp. 187-204.

Note Biografiche

Elisa Guida insegna storia contemporanea presso l’Università degli studi della Tuscia e insegna presso l’IISS F. Orioli di Viterbo. Si occupa di storia e didattica della Shoah. È socia fondatrice e membro del comitato scientifico dell’Associazione Arte in Memoria (pietre d’inciampo a Roma).

Claudia Gina Hassan

Abstract

La memoria collettiva è il risultato di un processo complesso che sottende l’intreccio tra ricordo e spazio oltre al rapporto privilegiato con la temporalità.
I luoghi, gli spazi, i monumenti,i musei e le architetture sono sul piano culturale i testi del racconto della memoria che diventa discorso pubblico. Si propone un breve viaggio tra i più significativi musei e memoriali della Shoah per comprendere l’enigma della memoria.

 

Bibliografia

Claudia Hassan, Hurban, le rappresentazioni sociali della Shoah,
Libri liberi editore, 2018

 

Note Biografiche

Claudia Gina Hassan.
Professoressa di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
Principali interessi di ricerca: Sociologia della memoria, Media e Comunicazione, Rete e democrazia, Holocaust studies, Violenza, comunicazione e politica, Sfera pubblica. Digital Media
È Co-Direttrice della Rivista scientifica Trauma and memory. È vice-direttrice del CeRSE( Centro Romano di Studi sull’Ebraismo). Dirige l’Università di Castel Sant’Angelo..
Tra le sue pubblicazioni: Hurban, rappresentazioni sociali della Shoah.(Libri Liberi) Rete e Democrazia( Marsilio)

Cesare Terracina

Abstract

Marc Chagall e David Olere
Rappresentano i due poli nella complessità elaborata dalla necessità creativa dell’ebraismo in cui immaginazione e realtà si confrontano in estetiche apparentemente opposte. Saranno i punti di unione ad essere snodati attraverso le immagini dei momenti cruciali delle loro opere.

 

Bibliografia

Catalogo del Musee National Marc Chagall, Nizza s.d
Bella Chagall, Come fiamma che brucia. Io, la mia vita e Marc Chagall, Donzelli, Roma 2012
Marc Chagall, Il teatro dei sogni (Catalogo della mostra), Mazzotta Milano 1994
Marc Chagall, La mia vita, SE, Milano 1998
Jean Clair, Laura Bossi,  Inferno (Catalogo della Mostra), Electa, Milano 2021
Jacob Baal-Teshuva, Marc Chagall 1887-1985,Taschen, Colonia 1988
I. Perino, Testimoniare per immagini, (tesi di laurea) Università degli Studi di Torino, A.A. 2009-2010 (con ampia bibliografia)
Massimo Recalcati, Lavoro del lutto, melanconia e creazione artistica, Poiesis, Alberobello 2013
Shlomo Venezia, Sonderkommando Auschwitz, a cura di Marcello Pezzetti e Umberto Gentiloni Silveri; da un’intervista di Béatrice Prasquier, Milano 2007
Miriam Novitch, Spiritual Resistance: Art from Concentration Camps 1940–1945 – a selection of drawings and paintings from the collection of Kibbutz Lochamei Haghetaot, Israel, Union of American Hebrew Congregations, 1981

Note Biografiche

Cesare Terracina è nato a Roma dove vive e lavora.
Allievo di Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi dopo aver conseguito la laurea all’Ateneo romano La Sapienza si è dedicato all’insegnamento della Storia dell’arte per l’Università diocesana per la terza età’ ed oggi presso il Liceo romano ‘Renzo Levi‘. Impegnato in diverse occasioni nel dialogo ebraico – cristiano, a Camaldoli a Firenze e nella Capitale, ha offerto il suo contributo critico nell’analisi dell’estetica dell’arte sacra .
Quale referente culturale del Nuovo Circolo degli Scacchi è autore del volume sul palazzo Rondinini in via del Corso sede storica del sodalizio romano. La sua attività di critico d’arte e di scrittore si fonde con l’attività di ‘viaggiatore d’arte‘ volta ad illustrare direttamente in loco, luoghi, mostre ed eventi .

Cesare Terracina

Abstract

Le sinagoghe in Italia nell’età contemporanea. Una panoramica geografica tra architettura, ritualistica e decorazione. Tradizione e avanguardia
dall’ottocento in poi

 

Bibliografia

Bruno Zevi, Ebraismo e architettura, Giuntina, Firenze, 2018
AA.VV. Il Tempio Maggiore di Roma, Umberto Allemandi, Milano 2004
Adam Smulevich, Pierfranco Fabris, Sinagoghe italiane, raccontate e disegnate, Biblioteca dell’Immagine Pordenone, 2020

Note Biografiche

Cesare Terracina è nato a Roma dove vive e lavora.
Allievo di Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi dopo aver conseguito la laurea all’Ateneo romano La Sapienza si è dedicato all’insegnamento della Storia dell’arte per l’Università diocesana per la terza età’ ed oggi presso il Liceo romano ‘Renzo Levi‘. Impegnato in diverse occasioni nel dialogo ebraico – cristiano, a Camaldoli a Firenze e nella Capitale, ha offerto il suo contributo critico nell’analisi dell’estetica dell’arte sacra .
Quale referente culturale del Nuovo Circolo degli Scacchi è autore del volume sul palazzo Rondinini in via del Corso sede storica del sodalizio romano. La sua attività di critico d’arte e di scrittore si fonde con l’attività di ‘viaggiatore d’arte‘ volta ad illustrare direttamente in loco, luoghi, mostre ed eventi .

Amedeo Osti Guerrazzi

Abstract

La Shoah in Europa occidentale. Tre casi a confronto: Italia, Francia e Olanda.La lezione analizza le caratteristiche di questi tre paesi, con particolare attenzione al tema del collaborazionismo e della risposta della popolazione civile.

 

Bibliografia

– Sull’Italia, Amedeo Osti Guerrazzi, Gli specialisti dell’Odio, Giuntina 2020
-Sulla Francia Michael Curtis, La Francia ambigua. 1940-1944: il governo di Vichy. Lo stato francese tra antisemitismo e collaborazionismo, Milano, Corbaccio, 2004
-Sull’Olanda Raul Hilberg, La distruzione degli Ebrei d’Europa, Torino, Einaudi, 1995

 

Note Biografiche

Amedeo Osti Guerrazzi, è ricercatore all’Università di Padova dove tiene un corso di storia dei genocidi. I suoi ultimi lavori sull’argomento sono: Gli specialisti dell’odio.Delazioni, arresti, deportazioni di ebrei italiani, Giuntina, Firenze, 2021; Germans, Italian, and Jews. The Nazi-Fascist police inItaly 1943-1945, “Search and Research”, Numero monografico, Yad Vashem, 2020, pp.8-169.

Nando Tagliacozzo

Abstract

La trattazione degli argomenti connessi alla Shoah è entrata nella corrente vita scolastica in modo abbastanza singolare, quasi casualmente, quasi imposta dall’esterno. E’ evidente il richiamo alla legge istitutiva del Giorno della Memoria che ha portato d’autorità l’argomento tra le attività correnti nella vita scolastica. La conseguente formazione degli insegnanti sull’argomento ha seguito percorsi particolari e, spesso, definiti e formalizzati dagli stessi insegnanti.
Il trasferimento di tali conoscenze, e delle relative problematiche, didattiche e formative, agli alunni è stato nella stragrande maggioranza dei casi “inventato” dai singoli insegnanti con scarso riferimento a una didattica definita e formalizzata. Anche, e forse soprattutto, proprio per la mancanza di una specifica didattica per l’argomento. Vedi le “linee guida” recentemente emesse dal MI sull’argomento. Il fine di tali insegnamenti è spesso implicito nell’attività degli insegnanti, ma scarsamente identificato e ancor meno formalizzato.
L’incontro è dedicato a trattare questi argomenti, con il desiderio di trovare un’attiva partecipazione da parte dei partecipanti, anche per individuare quali supporti, oggi mancanti, potrebbero essere utili per l’insegnamento in classe.

Bibliografia

Giovanni Gozzini
“La strada per Auschwitz”, pagg. 198
Ed. Bruno Mondadori
E la infinita bibliografia presentata all’interno

Davide Bidussa
“Dopo l’ultimo testimone” , pagg. 132
Ed. Einaudi

Valentina Pisanty
“Abusi di memoria – Negare, banalizzare, sacralizzare la Shoah”, pagg. 146
Ed. Bruno Mondadori

Valentina Pisanty
“I guardiani della memoria” – e il ritorno delle destre xenofobe , pagg. 215
Ed. Bompiani

Elena Loewental
“Contro il Giorno della Memoria” , pagg. 93
Ed. Add.

a cura di Saul Meghnagi
“Memoria della Shoah” – Dopo i “testimoni”, pagg. 270
Ed. Donzelli

Note Biografiche

Sono nato nel 1938, il giorno dopo la mia nascita mia madre è stata cacciata via dalla scuola. Nella Shoah ho perso mia sorella Ada, mio padre, Arnaldo, mia nonna Eleonora e diversi zii.
Il normale corso di studi che ho seguito – elementari, medie e liceo scientifico – è iniziato a settembre del ‘44, nella Roma ormai libera dall’occupazione tedesca, dopo circa nove mesi passati nascosto in un convento qui a Roma. Prima singolarità: a ottobre dell’anno della maturità ho conseguito anche il diploma di insegnante elementare. Quello che all’epoca si conseguiva dopo il corso di studi, quadriennale, delle magistrali.
Successivamente, ho conseguito la laurea in ingegneria e nello stesso tempo ho insegnato per nove anni nelle scuole elementari della provincia di Roma. In quel periodo mi sono anche sposato. Ho tre figli e sei nipoti
Per circa trenta anni ho svolto il mio normale lavoro in società di engineering, con brevi periodi all’estero, in diverse società, occupandomi di pianificazione dei trasporti. Ho insegnato un paio d’anni all’Università e ho tenuto diversi corsi di specializzazione. Ho concluso come vicedirettore della società.
Dopo la pensione ho iniziato il lavoro nelle scuole. Sono ormai venticinque anni che vado girando per le scuole di mezza Italia raccontando la mia storia personale, quella che viene normalmente chiamata “testimonianza”, tengo anche dei formali corsi di aggiornamento per insegnanti, al momento ne ho tenuti circa quaranta, e preparo materiale per l’insegnamento. A Roma c’è una scuola dedicata a mia sorella Ada Tagliacozzo.

Francesca Franco

Abstract

L’intervento affronta il lascito intellettuale di Martin Heidegger: nome eccelso nel pantheon della filosofia contemporanea, la cui influenza – diretta o indiretta – si è estesa, dal secondo dopoguerra, in ampi campi della cultura, dalla psichiatria all’architettura, alla critica letteraria e artistica. Motivo per cui è un autore più volte citato, da parte di artisti e studiosi, troppo spesso però con eccessiva superficialità o leggerezza, anche dopo la pubblicazione dei Quaderni neri. Evento, che nel 2014 ha scatenato non solo lo scandalo ma una vera e propria controversia sia sulla questione, già nota, della sua adesione al Nazismo, sia su quella, ben più esplosiva, del suo antisemitismo.

 

Bibliografia

EILENBERGER W., Zeit der Zauberer. Das Grosse Jahrzehnt der Philosophie. 1919-1929, J.G. Cotta’sche Buchhandlung, Stuttgart 2018; trad. it. di Cuniberto F., Il tempo degli stregoni – 1919-1929. Le vite straordinarie di quattro filosofici e l’ultima rivoluzione del pensiero, Feltrinelli, Milano 2018.
FABRIS A. (a cura di), Metafisica e antisemitismo: i Quaderni neri di Heidegger tra filosofia e politica, ETS, Pisa 2014.
FAGIOLI MAS., “Alcune note sulla percezione delirante paranoicale e schizofrenica”, «Archivio
di psicologia, neurologia e psichiatria», XXIII, n. 4, 1962, pp. 377-392.
FAGIOLI MAS., Istinto di morte e conoscenza. Pensieri di psicoanalisi, Edizioni A. Armando, Roma, 1972 (L’asino d’oro, Roma, 2010.
FAGIOLI MAS., La marionetta e il burattino, A. Armando, Roma, 1974; L’asino d’oro, Roma, 2011.
FAGIOLI MAS., Psicoanalisi della nascita e castrazione umana, A. Armando, Roma, 1977; poi Teoria della nascita e castrazione umana, L’asino d’oro, Roma, 2012.
FAGIOLI MAS., Bambino, donna e trasformazione dell’uomo, A. Armando, Roma, 1980; L’asino d’oro,
Roma, 2013.
FAYE E., Heidegger, l’introduction du nazisme dans la philosophie: autour des seminaires inedits de 1933-1935, Albin Michel, Paris 2005; trad. it. Heidegger, l’introduzione del nazismo nella filosofia, a cura di Profeti L., L’Asino d’oro, Roma 2012.
HEIDEGGER M., Nietzsche, a cura di Volpi F., Adelphi, Milano, 2006.
JANICAUD D., Heidegger in France [Paris, 2001], Indiana University Press, Bloomington (Indiana) 2015.
MAURI F., Scritti in mostra: L’avanguardia come zona 1958-2008, a cura di Alfano Miglietti F., Il Saggiatore, Milano 2019.
SCHOLEM G., Le grandi correnti della mistica ebraica [1941], trad. di Russo G., Il Saggiatore, Milano, 1965.

 

Note Biografiche

Francesca Franco è giornalista, professoressa di Storia dell’arte e Storia della fotografia presso l’Accademia di belle arti dell’Aquila e docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Torino.
Laureata all’Università degli studi di Roma La Sapienza (1997), ha conseguito un master in catalogazione informatica dei beni culturali presso l’Università UniMoRe di Modena e una specializzazione post-laurea in Beni storico-artistici presso l’Università di Siena. Ha lavorato per oltre vent’anni come autore per il Dizionario Biografico degli Italiani edito dall’Enciclopedia Italiana Giovanni Treccani; come staff ufficio mostre per il MACRO di Roma; come catalogatore per La Galleria Nazione di Roma, la Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, l’Istituto Centrale per la Grafica; come redattrice e ricercatrice per il MADRE di Napoli. È stata assistente alla curatela e coordinatrice scientifica di mostre e cataloghi ideati dal critico Achille Bonito Oliva. Dal 2013 è responsabile delle attività della Fondazione Alighiero e Boetti. Il primo marzo 2022 è uscito nelle librerie il suo saggio Uno spettro si aggira sulla Neoavanguardia: Giordano Bruno (Edizioni Croce, Roma).

Simona Foà

Abstract

“La Shoah, vissuta direttamente o indirettamente, ha permeato molta della letteratura ebraica della seconda metà del Novecento. Dopo aver offerto una prospettiva nuova su ciò che si può definire come letteratura ebraica, l’intervento offrirà alcuni esempi del modo in cui la l'”immaginario” della Shoah ha lavorato nella tradizione letteraria europea, nordamericana e israeliana. In conclusione ci si soffermerà su alcuni testi di Giorgio Bassani, tra i quali le poco conosciute poesie”

 

Bibliografia

– Giorgio Bassani, Una lapide in Via Mazzini, in Dentro Le mura (Giorgio Bassani, Opere, a cura di Roberto Cotroneo, Milano, Mondadori, 2001, pp. 84-122)
– Giorgio Bassani, L’airone, (Giorgio Bassani, Opere, a cura di Roberto Cotroneo, Milano, Mondadori, 2001, pp. 701-854)
– Giorgio Bassani, Poesie (Giorgio Bassani, Opere, a cura di Roberto Cotroneo, Milano, Mondadori, 2001, pp. 1417-1418; 1489-1490)
– Marek Halter, Abraham, Milano, Spirali, 1985
– David Grossman, Vedi alla voce: amore, Milano, Mondadori, 2010
– Cinzia Ozick, Lo scialle, Milano, Feltrinelli, 2010
– Philip Roth, Il complotto contro l’America, Torino, Einaudi, 2020
– Michael Chabon, Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay, Milano, Rizzoli, 2003
– Stefano Massini, Qualcosa sui Lehman, Milano, Mondadori, 2018

 

Note Biografiche

Simona Foà insegna dal 2006 Critica letteraria e letterature comparate presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. In precedenza è stata docente di materie letterarie presso il liceo ebraico “Renzo Levi” di Roma (1984-1996) e presso diverse scuole superiori statali di Roma e provincia (1996-2008). Nel 1992 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Italianistica, e ha continuato a svolgere attività di ricerca con una borsa postdottorato presso “La Sapienza” Università di Roma (1996-1998) e con un assegno di ricerca presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (1999-2004). Nel periodo 1998-2010 ha svolto attività di redattrice-autrice presso Il Dizionario biografico degli Italiani pubblicato dall’Istituto dell’Enciclopedia italiana “Treccani”. Nei suoi studi si è occupata di letteratura italiana in età rinascimentale, della tradizione dei libri di famiglia, in particolare in ambito ebraico, del rapporto tra letteratura e la Shoah e della memoria del razzismo e delle leggi razziste negli scrittori ebrei italiani tra Otto e Novecento. Fa parte del Consiglio scientifico del CeRSE (Centro romano di Studi sull’Ebraismo).

Stefania Buccioli

Abstract

“Moshè Maimonide, Baruch Spinoza e Karl Popper: tre grandi filosofi ebrei e l’importante influenza del loro pensiero sullo sviluppo della cultura occidentale”
prof.ssa Stefania Buccioli

Le ragioni per ripercorrere il pensiero di questi importanti filosofi sono nel fatto che il loro lavoro di ricerca, riflessione ed elaborazione ha lasciato tracce fondamentali nello sviluppo del pensiero dei secoli successivi, nelle opere di filosofi da loro anche molto lontani storicamente e culturalmente. Ciascuno di essi ha rappresentato una svolta, una prospettiva nuova e diversa che ha prodotto ulteriori elaborazioni significative di altri pensatori sebbene, a volte, non si rifacessero esplicitamente a loro. Tanto più questo vale per un filosofo a noi contemporaneo come Popper, le cui considerazioni sono ancora vivissime nel dibattito attuale, anche in campi molto diversi nei quali egli seppe esprimersi in modo particolarmente significativo, dalla scienza alla politica, alla moderna società della comunicazione.
Ecco dunque perché, in un Corso di formazione che si è dato il compito di ripercorrere “il tentativo di distruzione degli ebrei d’Europa” è fondamentale ribadire che, non solo il criminale progetto nazista non ha potuto vincere sul piano culturale, ma soprattutto si vuole sottolineare come invece la più alta cultura occidentale, nel suo sviluppo dal tempo più antico a quello recente, sia intrisa di elementi che possiamo senz’altro attribuire all’opera di pensatori di matrice ebraica, quella matrice di una formazione intellettuale e culturale che risulta evidente nei modi e nelle forme in cui il pensiero di Maimonide, Spinoza e Popper si manifesta.

 

Bibliografia

• a cura di Geri Cerchiai e Giovanni Rota, “Maimonide e il suo tempo”, Ed. Franco Angeli 2007
• Irvin D. Yalom, “Il problema Spinoza”, Ed. Biblioteca Neri Pozza 2019
• Mimma Leone “Baruch Spinoza. Il passo del clandestino”, Ed. Graphofeel 2021
• Dario Antiseri “Karl Popper”, Ed. Rubbettino 1999
• Karl Popper “La società aperta e i suoi nemici”, Armando Armando editore 2017
• Karl Popper “Dopo la società aperta”, Armando Armando editore 2017 – (raccolta di saggi e articoli)

 

Note Biografiche

Stefania Buccioli ha insegnato per più di trent’anni Filosofia e Storia nei Licei, per la maggior parte presso il Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma dove, nel corso degli anni, ha ricoperto anche il ruolo di vice Rettore, responsabile della maxi sperimentazione del Liceo classico europeo, responsabile di tutte le attività dedicate alla Memoria, compresa la progettazione e l’organizzazione dei viaggi di istruzione a Berlino e Sachsenhausen, Praga e Terezin, Vienna e Mauthausen, delle attività di formazione storico-filosofica e civile degli studenti, con la progettazione e l’organizzazione di convegni e incontri con autorevoli figure istituzionali e del mondo della cultura.
E’ da molti anni nel Direttivo della sezione romana della Società Filosofica Italiana, della quale è stata vicepresidente per tre mandati.
Ha frequentato il 1°Corso di Formazione organizzato dal MIUR presso lo Yad Vashem a Gerusalemme. Ha frequentato a Parigi l’Université d’été presso il Mémorial de la Shoah e il successivo Corso di II livello organizzato a Berlino dallo stesso Mémorial con le Istituzioni tedesche che si occupano di Memoria della Shoah.
Ha frequentato il Master internazionale di II livello in Didattica della Shoah dell’Università RomaTre, diretto dal prof. David Meghnagi..
Ha lavorato per dieci anni all’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma, curando l’Ufficio Progetti Speciali e dedicandosi, tra gli altri, in particolare alla progettazione e all’organizzazione dei Progetti di Roma Capitale dedicati alla Memoria, in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah ed il prof. Marcello Pezzetti – compresi i diversi Viaggi della Memoria guidati dai Sindaci di Roma – e a quelli dedicati alla Filosofia, rivolti agli studenti delle scuole secondarie della città. Per questi stessi Progetti si è occupata della cura delle Mostre e delle pubblicazioni ad essi dedicate.

Tommaso Dell’Era

Abstract

La lezione si propone di illustrare, brevemente e operando una selezione delle tematiche in relazione al tempo disponibile, la struttura degli archivi che conservano i fondi del pontificato di Pio XII insieme ai primi risultati delle ricerche sul tema della Shoah pubblicati in questi due anni dall’apertura degli stessi fondi.

Bibliografia

Giovanni Miccoli, Santa Sede e chiesa italiana di fronte alle leggi antiebraiche del 1938, «Studi Storici», a. 29, n. 4, 1988, pp. 821-902

Niccolò Del Re, La Curia Romana. Lineamenti storico-giuridic, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1998 (quarta edizione aggiornata ed accresciuta)

Religiosa archivorum custodia. IV Centenario della Fondazione dell’Archivio Segreto Vaticano (1612-2012), Atti del Convegno di Studi Città del Vaticano 17-18 aprile 2012, Archivio Segreto Vaticano, Città del Vaticano 2015 (in particolare G. Coco, Il governo, le carte e la memoria: aspetti della storia degli archivi della Segreteria di Stato in Epoca contemporanea (1814-1939), pp. 215-272; L. Carboni, Gli archivi delle Rappresentanze Pontificie nell’Archivio Segreto Vaticano: versamenti e nuovi ordinamenti, pp. 273-303; A. M. Dieguez, Gli archivi delle Congregazioni romane: nuove acquisizioni e ordinamenti, pp. 305-334; F. Di Giovanni, Le carte di due Uffici organizzati allo scoppio della seconda guerra mondiale: l’Ufficio Informazioni Vaticano e la Commissione Soccorsi, pp. 351-369)

Giovanni Miccoli, I dilemmi e i silenzi di Pio XII. Vaticano, Seconda guerra mondiale e Shoah, Rizzoli, Milano 2000 (2007 nuova edizione aggiornata)

Giovanni Coco, Gli scritti di Pio XII e il Radiomessaggio del Natale 1942, «Rivista di Storia della Chiesa in Italia», n. 1, 2020, pp. 217-241

David I. Kertzer, Story by David I. “The Pope, the Jews, and the Secrets in the Archives“, 27 agosto 2020

Matteo Luigi Napolitano, Per una nuova democrazia storiografica, «L’Osservatore Romano», 4 settembre 2020, p. 4

Roberto Benedetti, Tommaso Dell’Era, La Chiesa contro Kertzer, «Pagine Ebraiche», n. 10, ottobre 2020, pp. 28-30

Kertzer, David I., & Benedetti, Roberto (2020). The Vatican’s Role in the Finaly Children’s Kidnapping Case, «Studies in Christian-Jewish Relations», vol. 15, n. 1 2020, pp. 1-21

Johan Ickx, Pio XII e gli ebrei, Rizzoli, Milano 2021

Note Biografiche

TOMMASO DELL’ERA PhD in Storia del pensiero politico, delle istituzioni politiche e filosofia politica (Roma, La Sapienza). Ricercatore di Filosofia della Politica presso l’Università degli studi della Tuscia e docente presso il Master Internazionale di II livello in Didattica della Shoah dell’Università degli Studi di Roma Tre, si è formato in Italia e all’estero (Russia e Israele). Si occupa attualmente di razzismo e antisemitismo durante il periodo fascista in chiave comparata, di analisi del linguaggio politico e della propaganda politica, di gender studies in relazione al fenomeno degli abusi sui minori nella chiesa cattolica.

Giorgia Calò

Abstract

LA RAFFIGURAZIONE DEL MALE. USI E ABUSI DELL’IMMAGINE DALLA PROPAGANDA NAZIFASCISTA AI GIORNI NOSTRI

Il tema della rappresentazione del male ha attraversato tutto il Novecento in continuo bilico tra etica ed estetica, domandandosi ossessivamente se fosse meglio una rappresentazione realista del male piuttosto che una fuga concettuale e aniconica. La domanda è: si può rappresentare il male? A partire dalla propaganda nazista e poi fascista che fecero dell’immagine il mezzo prediletto di comunicazione di massa, arrogandosi il diritto di valutare arbitrariamente cosa fosse il male, analizzeremo come gli artisti contemporanei nel corso dei decenni si sono confrontanti con questo tema, cercando di assurgergli una dimensione linguistica. Da Fabio Mauri, le cui performance sono state un modo di rivivere e non dimenticare la storia del presente, a Maurizio Cattelan che ha mistificato l’immagine stessa di Hitler, si è cercato di dare un “volto” all’inquietante presenza del male. Faremo anche esempi di artisti e di mostre recenti che hanno abusato dell’immagine, cadendo nella pericolosa trappola della banalità.

Bibliografia

Giorgia Calò PhD, curatore, storico e critico d’arte.
Dal 2015 al 2019 è stata Assessore alla Cultura e Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma.
Da oltre dieci anni si interessa di arte contemporanea israeliana, collaborando con l’Ambasciata israeliana in Italia e con la Fondazione Italia-Israele per la Cultura e le Arti. Su questo tema ha curato numerose mostre, pubblicato saggi per libri e cataloghi e articoli per riviste d’arte.
Ha pubblicato, tra gli altri, i libri Trilogia d’artista. Il cinema di Mario Schifano (Lithos, Roma 2004) e About Paper. Israeli Contemporary Art (a cura di, Postmedia Books, Milano 2012).
Da alcuni anni si interessa di arte ebraica, approfondendo alcune figure di artisti ebrei del Novecento, curando mostre, pubblicando saggi e partecipando a seminari e convegni. In particolare su Antonietta Raphaël Mafai, artista di spicco della Scuola di via Cavour, di cui ha curato le mostre Antonietta Raphaël Mafai. Carte (Museo Carlo Bilotti, Roma novembre 2017 – gennaio 2018) e Antonietta Raphaël. Attraverso lo specchio (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, novembre 2021 – gennaio 2022, catalogo Tlon Aleph, Roma 2022).
Parallelamente, continua la sua ricerca sull’arte del XXI secolo. Nel 2019 ha vinto i bandi Italian Council-Mibact con i progetti One by One di Filippo Berta (5a edizione, 2019) e The Time of The Flood di Stefano Cagol (6a edizione, 2019).
Attualmente è membro del comitato scientifico dell’Archivio Gino Marotta e co-curatrice della mostra 1849-1871. Ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione (Museo Ebraico di Roma, novembre 2021 – maggio 2022, cat. Gangemi editore, Roma 2021).

Tra le mostre curate si ricordano:

Stefano Cagol. The Time of the Food, Center for Contemporary Art, Tel Aviv (12 dicembre 2020 – 3 aprile 2021)

Alessandro Valeri. An Iron Ring, Sala Scarpa – MAXXI Roma (16-26 gennaio 2020)

Beverly Barkat. After the tribes, Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX, Roma (10 ottobre – 31 dicembre 2018)

Mauro Maugliani. Ètoiles Filantes, Mattatoio, Roma (31 gennaio – 18 marzo 2018)

Paola Volpato. Femminicidio, Sala del Cenacolo del Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei Deputati, Roma (24 novembre – 7 dicembre 2017)

Paola Levi Montalcini. Libro Aperto, Museo Ebraico di Roma (18 settembre – 31 ottobre 2016)

Tsibi Geva. Recent and Early Works, Museo Macro Testaccio, Roma (29 maggio – 14 settembre 2014)

Time and a Half. Hamidrashà School of Art, MLAC – Museo di Arte Contemporanea, Sapienza di Roma (4-27 aprile 2012)

Maya Attoun, Hilla Ben Ari. Falling in Line, Galleria Marie-Laure Fleisch, Roma (15 dicembre 2011 – 25 febbraio 2012)

Z. Bauman, Modernity and Holocaust, Cambridge, Polity Press, 1989, trad. it. Modernità e Olocausto, prefazione di Donatella Di Cesare, Il Mulino, Bologna 1992.
W. Benjamin, Das Kunstwerk im Zeitalter seiner technischen Reproduzierbarkeit, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main, 1936, trad. it. L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Einaudi, Torino 1966.
S. Berger, M. Pezzetti, La razza nemica. La propaganda antisemita nazista e fascista, Gangemi editore, Roma 2017.
R. Calimani, Destini e avventure dell’intellettuale ebreo, Mondadori, Milano 1996.
M. I. Catalano, P. Mania, a cura di, Arte e memoria dell’arte, Gli Ori, Pistoia 2011.
P. Coen, a cura di, Vedere l’Altro, vedere la Shoah, Rubbettino 2012.
P. Gnani, Scrivere poesie dopo Auschwitz. Paul Celan e Theodor W. Adorno, Giuntina, Firenze 2010.
M. Kadishman, Shalechet. Häupter und Opfer. Heads and Sacrifices, Charta, Milano 1999.
N. L. Kleeblatt, Mirroring Evil: Nazi Imagery/Recent Art, catalogo della mostra, ‎ ‎ Rutgers Univ Pr, New York 2001.
F. Mauri, Io sono un ariano, Edizioni Volume!, Roma 2009.
C. Salomon, Vita? O Teatro?, Castelvecchi editore, Roma 2019.
M. Papeschi, Vendere svastiche e vivere felici, ‎ SPERLING & KUPFER, Milano 2014.
M. Passaro, Artisti in fuga da Hitler. L’esilio americano delle avanguardie europee, Il Mulino, Bologna 2018.
K. Wolbert, Scultura programmatica nel terzo Reich, Allemandi, Torino 2018.

Silvano Manganaro

Abstract

Nel luglio del 1930 vengono inaugurate a Monaco due mostre che, per il regime nazista, avevano un significato ben preciso: una doveva mostrare al popolo tedesco la grandezza dell’arte ariana rigenerata dal nazionalsocialismo mentre la seconda, dal titolo “Entartete Kunst” (Arte degenerata), era pensata per denigrare tutta l’arte d’avanguardia vista come espressione di una società corrotta e depravata. Quest’ultima mostra (divenuta celeberrima e considerata emblematica per la comprensione del clima culturale di quegli anni) viaggiò poi in diverse città della Germania, divenendo una delle esposizioni con il maggior numero di visitatori della Storia: oltre due milioni di persone! La lezione analizzerà nel dettaglio la genesi della mostra, i suoi contenuti e i risvolti culturali, ideologici e politici; ampliando lo sguardo al contesto internazionale e all’attualità.

Bibliografia

BARR A., Degenerata! I nazisti all’assalto dell’arte moderna, Medusa edizioni, Milano 2018
DEL PUPPO A., Arte Contemporanea. Tra le due guerre, Carocci, Roma 2021
GROSSHANS H., Hitler and the Artists, Holmes & Meyer, New York 1983
HINZ B., L’Arte del nazismo, Mazzotta, Milano, 1975
HOFFMANN M., KUHN N., Il mercante d’arte di Hitler, Newton Compton, Roma 2019
PETERS O., Degenerate Art: The Attack on Modern Art in Nazi Germany, 1937, Prestel Pub, Monaco 2014

Note Biografiche

Silvano Manganaro (Roma, 1979), segretario Generale e curatore della Fondazione VOLUME! di Roma, è professore di Storia dell’Arte e Pedagogia e didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Insegna inoltre Fenomenologia dell’Arte contemporanea e Economia e Mercato dell’arte nelle accademia di Perugia e Roma. Ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università La Sapienza nel 2014 e, dal 2012, è regular contributo de “Il Giornale dell’Arte”. È stato inoltre redattore della rivista di arte e cultura contemporanea “DROMEmagazine” e, e parte del comitato di redazione della rivista “pianob”. Negli anni ha collaborato sia con artisti storici che emergenti, curando mostre in gallerie private e spazi pubblici. Numerose le partecipazioni a corsi e seminari di didattica e storia dell’arte contemporanea.

Damiano Garofalo

Abstract

La lezione mirerà a ricostruire alcune recenti tendenze nell’ambito del cinema e della serialità televisiva in relazione alla costruzione di una memoria pubblica della Shoah diversificata rispetto al passato. A partire dall’uscita di Inglorious Basterds (2009) di Quentin Tarantino, si è affermata nel discorso pubblico un’immagine degli ebrei e dell’ebraismo meno “passiva”: se in alcuni casi, infatti, si tratta di una vera e propria riscrittura della storia che assume i caratteri tradizionali dell’ucronia, in altri siamo di fronte a una nuova configurazione dell’immaginario, che prende come oggetto privilegiato di indagine il topos della caccia al nazista e della necessità di vendetta, storica e personale, tramite le forme tipiche del cosiddetto revenge-movie. Si prenderà dunque in esame proprio questo passaggio da una serie di produzioni che, tradizionalmente, si sono occupate della storia della Shoah attraverso la pratica della ricostruzione, alla profusione di opere contemporanee che si concentrano sulle pratiche di costruzione ed elaborazione della memoria della Shoah negli anni successivi. A questo proposito sarà utilizzato a fini didattici il caso di studio della serie televisiva Hunters (2020, D. Weil) prodotta dalla piattaforma Amazon Prime Video. 

Biografia

Damiano Garofalo (Roma, 1986) è ricercatore presso il Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo della Sapienza Università di Roma, dove insegna Storia del cinema, Storia della televisione e Forme e scritture della serialità televisiva. Dopo essersi laureato in Storia contemporanea presso la Sapienza, ha conseguito un dottorato in Studi storici presso l’Università degli Studi di Padova, dove ha studiato la storia della televisione italiana delle origini da una prospettiva di audience studies. Dal 2015 ha insegnato come docente a contratto presso le Università di Padova, Udine, Cassino, Modena e Reggio Emilia. Ha poi lavorato come assegnista di ricerca (post-doc) presso il Deutches Historisches Institut di Roma, con un progetto sulla rappresentazione dei tedeschi e dei nazisti nel cinema italiano del dopoguerra, e presso l’Università Cattolica di Milano (2017-2019), conducendo una ricerca sulla circolazione internazionale del cinema italiano. Nello stesso periodo, è stato anche Visiting Lecturer presso la McGill University di Montreal e Visiting Researcher presso la Ohio State University. Ha pubblicato due monografie: Political Audiences. A Reception History of Early Italian Television (Mimesis International, 2016) e Storia sociale della televisione in Italia (Marsiio, 2018). Fa inoltre parte del comitato direttivo della rivista scientifica Cinema e storia. Rivista di studi interdisciplinari.